Il 30 dicembre anche SEL chiama il suo popolo alle primarie per scegliere i parlamentari. A Torino si candida Marco Grimaldi, 32enne consigliere comunale da quasi sette anni (“Sette anni senza un’assenza” sottolinea lui, con una punta d’orgoglio).
Marco, perché questa candidatura?
Essenzialmente per due motivi. Prima di tutto perché, amando Torino dai banchi del Consiglio Comunale, ho capito che nessuna città può pensare di farcela da sola: senza politiche industriali, investimenti infrastrutturali e grandi progetti strategici ogni territorio, per quanto visionario e competitivo, rischia di pagare carissimi i propri sforzi per uscire dalla crisi.
Lo stesso vale per il welfare e l’istruzione: nessuna comunità locale può farcela senza un Paese che investa sul fondo per le non autosufficienze e per le morosità incolpevoli, sugli ammortizzatori sociali per i giovani e per le piccole imprese, sulle scuole dell’infanzia e sul diritto allo studio.
E poi perché non mi accontento. Ad esempio non mi accontento di aver approvato un registro per le unioni civili e la cittadinanza civica per i bambini nati a Torino da genitori immigrati: ora voglio che il governo dei progressisti da subito faccia una legge per i diritti civili: per i matrimoni omossessuali, per il riconoscimento delle coppie di fatto e per istituire lo ius soli in Italia.
Lavoro, diritti, sviluppo, istruzione: tutti temi che toccano da vicino la tua/nostra generazione. Ti senti un candidato generazionale?
Credo di esserlo nei fatti, anche se nessuno può pensare di candidarsi per la Camera in rappresentanza di una generazione: io vorrei rappresentare le tante e i tanti che, come me, vogliono uscire dalla crisi con più lavoro e più diritti, con la riconversione ecologica dell’economia, con l’obiettivo di colpire i veri responsabili di questa situazione, ovvero evasori, speculatori e mafie.
So che in tempi di ‘austerity’ e agenda Monti certi concetti sembrano sovversivi, ma credo che sia ora di affermare con forza che le politiche di rigore stanno aggravando la crisi che volevano risolvere e che occorre ridare impulso alla domanda per salvare l’Europa e l’Italia.
Detto questo, so bene che avere 32 anni significa essere parte di quella generazione che è cresciuta durante l’egrmonia berluconiana e che oggi più di tutte sta pagandola crisi, tra precarietà, finte partite iva, disoccupazione e impossibilità di creare una famiglia. Rappresentare questa mia generazione per me è qualcosa di naturale, prima ancora che una scelta: come minimo posso dire che non ho bisogno di impegnarmi a comprendere ‘il mondo dei giovani’ dato che ne faccio in un certo senso ancora parte.
Alle primarie di SEL per la Camera, come nel PD, si possono votare un uomo e una donna. Tu componi una sorta di ticket con Francesca Gruppi: perché? Qual è il senso di questa doppia candidatura?
Conosco Francesca Gruppi da tanti anni, e posso dire che è una persona colta e umile, come le insegnanti che cambiano ogni giorno la scuola pubblica. Una giovane ricercatrice di filosofia che per mantenersi lavora in un ostello della gioventù.
Lei è diversa da me in tante cose, e forse anche per questo credo che sia stato giusto provare a rappresentare insieme non solo una fotografia di una generazione, ma migliaia di uomini e donne che cambiano tutti i giorni il nostro paese senza furberie e prevaricazioni, bensì con onestà, passione, sobrietà e solidarietà.
La nostra campagna dice “CI SIAMO, Diamo un volto al cambiamento“, perché entrambi sappiamo che da soli non si va lontano, e ci sentiamo meglio se facciamo parte di un progetto collettivo, se possiamo dire sempre ‘noi’ e non ‘io’. Spero fortemente che chi sceglierà di fidarsi di me dia fiducia anche a Francesca, dia fiducia a noi.
Infine una domanda di servizio: come si vota? Chi può votare? Dove e quando?
Si vota il 30 dicembre in 35 seggi che saranno allestiti grazie a duecento splendidi volontari: 10 in Torino città (uno per circoscrizione) e 25 in provincia. Si vota dalle 8 alle 20 e possono votare tutti gli iscritti a SEL e tutti coloro che hanno votato alle primarie di novembre.
Per informazioni più precise invito tutti a visitare il mio sito www.marcogrimaldi.it, potrebbe essere l’occasione per scoprire idee e proposte per cambiare l’Italia.
Domenico Cerabona
@DomeCerabona



