Di Battista due volte furbacchione e una bugiardo: non male, per 6 minuti di video

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Di Battista, la faccia pulita del MoVimento, è molto furbo.
È il bravo ragazzo da mandare incontro alla massa: “Signora massa, posso darle una mano a attraversare la strada? Le porto anche le borse della spesa“.
Di Battista dice e non dice.
Di Battista su alcune cose mente: è un bugiardo. “Ma a fin di bene“. Ma pur sempre un bugiardo.
Senza farla troppo lunga, 3 concetti.

1) “ABBIAMO SOLO IL 10% AL SENATO E SIAMO DELLE POVERE (5) STELLE”
Nel videuzzo che oramai sta imperversando su Facebook Di Battista pigola dicendo che “Il PD ha la maggioranza ed è al governo, mentre noi abbiamo solo il 10%“.
Furbacchione.
Non dice che il PD non ha e non ha mai avuto la maggioranza al Senato: è il motivo per cui governa con Alfano. Per essere precisi, al Senato – dove con 315 Senatori + 6 Senatori a vita la maggioranza assoluta si ottiene con 161 voti – la situazione è:

  • 112 Senatori del PD (in realtà sono 111, perché il presidente Grasso per prassi non vota);
  • 32 Senatori per “Area Popolare” (NCD-UdC), che assieme al PD formano la maggioranza di governo. Che però, sul DDL Cirinnà, è spaccata. Questi 32, in altre parole, qui votano contro;
  • 40 Senatori di Forza Italia;
  • 20 Senatori del gruppo “Per le autonomie”;
  • 15 Senatori per “Grandi Autonomie e Libertà”;
  • 10 Senatori di Conservatori e Riformisti (gruppo di centrodestra);
  • 12 Senatori della Lega Nord;
  • 26 Senatori del Gruppo Misto;
  • 35 Senatori del M5S

Sono fondamentali i Senatori Grillini? E certo, che lo sono. Con la maggioranza spaccata su una questione insuperabile (per essenza stessa dei due partiti), diventa fondamentale il 10% pentastellato.

2) “CI METTEREMMO DUE GIORNI”
Bugiardo.
L’assunto che – in completa malafede – propone Di Battista è: “Ci avete messo 2 giorni a votare 900 emendamenti alla Costituzione: perché dite che è impossibile votarne 777 sulla Cirinnà?“.
Riposta che Di Battista nasconde: perché il DDL costituzionale era un DDL governativo, che per sua natura ha un contingentamento dei tempi al momento della discussione. Sui DDL governativi non si può parlare più di tot minuti a gruppo.

Il DDL Cirinnà, invece, non ha alcun contingentamento e dunque i tempi di discussione sono tempi “ordinari”, e dunque ogni gruppo può parlare 10 minuti su ogni emendamento.
Ora, tiriamo fuori le calcolatrici e moltiplichiamo: – ogni gruppo può parlare 10 minuti; – ci sono 10 gruppi; – ci sono 580 emendamenti della Lega + 197 emendamenti di altri partiti (incluso il PD, vero) = 777 emendamenti

TOTALE 77.700 minuti = 54 giorni (se il Senato lavorasse 24 ore al giorno, senza dormire, mangiare, fare altro). Una stima probabile dei tempi potrebbe attestarsi a 135 giorni di lavoro del Senato (secondo quello che riporta la Deputata Giuditta Pini). Ecco a cosa serviva il Canguro (che vi abbiamo spiegato QUI).

3) “METTA LA QUESTIONE DI FIDUCIA”
Furbacchione #2.
Allora, prima di tutto una questione di metodo: è FALSO che non si possa mettere la questione di fiducia su un atto di iniziativa parlamentare. Lo stanno sostenendo molti elettori del PD, ma non è vero. Il Governo può raccogliere la proposta del Parlamento e gravarla del suo peso politico.
Perché è FOLLE mettere la fiducia sulla Cirinnà? Perché sarebbe uno strappo difficilmente recuperabile con Alfano.
Di Battista, che è un furbacchione, non dice da nessuna parte che in caso di fiducia il M5S voterebbe a favore. Volete sapere come andrebbe a finire? Renzi mette la fiducia, Alfano si sfila, il Governo cade. A quel punto Renzi dovrebbe cercare una nuova maggioranza e si troverebbe il no di Alfano, il no dei grillini e con Forza Italia come unico interlocutore. E quindi, o cedere ai ricatti di Berlusconi o andare a elezioni: per il M5S una WIN-WIN situation.

Il PD ha le sue colpe e pure le sue attenuanti: è vero che c’è del dissenso interno, è vero che Renzi continua a governare appoggiandosi a parlamentari scelti non da lui, ed infine è vero che la domanda “Perché Renzi non ha agito con le bombe molotov come tutte le altre volte?” è una domanda lecita.
Ma queste erano tre puntualizzazioni doverose per non bersi alla goccia il video di Di Battista: sui toni come al solito ripugnanti, dall’agitare come sempre i soldi che prendono i Senatori fino al reiterare il ridicolo concetto di “dittatura”, meglio soprassedere.

Umberto Mangiardi

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