5 domande che non hanno mai fatto a un grillino

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Il MoVimento 5 stelle sostiene da tempo immemore di “avere tutti i grandi giornali contro”: a starli a sentire, tutti tentano di dare la colpa a loro per nascondere le malefatte e le contraddizioni del PD, e via dicendo.
Ora, tralasciando il fatto che le prostrazioni rivoltanti di Travaglio e Scanzi non dovrebbero essere considerati giornalismo – ma tuttavia vanno in onda su un quotidiano nazionale, e quindi “tutti” i grandi giornali già è una mezza cazzata – non ho mai visto, su nessun giornale, da parte di nessun giornalista, fare ad un solo rappresentante del Movimento 5 Stelle quelle domande che metterebbero in crisi lui e l’intero suo partito. E cioè:

1. La posizione del MoVimento è che sulle questioni non previste dal programma, decide la rete.
Attualmente la rete è composta dagli iscritti al MoVimento che votano tramite il blog di Beppe Grillo, e solo da loro.
In caso di vittoria del MoVimento alle elezioni, considerato che quindi il MoVimento si troverebbe a rappresentare tutto il Paese e a decidere per tutti i cittadini, la possibilità di decidere tramite Internet sarebbe estesa a tutti quanti, o sarebbero gli iscritti al MoVimento a decidere per tutti?

2. Partendo dalla domanda precedente, facciamo un paio di considerazioni: sul blog di Beppe Grillo è presente pubblicità in quantità massiccia.
I soldi derivanti dai click vanno a finire nelle casse della Casaleggio e Associati, senza alcuna trasparenza riguardante il modo in cui questi soldi vengono gestiti (secondo molti siti specializzati, il blog di Grillo è uno dei siti italiani più redditizi).
Alla luce di tutto questo, il fatto che la stessa PARTECIPAZIONE all’attività democratica passi dal portare soldi nelle casse di un’azienda privata di proprietà dell’ideologo del MoVimento, non configura un conflitto di interessi di portata GALATTICA?

3. La posizione del MoVimento di far decidere la rete ha dei limiti? E se li ha quali sono? Nell’ipotesi che il Movimento 5 Stelle vinca le prossime elezioni, se il popolo di Internet si esprimesse in larga maggioranza a favore, per fare un esempio estremo, del ripristino della pena di morte, quale sarebbe l’atteggiamento dei parlamentari del MoVimento? Mettono mano alla Costituzione?

4. Nel caso in cui un eventuale governo 5 stelle dovesse prendere decisioni per le quali siano richieste conoscenze tecniche specifiche, come il caso Stamina di alcuni anni fa, o il recente caso Xylella, la posizione sarebbe comunque quella di far decidere la rete indiscriminatamente o si prenderebbe in considerazione la posizione di chi possiede le competenze specifiche richieste dal caso (medici, scienziati, etc.)?
Se la posizione dei tecnici e quella della rete fossero in contrasto, quale delle due seguirebbe un eventuale governo a 5 stelle?

5. Correlato al punto precedente, diversi rappresentanti del MoVimento si sono resi negli anni protagonisti di dichiarazioni grottescamente antiscientifiche e antistoriche, che vanno dalle scie chimiche al complotto dell’11 settembre ai vaccini che causerebbero autismo.
Di fronte a tali dichiarazioni non si è mai assistito ad una presa di distanze in via ufficiale da parte del MoVImento.
Ci potrebbe dichiarare, qui ed ora, che la posizione ufficiale del MoVimento 5 Stelle è a favore dell’evidenza scientifica, e quindi a favore dei vaccini e contro qualunque tipo di teoria del complotto, e che se qualcuno vi vota perché è convinto che renderete obbligatorio il veganesimo e illegali i vaccini si sbaglia di grosso perché voi non farete mai nulla del genere?

Ecco, quando qualcuno si degnerà di fare queste domande ai 5 stelle, potranno frignare che i giornali vogliono metterli in difficoltà. Fino a quel momento, i giornalisti hanno nei confronti dei pentastellati lo stesso atteggiamento che hanno nei confronti di chiunque altro: ti lascio dire le tue cazzate, e i lettori decideranno se gli piacciono o meno.

Luca Romano

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