Pioggia di meteoriti in Russia: due o tre nozioni scientifiche per tutti

asteroide-2012-da14-russia1-300x225Come avevo detto qualche tempo fa su questo blog, uno dei rischi per la vita sulla terra viene dalla spazio. Sopra le nostre teste, al di là sia dell’atmosfera che dell’orbita lunare, orbitano vari corpi celesti che potrebbero colpire il nostro pianeta.

Però, prima di parlare di probabilità e dell’evento astronomico che ha colpito la Russia il 15 febbraio, bisogna fare delle precisazioni lessicali. Si parla di cometa come di un corpo celeste fatto prevalentemente di ghiaccio e di rocce, proveniente dall’esterno del nostro Sistema Solare e che può avere orbita periodica; la cometa è spesso accompagnata da una o due code, una visibile e l’altra meno visibile: la coda che risulta gialla è composta da polveri più o meno grandi e il suo colore è dovuto alla riflessione dei raggi solari, la seconda è dovuta all’emissione di gas ionizzati ed è generalmente di colore blu.

Si parla di asteroide come di un corpo celeste, fatto prevalentemente di rocce e che normalmente si trova nella fascia degli asteroidi (tra Marte e Giove), nella fascia di Kuiper o in altre zone del Sistema Solare. A causa di effetti gravitazionali combinati, questo asteroide può entrare in rotta di collisione con la Terra.

Un meteoroide è un frammento roccioso generalmente molto piccolo (dalle dimensioni di un sasso a quelle di un granello di polvere). È quello che noi possiamo anche chiamare “spazzatura cosmica”.

Quando uno di questi corpi celesti entra nell’atmosfera, allora prende il nome di meteora. La meteora è caratterizzata da una grande luminosità, una scia di fuoco, dovuta all’attrito; questo processo porta alla perdita di massa del corpo celeste che è entrato nell’atmosfera per il cosiddetto fenomeno di ablazione. Un termine non di uso scientifico, in uso da parte degli astrofili è “bolide”, ovvero una meteora che è così luminosa da superare la massima luminosità del pianeta Venere. Se la meteora non viene disintegrata in atmosfera in modo completo, ma riesce ad arrivare sulla superficie terrestre, si parla di meteorite.

Ora, parliamo dal punto di vista statistico. La US Geological Survey ha compilato una serie di frequenze teoriche di impatto per asteroidi di dimensioni diverse:

  • Asteroidi con diametro dal metro ai 5 metri, che rilasciano, disintegrandosi in alta atmosfera una potenza di al massimo 1 chilotone (1000 tonnellate di tritolo) hanno una frequenza di circa uno al mese. Ma poiché si disintegrano in alta atmosfera non sono assolutamente preoccupanti.
  • Asteroidi con un diametro compreso tra i 5-15 metri hanno la potenza della bomba di Hiroshima (10-25 kt), ma anche qui nulla di preoccupante perché esplodono in alta atmosfera. Di questi corpi se ne registrano uno all’anno circa.
  • Corpi un pochino più massicci, come quello che ha causato 1200 feriti il 15 febbraio hanno una frequenza minore, ma un’energia maggiore (circa 500 kt).
  • Altra storia sono dei corpi celesti con diametro di circa 50 m: questi corpi hanno una frequenza di uno ogni 500 anni e hanno un’energia pari a 10 Mt (una bomba termonucleare per intenderci).
  • Corpi celesti che potrebbero liberare, invece, un’energia pari alla più potente bomba termonucleare mai testata (bomba Tsar, 50 Mt) hanno frequenze superiori ai 1000 anni.
  • Poi abbiamo gli asteroidi “killer”, quelli effettivamente in grado di sterminare in parte o completamente il genere umano. Anche qui abbiamo diverse grandezze: asteroidi con diametro di circa 1 km colpiscono la terra ogni 500.000 anni, sui 5 km arriviamo ai 10 milioni di anni, mentre se andiamo più in su ad oggetti superiori ai 5 km troviamo periodi maggiori di 10 milioni di anni.
asteroide La legge che lega frequenza ed energia e la conseguente scala prendono il nome di scala Palermo, mentre la classificazione degli oggetti astronomici sulla base di rischio di collisione con la Terra e di pericolosità si chiama scala Torino

A Celjabinsk un corpo celeste del diametro di 15-17 metri, viaggiante alla velocità di 30 km/s (1800 km/h: quanto un missile o un aereo da caccia) è esploso a 30 km di altezza con una potenza di 500 kilotoni. I feriti sono stati 1200 (solo 3 gravi) a causa della rottura delle finestre, dovuta non ai frammenti di meteorite, ma all’onda d’urto (forse non tutti sanno che nell’esplosione di una bomba atomica la gente muore principalmente per l’onda d’urto, non per quella di calore).

Vari siti di impatto dei frammenti sono stati individuati, uno dei quali ha bucato lo strato di ghiaccio sopra il lago Cerbakul. Anche in Kazakistan potrebbero esserci altri frammenti. Eventi del genere avvengono, come visto, circa ogni anno o poco più. Allora perché non ne sentiamo parlare?

Dobbiamo considerare un fatto obbiettivo: il nostro pianeta è composto dal 70% di acqua e solo una parte della terraferma è abitata: parte del globo terreste è occupato da lande desertiche, oppure da ghiacciai (l’Antartide è completamente disabitato, a parte alcuni scienziati); questo spiega il fatto che questo evento abbia suscitato così tanto clamore: le meteore (e i meteoriti) sono più frequenti nelle zone disabitate del pianeta.

asteroide russiaA testimonianza di ciò possiamo prendere il caso di Tunguska: per chi non lo sapesse Tunguska è un’area completamente disabitata della Siberia (sempre con i Russi ce l’hanno, ‘sti meteoriti…) nella quale nel 1908 avvenne un evento catastrofico. Un asteroide roccioso di 30 m di diametro entrò in collisione con la Terra, esplodendo, come meteora, poco sopra la superficie. L’effetto fu devastante, come se una bomba termonucleare di 5 megatoni fosse scoppiata in quel punto, abbattendo 80 milioni di alberi su una superficie di più di 2000 km quadri. Al netto di questo il bilancio era comunque: morti zero, feriti zero. Siamo nel 1908, e pochissimi erano in grado di vivere nella piena Siberia – e i tempi della “urbanistica” staliniana erano ancora lontani. L’Università di Bologna nel 1991 ha poi scoperto che probabilmente a questa tremenda esplosione è sopravvissuto un pezzo del corpo celeste colpevole: esso addirittura avrebbe creato un lago, il lago Cheko.

Un po’ più sfortuna avevano avuto i precedenti dominatori di questo pianeta: i dinosauri. Un meteorite di 12 km entrò in collisione con la Terra 65 milioni di anni fa, rilasciando un’energia di 200.000 Gt di energia. Il G sta per giga (1 miliardo di tonnellate di tritolo); quindi l’esplosione che si ebbe è roba che fa impallidire l’intero arsenale atomico attuale del genere umano (Russia, USA, Francia, UK, Israele, Cina e altri, che si stima sia da quantificarsi in circa 10 Gt).

Di film su queste ipotesi ne sono stati fatti tanti (Armageddon, Deep Impact,…) che terminavano, ovviamente, con gli americani salvatori del mondo grazie ad uno scienziato incompreso che riesce a convincere tutti del rischio, o grazie a 5/6 intrepidi uomini che sacrificano la loro vita per salvare la Terra facendosi esplodere con il sasso malefico. Ma ci potremmo salvare se davvero un corpo delle dimensioni di quello dei dinosauri, a causa di malaugurate attrazioni gravitazionali congiunte, entrasse in collisione con la Terra?

armageddon

Sono state proposte varie tecniche dalla NASA, dalla deviazione dell’asteroide alla distruzione, entrambe grazie a bombe nucleari, oppure rimorchiando il meteorite con delle navette. Ma tutto è ancora i fase di studio, anche perché di asteroidi in rotta di collisione attualmente non ce ne sono (o meglio: ce ne sarebbero, ma non spaventano perché troppo piccoli).

Alessandro Sabatino

@twitTagli

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