Un sorso tira l’altro: la trappola delle bibite gassate

bibite-gassate

Sole, caldo, mare. Tu sdraiata sotto l’ombrellone. E la sete che diventa una tentazione: che cosa daresti per una bibita ghiacciata?

Tentazione comprensibile, e magari accresciuta da qualche riuscita trovata pubblicitaria: la cui soddisfazione non è, però, priva di insidie.

Che sia cola o aranciata, beviamo un sorso e siamo subito condannati a un irresistibile destino: berne un altro po’.

Non sarebbe un problema troppo grave, se non fosse per un dettaglio: queste seducenti bibite possiedono un altissimo contenuto di zuccheri – come dimostra l’immagine. Ma cosa si scatena in noi da non permetterci di dire “basta”?

bibite

È proprio il contenuto zuccherino a dare dipendenza: la dopamina rilasciata nel cervello crea assuefazione. Interviene quindi l’insulina, che abbassa i livelli di glicemia nel sangue. L’organismo ha provato l’euforia dello zucchero e desidera prolungare quella sensazione di goduria: e intanto noi sentiamo la necessità di bere ancora un sorso.

Nonostante gli allarmi lanciati dagli esperti del settore, il consumo di bibite è in costante aumento. Ci avete mai pensato? Se un tempo queste bibite erano concesse solamente in occasioni di festa, ormai si bevono in ogni momento della giornata, persino durante i pasti. E gli stessi bambini ne sono grandi consumatori.

Commerciale
Biologa nutrizionista

Post Correlati

Leave a comment

Devi essere loggato per commentare.