Ogni promessa è una bugia senza un ribaltamento dello status quo

Secondo alcune stime, le promesse elettorali di Berlusconi e Salvini (abolizione della legge Fornero, cancellazione del bollo auto, reddito di dignità e flat tax) costerebbero circa 200 miliardi di euro, e presumibilmente non è altro che l’inizio.

Ora, la domanda che di routine viene posta in questi casi è quali sono le coperture economiche di queste misure, visto che in una normale finanziaria gli esecutivi faticano persino a racimolare cifre irrisorie come 2 miliardi. Questa è però solo una parte del problema.
Che ci piaccia o meno, l’Italia non può stampare moneta, ma deve finanziarsi sul mercato, comprando euro a interesse, dato che la Bce per statuto ha il divieto di acquistare per via diretta titoli di Stato. Inoltre, ci siamo (auto)imposti limiti di spesa, dal pareggio di bilancio in Costituzione ai vincoli esterni di natura europea, come il rapporto deficit/Pil al 3% e l’obiettivo di medio termine di una riduzione del debito al 60% sul Pil.

In questo contesto, la domanda che bisognerebbe porre a tutti i partiti è la seguente: come pensate di finanziare gli interventi dello Stato, se tutto “cospira” per dimagrire lo Stato e impedire che spenda? In altre parole, fino a che punto siete disposti a rompere le regole e quali conseguenze siete disposti ad accettare quando Unione Europea e mercati si opporranno al vostro disegno?
È bene che i cittadini lo sappiano: ogni promessa elettorale è campata per aria senza mettere in discussione lo status quo.

Jacopo Di Miceli

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