Archeoricette: a tavola con Sumeri, Ittiti ed Egizi

archeoricette Dalla cena dell’altra sera: datteri ripieni e pasticcio di carne.

Ti trascinano fuori casa un venerdì sera con la promessa di una cena alternativa e ti ritrovi a compiere un particolarissimo viaggio tra ingredienti e ricette provenienti da un lontano passato, da quella porzione di storia che meno conosciamo.

Entro al Sibiriaki, ristorante siberiano in pieno Quadrilatero Romano a Torino, sapendo ben poco di quanto andrò a degustare. Colpa mia, perché il progetto Archeoricette, nato dalle idee e dagli studi dell’archeologo Generoso Urciuoli, ha già numerosi fan ed è ben presente in rete, grazie alla pagina Facebook e soprattutto grazie al dettagliatissimo blog.

L’idea, d’altronde, è affascinante: ripercorrere le abitudini alimentari, il gusto, gli alimenti e le ricette che caratterizzavano varie civiltà dell’antichità in diverse zone geografiche. Un progetto inizialmente pensato per il web, ma subito rimbalzato concretamente sulle tavole e nei piatti del Sibiriaki, grazie alla prima – dedicata al periodo 3500 a.C.-1000 a.C. – delle quattro cene programmate da qui a luglio. Negli infernotti del ristorante veniamo accolti dall’ideatore di Archeoricette e ciò che subito sorprende è la scrupolosità, l’attenzione direi scientifica che sta alla base di questo progetto che vede nell’archeologia un metodo d’indagine da applicare al cibo. L’obiettivo non è quello di fare cene tematiche su una particolare civiltà, magari con rievocazioni in costume di dubbio gusto, quanto piuttosto mostrare, attraverso ricette ricavate e “tradotte” direttamente dalla fonti, i punti di contatto, le influenze e gli elementi in comune, dal punto di vista culturale e alimentare, tra civiltà spesso lontane temporalmente e geograficamente tra loro.

Questo implica chiaramente che Archeoricette non si illuda di riproporre le medesime percezioni gustative provate da Ittiti, Egizi e Sumeri: gli alimenti hanno subito mutazioni, così come gli strumenti della preparazione sono cambiati. Tuttavia, è possibile una ricostruzione credibile del contesto storico, così come di ricette “filologicamente” corrette. Già, perché di vere ricette si tratta, con la descrizione dei singoli passaggi, la precisazione della tecnica di cottura (gli alimenti non venivano cotti solo a contatto diretto col fuoco, ma anche, per così dire, “in umido”) e il quasi onnipresente augurio finale di buon appetito.

egittoTra racconti e suggestioni storiche intervallate da immagini di ricette incise su tavolette o su pareti di camere mortuarie (interessante il caso di Ramses III che all’interno della sepoltura si fece rappresentare tutte le fasi di preparazione del suo dolcetto preferito), assaggiamo corposi piatti dal sapore antico, in cui non troviamo chiaramente alimenti come il pomodoro o il peperone, ma neanche, a dire la verità, molti altri ortaggi; sono pietanze che hanno come elementi principali soprattutto le proteine dei legumi e della carne (pare che su circa 300 ricette di provenienza egizia solo 4 siano piatti di verdura) e i carboidrati dei cereali e del pane – di cui, ci spiega Generoso Urciuoli, troviamo infinite varietà presso questi popoli antichi. Eccoci quindi alle prese con polpette di carne e burghul, datteri ripieni, spezzatini d’agnello su letto di pane tostato, zuppe di lenticchie, pasticci di carne e ceci, “panini del viandante” con formaggio di capra e menta. Il tutto annaffiato da ottima birra mielata. Piatti semplici naturalmente, ma, posso assicurarlo, davvero gustosi oltre che sazianti.

Insomma, Archeoricette è un progetto che unisce cultura e buona cucina, sapere storico e fascino del poco noto, curiosità e scrupolosità scientifica. Se volete provare tutto ciò, non vi resta che prenotarvi per le prossime cene. Quella del 14 giugno affronterà il periodo delle vicende narrate nell’Esodo e nell’Odissea.

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@twitTagli

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