Dibattito in cortile – un modo per avvicinare gli italiani all’ Europa?

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Piuttosto che chiedersi se e quanto gli italiani siano europeisti o non europeisti, bisognerebbe prendere atto della cruda verità che la maggior parte di essi probabilmente non si pongono nemmeno il problema. Elezioni? Candidature? Ska Keller è una donna, davvero?
Non servono i dati dell’eurobarometro per sapere che gli italiani sono sfiduciati nei confronti del ruolo che, si suppone, l’Europa dovrebbe avere nelle loro vite: basta partecipare a eventi come il Presidential Debate trasmesso in streaming alla Casa del Quartiere di Torino la sera del 14 Maggio.

Il Centro d’iniziativa per l’Europa in Piemonte (CIE) ha organizzato una visione del dibattito tra i cinque candidati alla presidenza del Parlamento europeo su megaschermo: per un’ora e mezza il faccione di Schulz, la giacchetta verde di Ska Keller e gli altri tre candidati si sono presi un angolo di San Salvario.
Si tratta di un angolo molto gradevole in cui passare del tempo: un cortile, un portico, un buffet, dei giochi per i bambini e delle sale di intrattenimento.
Si è trattato di un tentativo di portare l’Europa vicino agli italiani, cercare di farla sentire come una cosa loro, che influenzerà le vite dei bambini che mi sfrecciano davanti agli occhi in monopattino mentre Tsipras spiega cosa, secondo lui, dovrebbe o non dovrebbe fare l’Unione Europea per la Croazia.

La montagna che va da Maometto è stata e rimane una buona idea, organizzata bene e con il bel tempo a favore, a non disturbare gli spettatori con una brezza inopportuna; va detto però che gli spettatori in questione sono stati molti meno di quelli che ci si augurerebbe di trovare ad assistere ad un dibattito che condizionerà il voto dei cittadini europei e, conseguenzialmente, le nostre vite nei prossimi anni.

I dati dell’ultimo eurobarometro erano chiari: gli italiani non vedono come l’Europa possa aiutarli e più della metà degli italiani non si sente cittadino europeo.
Siamo inoltre in un momento storico in cui più che mai l’italiano medio nutre una profonda sfiducia nelle istituzioni nazionali – che vede come dei carrozzoni vampireschi, incompetenti e poco utili ad assicurargli un benessere stabile – quindi figuriamoci quanto si può sentire vicino a quelle europee.

Eppure i tentativi non sono vani. Portare un dibattito di portata internazionale in un cortile è un modo come un altro per innescare un meccanismo; alla fine poco importa se le persone sono poche, se la musica della sala di danza assorda Junker, perché alla fine del dibattito una dozzina di persone si sono sedute ad ascoltare e ora ne sanno un po’ di più su chi potrebbero decidere di votare il 25 Maggio.

Portare un dibattito in un luogo di aggregazione cittadina o scrivere una guida alle elezioni europee come quella di Tagli.me sono passi forti, anche se forse non da gigante.
Così, passo dopo passo, cortile dopo cortile, l’Europa può arrivare ad essere qualcosa di familiare, a infiltrarsi come un virus buono nelle nostre esistenze e farci sentire di essere parte di qualcosa di più grande e complesso di uno Stato alla deriva economica.

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@twitTagli

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