Perché il PD non si schiera apertamente contro questa manifestazione?

Lettera aperta a Fabrizio Morri, segretario torinese del PD

Egregio Fabrizio Morri,
le scrivo per testimoniarle il mio smisurato disagio dopo i fatti che hanno sconvolto un normale lunedì mattina (e un normale martedì mattina) nella mia città.
Anzi, un lunedì di festa, dopo lo straordinario successo delle primarie di domenica che ha visto una grande fetta di popolazione desiderosa di esprimere una scelta di cambiamento attraverso uno strumento istituzionale e democratico. Una popolazione che ha premiato il Suo candidato e la Sua corrente, dando ad essa un peso nazionale enorme. Ne sono felice, avendo io votato – da non militante – proprio per Matteo Renzi.

Eppure, a nemmeno 12 ore di distanza, la mia città era preda di una manifestazione di cui non conosco i motivi e i contenuti, per quanto abbia provato a capirli. In compenso ho visto e letto di scene a dir poco raccapriccianti. Gliele enumero nella loro nuda sequenza, conscio di fornirle un elenco incompleto.

  • Blocchi del traffico disseminati per la periferia;
  • intimidazioni a negozianti e commercianti al fine di provocare una chiusura coatta degli esercizi;
  • aggressioni verbali e anche qui intimidatorie a cittadini che tentavano di difendere le vittime di tali soprusi;
  • danneggiamenti preordinati e indiscriminati a proprietà pubbliche e private;
  • la mobilitazione del mondo ultras legato alle tifoserie calcistiche, che come può leggere cliccando questo link si è spinta alle minacce ed alle vessazioni addirittura patrimoniali su cittadini inermi;
  • l’utilizzo di una simbologia di ispirazione chiaramente fascista: credo non le siano sfuggite le immagini avvilenti dei saluti romani proposte di fronte alla sede della Regione Piemonte;
  • soprattutto, un’intollerabile ambiguità da parte della Polizia di Stato, che nonostante queste angoscianti premesse (le intimidazioni, le minacce, le aggressioni, i picchetti, la simbologia fascista) ha prestato il fianco alla protesta compiendo gesti che sono stati interpretati come sottomissione e adesione nei confronti della protesta stessa, e dunque di implicita giustificazione del modus operandi.

A questo proposito, si sono rincorsi in serata una serie di comunicati imbarazzati prima e grotteschi poi, con la Questura (secondo quanto riportato da un’emittente televisiva nazionale) che negava qualsiasi forma di assenso delle Forze dell’Ordine alla protesta e due sigle sindacali (SIULP e UGL) che invece smentivano quanto appena detto dalla Questura, rivendicando con orgoglio il motu proprio dei rappresentanti dello Stato.

Io le scrivo chiedendole, in quanto Segretario Provinciale, una lettura politica dei fatti di ieri. Anche e soprattutto circa la fedeltà delle Forze dell’Ordine, i cui atteggiamenti sono stati altamente discutibili avendo essi in sostanza avallato i metodi assolutamente illegali e incostituzionali della manifestazione.
Non solo: le chiedo di esprimersi chiaramente sul perché, almeno fino ad ora, un partito che non dimentica certo i suoi valori antifascisti non abbia elevato la sua voce, peraltro rinfrancata da una freschissima rilegittimazione popolare, in modo forte e chiaro per ribadire con fermezza che questo non è un Paese dove regnano violenza e intimidazione.

Servendomi di un abusato ossimoro, le faccio notare che il silenzio Suo, del Sindaco, degli esponenti politici regionali e nazionali – che non hanno non dico convocato una contromanifestazione, ma nemmeno indetto una conferenza stampa di doloroso commento – è realmente assordante.

Foto presa da qui.

 

Umberto Mangiardi,
studente di giurisprudenza,

giornalista di Tagli.me,
cittadino italiano

 

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