Tutte le bufale su Fukushima

Negli ultimi giorni, anche a causa di nuove fuoriuscite che stanno avvenendo nella centrale di Fukushima, sono comparse nuove bufale riguardo all’incidente sulla centrale e le sue conseguenze. Iniziamo da un’immagine, questa:

Tsunami Fukushima La bufalazza sulla radioattività

Molti blog stanno spacciando quest’immagine come la prova di una diffusione della radioattività nel mare, a causa appunto della recente fuoriuscita radioattiva (o, secondo altre versioni, a causa “delle continue fuoriuscite avvenute in questi due anni”, delle quali ovviamente nessuno direbbe niente perché parte di un… ditelovoi… complotto!, bravi, avete vinto un cartonato di Adam Kadmon).

Ebbene, è una grandissima baggianata. L’immagine in questione è una simulazione del NOAA e risale al 2011: riportata la massima elevazione dell’onda di tsunami nell’Oceano Pacifico a causa del terremoto giapponese e non ha assolutamente niente a che fare con la radioattività. Questo anche perché, come potete vedere anche voi, la scala colorata è in centimetri! Ora, misurare la radioattività in centimetri è come misurare il tempo in chilogrammi o la pressione in volt: in parole povere è assurdo. Ancora più assurdo sarebbe pensare che il NOAA, uno tra i più importanti centri di ricerca del mondo, compia un errore del genere a meno di sbornie colossali.

A ulteriore riprova, ecco l’immagine originale, disponibile proprio sul sito del NOAA:

L'immagine originale diffusa dal NOAA L’immagine originale diffusa dal NOAA

Leggendo in basso si trova scritto chiaramente “Maximum Wave Amplitude”.

La seconda bufala che si è diffusa in questi giorni riguarda il tonno radioattivo venduto alla COOP. Il portale Tze Tze, proprietà della Casaleggio Associati (lo si legge in calce al sito), ha pubblicato una segnalazione sul tonno da parte di un consumatore: costui avrebbe trovato delle scatolette provenienti dalla zona vicino a Fukushima. In tempo zero la “notizia” è stata ripresa e rilanciata come certa ed assodata dalle solite pagine Facebook della cosiddetta “controinformazione”, assicurando diffusione virale.

Non è che la smentita richieda chissà quali doti, ma per comodità ci adoperiamo noi: partiamo dal messaggio originale, preso così com’è da Tzetze politica

Quello che ho evidenziato in rosso nella classica scatoletta di tonno marchiato coop è la provenienza dal quale il tonno viene pescato.. FAO 61 o 71 riguarda quel luogo limitrofo al Giappone dove ancora l’acqua dell’oceano pesantemente contaminata ( e nessuno ne parla) dalla centrale nucleare di Fukushima.. CONDIVIDERE PLEASE!

A parte il gergo ormai solito delle bufale nella parte finale (CONDIVIDERE, FATE GIRARE, SVEGLIA) che dev’essere rigorosamente scritto in maiuscolo e contornato da uno o più punti esclamativi (sic), quello che si afferma è di aver trovato delle scatolette con l’indicazione sull’etichetta “FAO 61 o 71”. Questa sigla, per i più incomprensibile, è un linguaggio internazionale ed equivale in pratica a fornire la regione dove è stato pescato il pesce.

tzé-tzé-tonno-fukushima-coop-2

Come si può vedere dalla mappa la zona 61 è quella antistante le coste Giapponesi, mentre la 71 è quella a Sud, tra Filippine, Australia ed Indonesia, lontana migliaia di chilometri da Fukushima. Quindi FAO 61 e FAO 71 sono due cose diverse: è falso affermare che sia equivalente la dicitura.

Ora, se un pesce pescato nella zona 61 potrebbe essere contaminato (cosa comunque improbabile, a meno che i pescatori abbiano gettato le reti proprio davanti le coste di Fukushima), di uno pescato nella zona 71 si può dire con certezza che è sano… come un pesce. 

L’immagine utilizzata come prova da TzeTze riporta la sigla FAO 71. È radioattiva? No. Viene da Fukushima? No.

tonno-coo

Beh, qualcuno potrà dire…

E il tonno pinne gialle al naturale con scritto FAO 61?”.

La risposta continua ad essere no. Nella zona 61 il tonno pinne gialle non viene pescato per una semplicissima ragione: in quelle acque il tonno pinne gialle (Thunnus albacares) non esiste.

Questo grosso pesce (fino a 150 kg di peso per quasi 2 metri di lunghezza) vive in mari più caldi di quello Giapponese: si trova nei Caraibi, nel Mar Mediterraneo, nell’Oceano Indiano, vicino alle isole Hawaii, nelle Isole Maldive e anche nella famosa zona FAO 71, caratterizzata da un clima tropicale. Zona FAO 71 nella quale di radioattività non ce n’è manco l’ombra. Buona pasta col tonno a tutti.

Alessandro Sabatino

@twitTagli

Post Correlati

Leave a comment

Devi essere loggato per commentare.