Zalando, il suo spot e il sessismo tra le righe

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Ci sono manifestazioni di violenza e di sessismo che, per fortuna, ci colpiscono e ci disgustano immediatamente. Ma ce ne sono altre che non siamo ancora, o non siamo più, in grado di riconoscere come tali.

Ho in mente questo popolare spot televisivo di Zalando.it, noto sito e-commerce che si rivolge soprattutto alle donne:

La piacente Rossella Brescia è, in pieno, un luogo comune: frizzante, frivola e soddisfatta, vive in una casa-boutique stipata di oggetti superflui, e come tali necessari alla sua immagine gaudente. Ciascuno di quegli oggetti è stato acquistato sull’e-commerce pubblicizzato. Ciascuno di quegli oggetti le ha strappato un grido, proprio come un orgasmo: tanto che ora è completamente afona.

Suona il campanello: è il fattorino – uomo, belloccio -, venuto a consegnarle l’ennesimo pacco. A quella vista, l’orgasmo consumista imporrebbe alla nostra eroina l’ennesimo grido: ma, ormai senza voce, non ce la fa. E allora? Assesta un bel calcio allo stinco del commesso. Che grida per lei.

Viviamo in una società talmente impregnata di violenza e di sessisimo che per renderci conto di quanto sia odiosa questa scena dobbiamo invertire i generi dei protagonisti. Immaginate un uomo, giovane, vincente e sportivo, circondato – cliché per cliché – di feticci consumistici maschili. Una giovane fanciulla, in abiti da lavoro (quindi di classe sociale inferiore), gli consegna l’ennesimo oggetto. Lui vorrebbe urlare, ma non può. Allora, fa in modo che sia lei a farlo per lui: le assesta un bel calcio sulla caviglia. E lei urla. “Di piacere”, naturalmente.

Che effetto vi fa?

Andrea Donna @AndreaDonna

Aggiornamento, h. 9.00, 04/04/2013 – Zalando Italia risponde: clicca qui per leggere

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