Avete davanti a voi la nuova grafica di Tagli. Sono diversi mesi che ci lavoriamo su, perché volevamo fortissimamente alzare il livello non solo visivo del nostro progetto. Per noi oggi è un grande giorno: siamo ovviamente molto soddisfatti, al netto del considerevole impegno che il tutto ha richiesto.
Questo nuovo sito è più leggibile, più immediato e più accessibile della versione precedente, e ci permette di mettere a frutto uno di quelli che riteniamo i nostri punti di forza, l’archivio.
La sezione delle notizie in evidenza è poi sostanzialmente raddoppiata, passando dalle precedenti cinque alle attuali nove notizie in risalto (le trovate nei riquadri grandi, appena sotto la testata), e l’indicizzazione dei contenuti è – crediamo – più precisa ed accattivante: non solo per i colori delle bandine, diversi per ogni categoria, ma per la possibilità che voi lettori avrete di esplorare ogni ramo del nostro lavoro, sia nei menù sotto la testata sia nella pratica griglia a 9 situata a piè di pagina. Cliccate per credere.
Sul lato destro, inoltre, verranno riproposti articoli datati, ma che per un motivo o per un altro mantengono un interesse a prescindere dalla quantità di giorni trascorsi dalla pubblicazione. I pezzi che parlano di viaggi, di musica, che spiegano i termini tecnici sempre in voga o che raccontano la nostra società contemporanea non appassiscono come i fiori di campo: hanno una vita più lunga del quotidiano macinarsi di storie ed eventi. Ad ogni refresh del sito potrete allora trovarne di “nuovi”, per ritrovarvi qualcosa che vi eravate persi o semplicemente per farvi distrarre ancora un po’.
Abbiamo deciso di abbandonare la piattaforma WordPress per dare un segno tangibile di quanto siano serie le nostre intenzioni.
Per quanto ci impegnassimo, i limiti strutturali della situazione precedente ci impedivano di essere classificati (non a torto) poco più che un “blog rampante”; questo passo era perciò necessario nell’ottica di un cammino verso la creazione di una testata giornalistica a tutti gli effetti.
Uscire dall’alveo di Mamma WordPress non è esattamente indolore: al di là dei costi – non esorbitanti, ma comunque presenti e che sono destinati ad aumentare – essere inseriti in una struttura che conta decine di migliaia di blogger nella sola Italia (per non parlare dei milioni nel mondo) è sempre stata una rete di sicurezza, un modo semplice per avere un piccolo pubblico di aficionados che bene o male ci assicurava visibilità. Ora cammineremo sulle nostre gambe: vi chiediamo scusa in anticipo per i piccoli inconvenienti che – Sorte non voglia – ci potranno essere. Ad esempio, stiamo ultimando le rifiniture per rendere il nuovo sito perfettamente aderente alle nostre necessità; e stiamo imparando ad usarlo, operazione non proprio semplicissima. Ma siamo (e restiamo, per ora) un prodotto artigianale, temprato principalmente dalla grinta e dalla brillantezza di ragazzi più o meno giovani che cercano di contribuire ad un mondo, quello dell’informazione, in straordinaria crisi. Economica ma soprattutto concettuale.
Spesso sentiamo dire che “i giornali devono reinventarsi”: ne siamo profondamente convinti, e questo è un tentativo di offrire un qualcosa di diverso. Le parole “sogno” e “missione” (scabrosa eredità italianizzata dell’inquietante anglismo “mission”) sono assolutamente abusate, e dunque ve le risparmiamo. Ma questo piccolo passo serve a testimoniare l’impegno che ci stiamo mettendo e che non abbiamo intenzione di diminuire.
È questa perciò la sede per ringraziare in primis voi lettori: dallo zoccolo duro della pagina Facebook (a proposito: condividete i nostri articoli, se vi garbano. Cediamo anche noi all’imperativo del “FATE GIRARE!!!1!!1!!!“, perdonateci!) a chi è capitato sulle nostre pagine sostanzialmente per caso, ma comunque permettendoci di conseguire lo sbalorditivo traguardo di più di 1.800.000 pagine viste in appena 15 mesi. Grazie a chi ha commentato, a chi ha criticato, a chi ci ha fatto i complimenti e anche a chi ci ha insultato: sono state tutte, almeno, occasioni per riflettere e per domandarci se in quei momenti eravamo all’altezza delle vostre aspettative. Una richiesta: se incontriamo il vostro gradimento, siate voi stessi i nostri primi sponsor. Consigliateci in giro: non sapete quanto questo potrebbe servirci nella crescita.
In secondo luogo, è doveroso ringraziare la nostra squadra: i tanti redattori che contribuiscono al progetto offrendo i propri articoli migliori. Non c’è un pezzo, uno soltanto di quelli scritti da loro, figlio del dovere di firma: sono tutti sforzi cristallini per offrire il meglio delle nostre capacità. La nostra squadra ha messo sul piatto tutto: i loro studi, le loro competenze, la loro prontezza di spirito, la loro sensibilità, in certi casi le loro emozioni ed il loro coraggio. Siamo orgogliosi di loro, e sono l’esempio di quanto una generazione è ancora capace di dare e di produrre. Non li nominiamo qui per una ancestrale avversione agli elenchi insipidi, ma li potrete trovare nella sezione dedicata, in fondo al sito (bandina azzurra, per essere precisi) non appena riusciremo a metterla online.
Infine un grande, grandissimo grazie a Litrosoft, ossia l’azienda che ha materialmente reso possibile questo cambio di piattaforma: sono anch’essi giovani, e sono stati capaci di un lavoro qualitativamente e quantitativamente impressionante, venendoci incontro in tutte le nostre richieste (perfino dopo le terribili frasi: “No, non va bene, rifacciamo da capo”) ed imbarcandosi in un lavorone che, come detto, non è ancora finito. Inoltre, in alcuni casi hanno avuto la lucidità, la correttezza e l’esperienza sufficienti a farci desistere da alcune proposte bislacche che avevamo loro avanzato. Sono stati dei partner eccezionali, ed oltre appunto a ringraziarli li consigliamo spassionatamente.
Bene: ricominciamo. Il nuovo sito è solamente uno strumento, un arco più moderno e su misura per scagliare i nostri dardi un po’ più lontano. Ma la cosa importante, appunto, sono le frecce. Non rinunceremo mai alla nostra voglia di fare centro perfetto: nel bersaglio, nella vostra voglia di scoprire.
Signori, al lavoro!
Gli Amministratori,
Domenico Cerabona
Andrea Donna
Umberto Mangiardi
