Disclaimer: Avete già conosciuto qui su Tagli, Renzo Andorno. E quindi ormai saprete che non è una persona “normale”. Se a 24 anni si era gettato senza esperienza nel mondo dei reporter di guerra, adesso che ne ha qualcuno in più ha deciso di darsi ai viaggi avventurosi. Ha dato vita quindi a un progetto chiamato “10 top escursioni” che come “mission” ha far conoscere posti meravigliosi, senza la fretta della vita quotidiana ma con il passo dell’escursionista, per godere di ogni paesaggio e panorama.
Abbiamo deciso di collaborare con questo progetto, non solo perché Renzo è un amico, ma anche perché in questo modo avremo l’occasione di leggere splendidi racconti di viaggio e ammirare foto meravigliose scattate da un fotografo professionista.
Qualche settimana fa Renzo è partito per la prima “spedizione”.
Destinazione: Norvegia, “missione”: fotografare l’Aurora Boreale.
Parto alla volta della Norvegia e arriviamo a Oslo. Ma non vi illudete, se è l’Aurora Boreale che state cercando, non potete fermarvi qui, dovete andare a Sømmaroy. Questo è il punto di ritrovo dei “cacciatori” dell’Aurora e dista circa 60 km da Trømso la quale, piccolo dettaglio, dista 1700 km da Oslo… Trømso è una città splendida, la chiamano la Parigi del Nord.
Arrivo a Sømmaroy di notte. Una cosa già mi coglie impreparato, il buio totale: non c’è inquinamento luminoso qui e la notte è … notte, non vedo fuori dalla finestra della mia camera. Poco male: scoprirò domattina cosa si vede là fuori.
Al mio risveglio vedo questo…
Inizio a rendermi conto del posto meraviglioso in cui mi trovo: non siamo che al primo risveglio di questa “avventura”.
Siamo praticamente al Polo Nord e quindi il sole fa moltissima fatica ad uscire dall’orizzonte; anche una volta che ce la fa, riesce a starne lontano per pochissimo, e viene subito richiamato all’ordine, tornando a nascondersi. Il risultato è un cielo splendido, che ti ipnotizza, e una luce incredibile sulla baia di Sømmaroy.
Inutile dire che l’Aurora va cercata di notte: questo ci permette di fare escursioni diurne in una natura incontaminata di cui è difficile credere l’esistenza fino a quando non la vedi.
L’escursione più incredibile è stata quella con la slitta trainata da una muta di cani.
È stata un’esperienza davvero magnifica. Chiaramente prima di partire ci hanno fatto un “corso” su come guidare la slitta. Che poi c’è poco da guidare: i cani tirano come degli ossessi e non c’è santo che tenga, al massimo qualche urlo per farli girare da una parte piuttosto che dall’altra. Il tuo vero compito è quello di non far avvicinare la slitta, per inerzia, alla muta di cani, con un freno a pedale che alla lunga ti distrugge le gambe. Non volevo più scendere, mi divertivo come un bambino.
La “caccia all’Aurora” invece procedeva in maniera meno fruttuosa. Il cielo non era in condizioni perfette e quindi era impossibile intravederla – l’Aurora non passa le nuvole. Per chi ha meno spirito d’avventura (e non vuole rischiare di non vedere nulla) ci sono delle società turistiche con stazioni di osservazione sparse per mezza Norvegia e Finlandia e che portano i turisti (soprattutto giapponesi) a vedere l’Aurora addirittura con i pullman, con spostamenti sino a 500 km in una sola notte.
La nostra spedizione voleva avere un approccio meno da “villaggio vacanze” e quindi aspettavamo pazienti l’occasione giusta. Stavamo per perdere le speranze, l’ultimo giorno il tempo era pessimo. Ad un certo punto si è però alzato il vento e ho pensato “forse è la volta buona che spazza un po’ di nuvole”.
Così è stato, mentre stavamo già preparando le valigie per prepararci all’imminente partenza l’Aurora è arrivata. Concludo con questa foto il mio “racconto” perché non credo siano necessarie altre parole.
(testo raccolto da Domenico Cerabona)





















