A very British week #3 – Tories avanti nei sondaggi ma Boris scappa dal confronto

Cosa è successo la scorsa settimana in Gran Bretagna?

Lunedì 25 novembre:

Domenica 24 novembre il Partito Conservatore ha lanciato il proprio Manifesto. Dopo il disastro del 2017, in cui la May presentò un programma che dovette in parte smentire e che ricevette una pessima stampa, i Tories hanno tenuto un profilo molto basso, riuscendo così nel paradosso di un partito al governo da nove anni che cerca di tenere quasi nascosto il proprio programma elettorale. Al punto di presentarlo di domenica mattina in modo da evitare che se ne parlasse sui giornali nel giorno di maggiore diffusione.

Come prevedibile il Manifesto si concentra sul tema della Brexit e della sua conclusione a tempi brevissimi. Il manifesto contiene inoltre la promessa di non aumentare in nessun modo le tasse e allo stesso tempo però promette l’incremento di dipendenti nell’NHS, un aumento delle pensioni del 2.5% annuo, investimenti in case popolari. Come vi avevamo già annunciato il manifesto prevede l’introduzione di un sistema a punti per la gestione dei flussi migratori. Se l’obiettivo del manifesto conservatore era non attirare l’attenzione e non creare problemi, missione riuscita.

Curiosità: da domani a mezzanotte scade il tempo per iscriversi ai registri elettorali britannici. Non è infatti possibile votare senza averne fatto richiesta. 109mila persone si sono iscritte nelle ultime ore. Il partito laburista sta facendo pesantemente campagna a favore della registrazione mentre i Tories e in generale gli altri partiti del paese sono piuttosto silenti sull’argomento. Nel 2017 l’incremento esponenziale di iscrizioni negli ultimi giorni prima della scadenza e la difficile prevedibilità del fenomeno è stato uno degli elementi chiave per rendere del tutto inesatti i modelli utilizzati per i sondaggi elettorali.

Martedì 26 novembre:

Il Rabbino Capo Mirvis con Boris Johnson

Oggi è uscita sul Times una intervista del Rabbino Capo Mirvis che ha dichiarato che Corbyn non sarebbe adatto a guidare il paese per i fallimenti nell’affrontare l’antisemitismo all’interno del Partito Laburista. Un attacco pesante che ha dominato la giornata di oggi e che sarà sicuramente al centro dell’intervista in prima serata a Corbyn che si terrà stasera sulla BBC. Una intervista già difficile di suo perché il giornalista Andrew Niel è famoso per la sua cattiveria distribuita sia a destra che a sinistra (pur essendo notoriamente di destra). Per credere vedere l’intervista a Nicola Sturgeon, criticata sui dati del servizio sanitario scozzese (forse messo peggio di quello inglese), cosa molto rara da parte del giornalismo britannico.

Quello dell’antisemitismo all’interno del Labour è un argomento difficile da affrontare specie in poche righe. Segnaliamo però questo thread di Jon Lansman, il fondatore di Momentum e storico alleato di Corbyn. Lansman è di religione ebraica e ha risposto all’intervista del Rabbino Capo. Sicuramente l’antisemitismo è molto presente nella società britannica e dunque anche nella sinistra, ma è difficile parlare di una responsabilità di Corbyn, che anzi ha introdotto nuovi procedimenti disciplinari velocizzati per i casi di antisemitismo conclamato ed ha fatto espellere anche un deputato suo fedelissimo sostenitore per delle frasi dubbie. È ancora più difficile farne un caso eccezionale, quando dall’altra parte c’è Boris Johnson, una persona che ha utilizzato ogni spazio concesso dalla stampa di destra per sputare parole d’odio contro ogni minoranza.

Mercoledì 27 novembre:

Jeremy Corbyn sta tenendo una conferenza stampa nella quale ha rivelato un documento di oltre 400 pagine in cui sono pubblicate lo stato delle trattative tra Uk e Usa per un trattato commerciale post Brexit. Corbyn ha sottolineato che nel documento sarebbe evidente come L’NHS, a differenza di quanto giurato in diretta tv da Johnson, sarebbe parte integrante del nuovo accordo con Washington.

Giovedì 28 novembre:

È uscito per il Times un sondaggio di YouGov con lo stesso modello che aveva previsto più di tutti il risultato del 2017. 

Questa sarebbe la suddivisione dei seggi 

CON: 359 – LAB: 211 – SNP: 43 – LDEM: 13

Rispetto al 2017 i conservatori guadagnerebbero oltre 40 seggi a scapito dei Laburisti. I LibDem ripeterebbero la disastrosa performance di due anni fa.

Le cose da analizzare sono due: la prima è che i Tories irrompono nel nord e nelle midlands pro Brexit e non perdono niente nelle loro roccaforti del SudEst contro i LibDem che sono pressoché di nuovo scomparsi dallo scenario politico. La seconda cosa è che il Labour regge nelle grandi città e nei centri pro remain. Va infine notato che il sondaggio, pur certificando un grande vantaggio in termini di seggi per i Tories, registra una situazione per la quale con un cambiamento di pochi punti percentuali vedrebbe la situazione ribaltata in tantissimi seggi.

La scultura di ghiaccio che ha sostituito Johnson

Nella serata si è tenuto il dibattito sul clima su Channel 4 tra i leader di partito. Farage e Johnson hanno fatto sapere che non parteciperanno. Gli organizzatori hanno deciso di mettere al loro posto una scultura di ghiaccio che si scioglierà lentamente durante la durata del programma. Secondo Buzzfeed, i Conservatori in risposta hanno minacciato Channel 4 di mettere in discussione la loro licenza di servizio pubblico. 

Tutto questo mentre appare chiaro che Boris Johnson sarà l’unico leader di partito che non si sottoporrà alle domande di Andrew Neil, l’intervistatore più duro della BBC che ha messo in grande difficoltà Corbyn e Sturgeon. Queste fughe di Johnson avranno un effetto o sono polemiche che non interessano gli elettori?

Venerdì 29 novembre:

La scelta di Boris Johnson di evitare difficili apparizioni pubbliche continua a creare polemiche. L’Indipendent riferisce oggi, infatti, che la BBC avrebbe rifiutato al Primo Ministro l’apparizione ad uno dei suoi programmi di punta “Marr on Sunday” a meno che Johnson non accetti prima di essere messo sotto torchio da Andrew Neil.

Le preoccupazioni per una intervista che sarebbe difficilissima, sono dovute al fatto che ogni giorno vengono recuperati vecchi articoli di Johnson, famoso per aver scritto editoriali durissimi contro quasi tutte le minoranze del paese e, nel 1995, persino di forte disprezzo verso le madri single, che in Gran Bretagna sono una categoria molto ampia per ragioni lunghe da affrontare qui. Un argomento che ha creato molte polemiche alla luce del fatto che Johnson si rifiuta persino di dire pubblicamente quanti figli abbia. 

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Domenico Cerabona e Federico D’Ambrosio

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