L’ipocrisia dei cattolici solo a parole

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Dall’inizio del pontificato di Papa Francesco, la Chiesa ha assunto posizioni sempre più nette in difesa della sacralità del lavoro, della salvaguardia dell’ambiente, della necessità morale di soccorrere i migranti, e ha speso parole per molti altri urgenti temi sociali.
È piuttosto indicativo che proprio ora che la Chiesa dimostra in modo tanto esplicito la sua vicinanza ai deboli contro i potenti, la politica la attacchi così duramente.

Dove sono finiti i nostri numerosi politici cattolici? Probabilmente sono impegnati in acrobatici esercizi di ipocrisia: è ormai palese che molti di loro siano lesti a definirsi cattolici solo quando c’è da opporsi all’aborto, o da insultare gli omosessuali e da negare loro diritti, mentre per tutto il resto sono entusiasti seguaci della religione del portafoglio e delle poltrone.
Sfido tutti i partiti italiani a far propri i contenuti della bellissima Enciclica di Papa Francesco, che la stampa ha vergognosamente disinnescato etichettandola come “ecologista”, nonostante ponga una critica molto più articolata all’intero sistema produttivo capitalistico. Sarebbe un interessante esperimento.
Ma tranquilli, non avverrà mai: alla prova dei fatti, i “cattolici” che pullulano i partiti scelgono sempre di stare dalla parte dei potenti, invece che da quella dei deboli.

Jacopo Di Miceli 
@twitTagli

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