Proposte per risolvere alcune piaghe sociali

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Nei giorni scorsi il Tg LA7 ha condotto un’interessante inchiesta sui videopoker, con particolare attenzione alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore e al loro utilizzo come diffuso e deleterio fenomeno sociale.

Per citare qualche numero, l’industria del gioco d’azzardo legale nel 2012 ha avuto un giro d’affari di 70 miliardi di Euro di cui oltre il 55% è rappresentato dalle 379.000 slot-machine. Chiunque, inclusi i minorenni per cui è vietato, può accedere a questa forma di gioco d’azzardo in bar, tabaccherie e sale slot e spesso persone comuni non particolarmente agiate finiscono per perdere cifre rilevanti con i conseguenti problemi sociali di cui talora si parla. A ciò vanno sommate le macchinette non regolarmente collegate all’AAMS e quindi non controllabili in termini di legalità.

cocainaPer arginare il fenomeno si potrebbe testare un sistema di liberalizzazione del gioco basato su alcuni cardini. Anzitutto, concentrare i luoghi in cui è possibile tale gioco d’azzardo ad esempio aprendo un solo casinò in ogni capoluogo di Provincia e bandendo le macchinette in ogni altro luogo: ciò consentirebbe controlli stringenti e ridurrebbe ai minimi termini le possibilità di guadagno per i portatori di interessi illegali. Secondariamente, informare intensivamente la popolazione a partire dalle scuole sulle reali probabilità di vincita dei giochi d’azzardo e sulle patologie correlate per far sì che tutti giochino responsabilmente.

Tale modello – liberalizzazione regolamentata, concentrazione e informazionele-luci-rosse – che per persone di ispirazione liberale non rappresenta di certo qualcosa di nuovo, potrebbe essere facilmente esteso ad altri fenomeni sociali particolarmente sentiti. Pensiamo infatti a quali benefici in termini di riduzione della criminalità, tutela della salute e incremento del gettito fiscale si otterrebbero se lo Stato cominciasse a vendere droghe leggere  ma non solo assicurandone la qualità ed affiancando a questo un congruo servizio di informazione sugli effetti dannosi da esse causati.

Idem dicasi per il fenomeno della prostituzione che in Italia è legale ma è di fatto largamente gestito dalla criminalità organizzata senza che quasi nulla si faccia per ridurre lo sfruttamento, che è illegale.

Per coloro che dovessero obiettare sulla moralità di uno Stato che si comporta in questo modo, è bene ricordare che già oggi il fisco italiano incassa ingenti somme dal gioco e dalla somministrazione di sostanze tossiche come alcolici e tabacchi. Quanto alla legge Merlin del 1958 che aboliva le case chiuse, ognuno può giudicarne gli effetti in termini di degrado facendo un giro per le nostre città e confrontarlo con Paesi in cui esistono da sempre, come la Germania.

 Jack O. Hearts @twitTagli

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