L’elezione del papa: da conclave a habemus papam, tutte le parole che serve conoscere

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L’elezione di un Papa è un evento che contempla liturgie e parole spesso poco conosciute anche per un cattolico fervente. Ecco perché, in vista del conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI, abbiamo pensato di stilare un breve glossario-vademecum.

Sede vacante: è il periodo di interregno fra la morte di un Pontefice e l’elezione del suo successore. Questo periodo si apre appunto con la morte del Papa e include tutti i passaggi che seguono. Durante la sede vacante il governo della Chiesa e del Vaticano è rimesso al collegio dei cardinali. Alla morte del Pontefice tutti i dicasteri e tutti i funzionari di governo decadono dalla loro carica, incluso il segretario di Stato Vaticano.

fumata-biancaConclave: con questo termine si indica sia la riunione tra i cardinali, sia il luogo in cui questa avviene. Deriva dal latino (clausi) cum clave, letteralmente “chiusi a chiave”, espressione legata all’elezione di Papa Gregorio X. Nel 1270, alla morte di Papa Clemente IV, i cardinali non riuscirono a trovare un accordo per l’elezione del successore e la sede vacante durò per 1.006 giorni; i cittadini di Viterbo (all’epoca sede papale) esasperati dalla situazione, segregarono i cardinali in una sala e li chiusero a chiave.

Camerlengo: è il cardinale chiamato a gestire la sede vacante. Spetta al camerlengo accertare la morte del Pontefice (chiamandolo tre volte con il nome di battesimo), rimuovere l’anello del pescatore dal dito del Pontefice e apporre i sigilli all’appartamento papale. Durante la sede vacante il camerlengo si occupa anche delle questioni quotidiane (per quelle più importanti la decisione è rimessa al collegio cardinalizio). Il termine deriva dal latino medievale camarlingus, derivato dal franco kamarling a sua volta mutuato dal latino camerarius e traducibile con addetto alla camera del sovrano (in questo caso pontefice).

Stanza delle lacrime: è la sala in cui il cardinale appena eletto Papa si ritira subito dopo il conclave per indossare, per la prima volta, i paramenti papali. Il nome è dovuto al fatto che il Papa neoeletto potrebbe scoppiare in un pianto per l’emozione e per la responsabilità che gli altri cardinali hanno ritenuto di dovergli affidare.

Pallio: deriva dal latino “pallium = mantello”. È il paramento papale che viene imposto al Papa dal cardinale protodiacono nel corso della messa per il suo insediamento. Si tratta di una striscia di stoffa avvolta attorno al collo, simboleggiante la pecora che il pastore portava sulle spalle: richiama il compito pastorale a cui sarà chiamato il Pontefice.

Congregazioni: sono le riunioni tra i cardinali che precedono il conclave. La congregazione generale riunisce tutti iratzinger_elezione_19_aprile_2005--400x300 cardinali elettori e anche i cardinali ultraottuagenari (che, per disposizione della costituzione apostolica Universi Dominici Gregis non possono votare per l’elezione del Papa). La funzione di questa congregazione è quella di decidere le questioni più importanti nei giorni di sede vacante. La congregazione è anche occasione utile per definire “patti di sindacato” tra i cardinali appartenenti alle diverse correnti in vista del conclave, per sostenere la votazione di questo o quel cardinale. La congregazione particolare è invece composta dal cardinale camerlengo e da tre cardinali estratti a sorte (restano in carica tre giorni e vengono sostituiti da altrettanti cardinali per tutto il periodo di sede vacante) ed è chiamata a decidere le questioni quotidiane, meno importanti.

Extra omnes: letteralmente, “fuori tutti”. È l’ordine con il quale il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie intima a tutti gli astanti non coinvolti nell’elezione di uscire dalla Cappella Sistina, la cui porta provvederà poi a chiudere dall’interno. Fanno eccezione il maestro delle celebrazioni e l’ecclesiastico incaricato di condurre le meditazioni. Queste due figure abbandoneranno la cappella una volta conclusa la fase delle meditazioni.

Habemus papam: è la formula con cui il cardinale protodiacono, dalla loggia della Basilica di San Pietro, annuncia alla folla di fedeli radunati in piazza il nome del nuovo Papa. La formula completa, che contiene il nome (in latino) e il cognome “civili” del cardinale seguiti dal nome pontificale scelto dal nuovo Papa, inizia con “Annuntio vobis gaudium magnum, habemus papam”. 

Fumate: l’esito positivo o negativo degli scrutini viene annunciato ai fedeli che attendono in piazza San Pietro dalla fumata che fuoriesce dal comignolo della Cappella Sistina. Durante il conclave, all’interno della cappella affrescata da Michelangelo, viene installata una stufa. Dentro a questa stufa vengono bruciate le schede per la votazione e gli appunti. La fumata nera comunica all’esterno l’esito negativo dello scrutinio; le schede sulle quali i cardinali hanno votato, legate insieme, e gli appunti vengono bruciati nella stufa con l’aggiunta di sostanze chimiche capaci di annerire il fumo. La fumata bianca annuncia invece l’esito positivo dello scrutinio e l’elezione del nuovo Pontefice; in questo caso le schede vengono bruciate con l’aggiunta di paglia umida o di sostanze chimiche. Esiste anche una fumata gialla, di prova, con la quale viene testato il funzionamento della stufa. Di questa, nell’ultimo conclave, se ne fece a meno ricorrendo a strumenti tecnologici.

Alessandro Porro

@alexxporro

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