Mi si nota di più se… (ovvero: come utilizza Salvini i social network)

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A volte mi piacerebbe trasformarmi in uno scarafaggio per andare a sorvegliare la giornata-tipo di persone che ogni 30-60 minuti postano qualcosa di nuovo su facebook, qualche cavolata su Twitter, e hanno persino il tempo per fare comparsate TV o su altri Media.
Matteo Salvini è una di queste persone. Ma sarebbe riduttivo equiparare Salvini ad un Francesco Sole (per dire) qualsiasi: primo perché Salvini è (dovrebbe essere) un europarlamentare, secondo perché in quanto politico le sue parole contano come macigni.

Eggià, perché nell’era dei programmi elettorali per slides, pure un post su facebook diventa un chiaro intento politico. E gli intenti di Salvini sono chiarissimi: “voglio essere notato”.
Basta dare un’occhiata alla sua pagina FB (con più di 300mila mi piace) per notare che tutti i post hanno la stessa conformazione:

  • Parte uno: la frase-impatto (spesso quella dove si indigna)
  • Parte due: la parte più importante QUELLA IN MAIUSCOLO COSI’ LA LEGGONO TUTTI
  • Parte tre: la chiusa, con spesso parolaccia annessa (così la GGGENTE capisce). 

Salvini (o chi per lui) gestisce la pagina facebook in maniera molto rustica, e dal momento che non può postare foto di tette e culi (fortunatamente per noi), si limita alle frasi da bar sport, o da scarico portuale.
Un tempo si direbbe che il suo è “populismo”, ma nell’era politica dove tutti fanno populismo, Salvini passa pure per popolare.
Quando attacca gli immigrati, la Kyenge, l’operazione Mare Nostrum (un suo cavallo di battaglia: i post su Mare Nostrum beccano sempre un sacco di “mi piace”, forse perché il nome in latino fa tremendamente kasta), e poi Renzi e poi una miriade di altre cose, tutto con lo stesso gradiente.

Salvini è coraggioso anche nell’avventurarsi nel sentiero dei diritti civili, naturalmente stando dalla parte opposta. “Coraggioso” perché ci sono persone – come Grillo – che non hanno mai fatto un post su matrimoni gay, unioni civili, adozioni a coppie omosessuali per paura di perdere “mi piace”, quindi voti, quindi parlamentari.
Grillo non si espone, perché sa che tale argomento dividerebbe.
Salvini invece si espone, perché conosce il suo elettorato.

Sta con le sentinelle, e contro i centri sociali; sta con Alfano quando blocca i registri sulle unioni civili, ma dice che dovrebbe fermare anche gli immigrati; sta con la Famiglia Tradizionale (senza dimenticarsi che l’immigrato ruba il posto di lavoro alla famiglia tradizionale). W la Padania, l’importante è che non sia gay.
E quando nei gradimenti dei leader si scopre che Matteo Salvini (o meglio: MATTEO SALVINI, come scriverebbe egli stesso) è il più apprezzato a destra, ci si chiede che male abbiamo fatto noi per trovarci in un Paese con la destra più antiliberale d’Europa.
Ce lo chiediamo, ma Salvini lo posterebbe su Facebook. Per ricevere tanti like, e andare a letto felice.

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@mirkoboschetti

P.S. Neanche il tempo di finire questo articolo, che Salvini ha fatto un post su L’EBOLA (e il primo commento che ha ricevuto è di un certo Gianluca Taburchi che scrive “stop a mare lorum e stop a tutti i voli dall’Africa”. Un programma politico chiaro. Fossi leghista lo candiderei).  

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