Il nuovo (possibile) elettorato lettiano

Governo20Letta.jpg

Con il recente strappo di Berlusconi, Letta ha forse perso un governo, ma ha guadagnato – potenzialmente – una nuova fascia di elettorato: i delusi del centrodestra. Non mi riferisco a tutti i delusi del centrodestra, mi riferisco ai “moderatini” (il moderatino è l’omologo del democratichichichino del PD; per maggior informazioni chiedete a Pannella).

Questa fascia di elettorato, seppur tradizionalmente di destra, è uscita esausta dal ventennio Berlusconiano. Stanca degli scandali e degli eccessi, stanca di dover giustificare a sé e agli altri i comportamenti bizzarri e le esternazioni dell’ex premier, delusa dall’operato dei vari governi-B, sfiduciata dalle sentenze. Non si ritrovano più in quel che, nel progetto di Berlusconi, sarebbe dovuto diventare il bacino dei moderati: il Popolo della Libertà. Quel bacino è ora diviso tra l’oltranzismo talebano dei falchi e la poca credibilità – elettoralmente parlando – delle colombe.
Detto ciò, è del tutto comprensibile che questo genere di elettore volga lo sguardo verso il centrosinistra. Alla ricerca di un governo “asessuato”, senza estremismi ne spinte ideologiche, che punti unicamente a far ripartire l’economia.

E chi meglio di Letta? È una figura istituzionale, pacata, rispettabile. Ha governato in un momento di crisi – senza fantasia, certo – ma dando una parvenza di  stabilità.
Enrico Letta alla presa con le larghe inteseHa gestito un esecutivo di coalizione, e l’aver governato a fianco di ministri del PdL gli ha conferito un’aurea super partes: una figura quasi montiana, senza la brutalità dei tecnici. Non ha l’elemento dirompente, di rottura col passato – caratterizzante invece la campagna di Renzi – che può spaventare l’elettore moderato. È cattolico, e certo non guasta. Ha una buona reputazione in Europa e non è mai stato al centro di controversie che abbiano danneggiato la sua reputazione. 
Infine, è sotto la protezione di Re Giorgio, vero stratega dalla caduta dell’ultimo governo Berlusconi in poi.

Le premesse ci sono, ora sta all’abilita di Letta non perdersi in affari interni al partito, allontanando chi – come i moderatini – non ha interesse ad un progetto di rilancio di sinistra, innovatore e progressista, ma punta solo a un governo equilibrato, anonimo e discreto.

Francesco Cottafavi
@FCPCottafavi

Post Correlati

Leave a comment

Devi essere loggato per commentare.