Questa mattina, quando consultando vari giornali online ho scoperto della morte di un tal Bradley Eames, 20enne inglese deceduto per aver ingurgitato 2 bottiglie di Gin filmandosi per fare il figo su Facebook, la mia prima, spontanea reazione è stata un “eh va beh”.
Poi ho iniziato a riflettere su questa notizia, e a vederne il lato tragico. Che non è tanto la morte di un giovane dall’intelligenza così promettente, quanto il fatto che questo “gioco” chiamato Neknomination (o anche “Neck and nominate”) pare vada molto di moda, e se fino ad ora sono morti solo in quattro questo implica necessariamente che ci siano altre decine, forse centinaia di sopravvissuti. Intendiamoci: di stupidaggini a base alcolica ne ho fatte anch’io un certo numero, e non mi sento così vecchio da escludere che ricapiti. Ma solitamente erano il frutto di un’esagerazione, non del seguire una moda, e non mi è mai saltato in mente di filmarmi per essere oggetto di ammirazione sui social network (anche perché a dispetto della mia misantropia e della mia scarsa fiducia nel genere umano, non avrei mai potuto pensare che qualcuno avrebbe potuto ammirarmi per una cosa del genere).
In questi giorni naturalmente è pieno di persone che mettono in guardia i giovani dal seguire queste pericolose tendenze. Mi sembra in effetti opportuno: senza le dovute raccomandazioni, chi mai potrebbe arrivare ad intuire che due bottiglie di Gin bevute alla goccia in meno di 60 secondi potrebbero eventualmente avere qualche conseguenza negativa per la salute?
Forse bisognerebbe iniziare a prendere la faccenda da un altro punto di vista: e se questi giochi, apparentemente così in contrasto con l’istinto di conservazione della specie, fossero in realtà un meccanismo della razza umana per liberarsi dei suoi esemplari evolutivamente più deboli?
Parafrasando: avete mai pensato che queste mode sono un ottimo sistema con cui la società può liberarsi di una enorme quantità di persone darwinianamente inadatte alla sopravvivenza, ma con diritto di voto? Nel film “Gioventù bruciata”, due ragazzi si lanciano con le rispettive automobili verso un dirupo per dimostrare chi è più coraggioso: uno dei due dimostra tutto il suo coraggio, e ci lascia la pelle. Questo capostipite cinematografico ha dato origine ad una lunga discendenza di Darwin Awards, più varie menzioni onorevoli quando le idee erano buone, ma la messa in pratica non risultava abbastanza efficace da causare un decesso.
Due studenti giapponesi vinsero l’ambito premio decidendo di imitare il film e sfidarsi per conquistare il cuore di una donzella (la quale, peraltro, non si filava minimamente nessuno dei due). Non avendo un precipizio a portata di mano, optarono per lanciarsi l’uno contro l’altro in moto, mostrando al mondo tutto il loro coraggio in un frontale a 200 Km/h senza superstiti. L‘anno successivo a trionfare fu un australiano che, in un’ansia di ebbrezza degna di Dioniso, decise che la Vodka sarebbe stata decisamente più sballante se bevuta dal culo. Si può dire che in effetti abbia raggiunto il Nirvana, ma probabilmente non nel senso in cui sperava lui. Queste varianti del “gioco del pollo”, di cui il Neknomination è solo l’ultima variante in salsa Social Network, svolgono una funzione sociale ben precisa: quella di ridurre la percentuale di imbecilli su questo pianeta. Il fatto che siano di moda tra i giovani è altresì un’ottima cosa, perché rende più improbabile che i suddetti imbecilli arrivino a riprodursi.
Andrebbero pertanto non demonizzate, ma incentivate le seguenti:
- “Non sei un vero figo se non guidi contromano in autostrada a fari spenti”
- “Dimostra di essere coraggioso anche tu: infila il pene in un serpente a sonagli!”
- “Justin Bieber si è buttato da un’altezza di 10 metri sull’asfalto. Tu ci riusciresti?”
- “Scommetto che non hai le palle di stuprare un gorilla di 500 Kg”
…e via dicendo. Forza, fighi della situazione, mostrateci quanto siete “cool”: le bimbeminkia si bagneranno, la folla vi applaudirà… e la società non sentirà la vostra mancanza.
Luca Romano
@twitTagli
