Dieci straordinari incipit di romanzi

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Quelli che seguono sono i dieci incipit di altrettanti romanzi.
Questa considerazione lapalissiana ha almeno un paio di implicazioni. La prima: l’intendimento non è la canonizzazione di una top ten; tra gli innumerevoli capolavori prodotti dall’umanità da quando esiste la forma letteraria del “romanzo” avremmo, altrettanto legittimamente e altrettanto discutibilmente, scegliere altri dieci incipit.
La natura neutrale e umile della nostra intenzione è provata anche dalla scelta di elencare le dieci citazioni in un asettico ordine cronologico.

La seconda: abbiamo volutamente limitato il campo alla prosa narrativa. Questo significa l’esclusione di cosucce del calibro dei poemi omerici, del “C’era una volta” delle fiabe, di “En arché en ho Logos”, di “Nel mezzo del cammin di nostra vita” e del primo rigo del Manifesto del Partico Comunista, con il suo celeberrimo fantasma.
Siamo sempre in tempo a rimediare in futuro, con un altro post simile a questo.
Una nota, infine, a proposito di “In principio era il Verbo”: questo non è solo l’incipit del quarto vangelo, ma è anche uno dei tre incipit del Nome della rosa di Umberto Eco. Un romanzo che, come i Promessi sposi, cita un manoscritto fittizio prima della narrazione vera e propria. Nell’elenco che segue si è scelto di riportare. del romanzo manzoniano, soltanto l’incipit narrativo.

 

Don Quijote de la Mancha, Miguel de Cervantes, 1606

En un lugar de la Mancha, de cuyo nombre no quiero acordarme, no ha mucho tiempo que vivía un hidalgo de los de lanza en astillero, adarga antigua, rocín flaco y galgo corredor. 

In un paese della Mancia, di cui non voglio fare il nome, viveva or non è molto uno di quei cavalieri che tengono la lancia nella restrelliera, un vecchio scudo, un ossuto ronzino e il levriero da caccia. (Traduzione di Vittorio Bodini, Einaudi).

 

I promessi sposi, Alessandro Manzoni, edizione quarantana

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutte a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. 

 

Moby Dick, Herman Melville, 1851

Call me Ishmael.

Chiamatemi Ismaele.

 

Anna Karenina, Lev Tolstoj, 1877

Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo. (Traduzione di Leone Ginsburg, Einaudi, 1993).

 

Ulisse, James Joyce, 1922

Stately, plump Buck Mulligan came from the stairhead, bearing a bowl of lather on which a mirror and a razor lay crossed.

Solenne e paffuto, Buck Mullingan sbucò dall’alto delle scale, recando un bacile di schiuma sul quale uno specchio e un rasoio erano posati a formare una croce.

 

Lo straniero, Albert Camus, 1942

Aujourd’hui, maman est morte. Ou peut-être hier, je ne sais pas.

Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non lo so.

 

Il vecchio e il mare, Ernest Hemingway, 1952

He was an old man who fished alone in a skiff in the Gulf Stream and he had gone eighty-four days now without taking a fish.

Era un vecchio pescatore solo su un gozzo nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni che non prendeva un pesce.

 

Lolita, Vladimir Vladimirovič Nabokov, 1955

Lolita, light of my life, fire of my loins. My sin, my soul. Lo-lee-ta: the tip of the tongue taking a trip of three steps down the palate to tap, at three, on the teeth. Lo. Lee. Ta. She was Lo, plain Lo, in the morning, standing four feet ten in one sock. She was Lola in slacks. She was Dolly at school. She was Dolores on the dotted line. But in my arms she was always Lolita.

Lolita, luce della mia esistenza, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, mia anima. Lo-li-ta: la punta della lingua tiene un tempo di tre passi lungo il palato per andare a bussare, al terzo, sui denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo, nel suo metro e quarantasette di altezza e un solo calzino addosso. Era Lola con i pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea punteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia fu sempre Lolita.

 

Cent’anni di solitudine, Gabriel García Márquez, 1967

Muchos años después, frente al pelotón de fusilamiento, el coronel Aureliano Buendía había de recordar aquella tarde remota en que su padre lo llevó a conocer el hielo. 

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.

 

Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino, 1979

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino.

 

Andrea Donna 
@AndreaDonna

 

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