First Kiss – Le Figlie dell’Era Disney vogliono baci autentici

first-kiss-tatia-pilieva-4.jpg

Tatia Pilieva ed il suo ormai virale video First Kiss hanno fatto prima sognare e poi piangere una categoria umana piuttosto suscettibile ed emotiva; le Figlie dell’Era Disney.
Le Figlie dell’Era Disney sono quelle donne sui venti-trentacinque anni che sono cresciute nel sogno di Biancaneve salvata dal Principe, Aurora risvegliata da un bacio, La Bella che abbellisce e addolcisce la Bestia, Mulan che conquista il condottiero Shang pure vestita da maschio: notare che tutte le volte il lieto fine viene sancito da un bacio, il primo bacio: quindi capite bene che le FED hanno grandi aspettative nei confronti di un gesto del genere.

Davanti a un video in cui dieci coppie di sconosciuti devono affrontare l’esperienza di un primo bacio totalmente casuale e lo fanno prima con imbarazzo, poi con divertimento, poi con dolcezza e talvolta apparente affinità, il pubblico femminile in toto  – ed una certa percentuale maschile – non può che intenerirsi; le più oniricamente audaci e disneyane si lanceranno in supposizioni su chi di loro potrebbe effettivamente aver sviluppato una complicità autentica e romantica e immagineranno un fiabesco seguito a telecamere spente. Sfortunatamente scopriranno qualche giorno dopo che i protagonisti del video sono amici e conoscenti dell’autrice e di mestiere fanno gli attori e i musicisti, insomma non sono “la donna e l’uomo del marciapiede”.
Non solo: il video non è un esperimento artistico ma la campagna promozionale della linea di abbigliamento Wren, di proprietà dell’amica della Pilieva Melissa Coker. Ecco così che buona parte del romanticismo, della spontaneità, dell’illusione del lieto fine e del Fattore Sogno svaniranno nel nulla.

Se Palahniuk in Dannazione metteva all’inferno informatici, giornalisti e avvocati, in questi giorni le FED lancerebbero tra le fiamme eterne anche i pubblicitari: essendosi il video rivelato una trovata pubblicitaria è stata sporcata l’innocenza del lavoro dell’artista ai loro occhi .
Sono state catturate con l’idea della sua genuinità e sono rimaste deluse dalla rivelazione dell’artificiosità: un po’ come se a Biancaneve dicessero che il Principe l’ha baciata solo perché l’avevano pagato per farlo. Sicuramente tornerebbe ad abitare con i Sette Nani.

Si sono sollevate delle questioni: perché il fatto che i protagonisti fossero attori e modelli – insomma, gente abituata a recitare o alle performance in generale – e che il video non fosse un’opera d’arte bensì una campagna pubblicitaria molto ben pensata e realizzata si doveva rivelare un problema? Perché l’intento romantico sarebbe sfumato? Era così importante che fossero persone qualunque?                                                                                                                                                                                                                           Non tutti si sono sentiti delusi o hanno cambiato idea in proposito: c’è però una parte consistente di pubblico femminile che è stata cresciuta con l’idea che la favola non si tocca ma soprattutto non si smonta e, una volta che l’hai rivelata, non te la puoi riprendere indietro. A nessuno piace pensare che Cenerentola alla fine si sia annoiata della vita di corte ed abbia cominciato ad andare a letto con il giardiniere reale o che il condottiero di Mulan l’abbia mollata per andare a compiere prodezze belliche.
Se generazioni di giovani sono state educate al lieto fine e all’idea che il bacio sia la dimostrazione più alta d’amore e passione spontanea che si possa conoscere – e la Pilieva lo sa perché ha buttato un’esca grossa come una casa e il fatto che le bacheche facebook nel giro di poche ore si siano riempite di condivisioni del video seguite da “oooh” e “meraviglia” ne è la prova – il dover scoprire l’artificiosità della questione è stato un colpo basso. Molto basso.

Commerciale
@twitTagli

Post Correlati