L’addio di Ratzinger: la tristezza e la speranza nel cuore di un cattolico

Il Papa dice addio

È davvero difficile commentare a caldo una decisione del genere, da parte di un cattolico. Certo, la tristezza è uno tra i sentimenti che in questo momento sono presenti nel mio animo; ma io credo che bisogna rispettare una decisione del genere, che è avvenuta – come riportano le prime agenzie – dopo una lunga riflessione: la salute fisica di papa Ratzinger si stava deteriorando in questo ultimo anno di pontificato.

Ratzinger per me ha davvero fatto questa scelta per la Chiesa, perché in momenti di difficoltà serve una guida solida e saggia che sappia condurla nel Terzo millennio, che sappia accompagnarla attraverso le innovazioni e che abbia il coraggio di cambiare ciò che – in qualche caso – non ha funzionato.

Io non penso che a caldo sia giusto giudicare l’operato di papa Ratzinger, né la sua decisione. Comunque, per un cattolico, è uno shock – quale che sia il suo giudizio sulle azioni del Papa. Sicuramente sulla sua decisione ha pesato il calvario toccato in sorte a Papa Wojtyla: penso tutti si ricordino quell’ultimo anno, quando papa Giovanni Paolo II non riusciva a reggersi in piedi, faticava a parlare. Credo abbia voluto risparmiare ai suoi fedeli un agonia e un declino che sarebbe potuto arrivare.

La Chiesa è in crisi, non lo dico io, lo dicono le statistiche: sempre più persone non credono, sempre più ritengono l’operato della Chiesa distante dalle persone e/o distante dal messaggio di Cristo. Serve un Papa che sappia traghettare la Chiesa nel Terzo Millennio, che possa dare un messaggio di speranza a migliaia di giovani che nel mondo non hanno più un orizzonte di fiducia a causa della disoccupazione, della fame, delle guerre. Un Papa che faccia suo il messaggio di tanti Santi e Beati “recenti” dello scorso millennio come don Bosco, Teresa di Calcutta, don Pino Puglisi. Sono loro l’ispirazione più modera e attuale per ogni cattolico.

Alessandro Sabatino

@twitTagli

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