Contro le dirette streaming

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Avete presente quel lasso di tempo, alla fine dei talk show, in cui il conduttore chiude la trasmissione, lo studio inizia a smobilitarsi ma le immagini vengono ancora trasmesse? Spesso capita, in quei fugaci secondi, che due politici che fino ad un momento prima si sono scannati fanno una cosa inaspettata: si stringono cordialmente la mano.

Molti polemizzano e dicono: ‘vedi, fanno finta di scannarsi ma poi sono tutti amici‘. Personalmente invece quella stretta di mano mi solleva, perché quella cordialità vuol dire che i due in Parlamento saranno in grado quantomeno di confrontarsi. Giova infatti ricordare che il PARLAmento è un luogo di confronto e i nostri Costituenti scelsero di dare all’Italia l’assetto di una Repubblica parlamentare proprio perché volevano che le decisioni fondamentali del nostro Paese venissero prese da un’assemblea, dopo un confronto, piuttosto che da pochi individui come nelle monarchie o nelle repubbliche con assetti presidenziali.

Il naturale confronto che si può e si deve fare in Parlamento, ma soprattutto nelle Commissioni parlamentari, non sarebbe possibile con le dirette streaming per un semplice motivo: perché si creerebbe l’effetto talk show. Con la paura di perdere consenso facendo accordi, scendendo a compromessi, dialogando – e cioè facendo politica – con gli avversari, i politici sarebbero sempre nella ‘parte’ di duri e puri che tengono in televisione.

Personalmente ritengo che sarebbe un disastro, sarebbe come essere perennemente in campagna elettorale e la politica diventerebbe più inconcludente di quanto già non sia…

Domenico Cerabona
@DomeCerabona

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