WSOP 2013 – Terza settimana. Vince Kitai, beffa Steinberg, incredibile Schneider!

Le WSOP arrivano al giro di boa, anche se gli eventi più interessanti, come vedremo in fondo, sono concentrati nelle prossime settimane. Vediamo però prima cosa è successo negli ultimi 7 giorni.

Evento #18, $1.000 No-Limit Hold’em: L’evento #18 era un classico “tritacarne”, un evento frequentato principalmente da amatori che possono permettersi l’iscrizione, e  quindi disdegnato dai professionisti (soprattutto quando si svolge in contemporanea ad eventi più golosi). Vincere uno di questi eventi, però, non è mai un’impresa facile, vista la titanica quantità di giocatori che richiamano. A conquistare il suo primo braccialetto è stato comunque un “piccolo” pro: Taylor Paur, dopo un tavolo finale dominato dall’inizio alla fine.

Evento #19, Pot-Limit Hold’em Championship: Di questo evento avevamo accennato nella puntata precedente, vista la presenza al tavolo finale del fortissimo italiano Dario Minieri. Il campione romano non c’è l’ha fatta a superare l’ottava posizione, purtroppo, ma il tavolo finale è stato di gran lunga il più spettacolare offerto fino ad ora dalla manifestazione: basti pensare che oltre al nostro Dario erano presenti il fortissimo

David Kitai David Kitai

campione ucraino Eugene Katchalov, altri professionisti Dimitar Danchev e ben due detentori della Triple Crown. Questo “trofeo” fittizio consiste nell’aver conquistato un braccialetto WSOP, un titolo WPT e una vittoria EPT (un’impresa fino ad ora riuscita a soli 5 giocatori al mondo e due di essi erano al tavolo finale di questo evento). A cercare il secondo braccialetto in carriera erano Bertrand “Elky” Grospellier, e David Kitai. Alla fine proprio quest’ultimo è riuscito a spuntarla, complice una mano fortunata nel testa a testa finale, ma abbiamo visto i fuochi d’artificio!

Evento #20, $1.500 Limit Omaha Hi-Low: Il poker “Omaha” si gioca sia nella variante classica, sia in quella Hi-Low. Mentre nella prima si gioca sempre in modalità Pot-Limit, quella Hi-Low si può giocare sia Pot che Fixed Limit. Quest’ultimo è stato il caso di questo evento, che ha visto una partecipazione piuttosto ristretta, ma di alto livello tecnico. A spuntarla è stato Calen McNeil, ma fino all’ultimo il tifo era tutto per Todd Brunson, il “figlio d’arte” del leggendario Doyle Brunson (il “nonno” di questo sport), considerato uno dei più grandi giocatori della storia. Todd, classificatosi terzo, ma già detentore di un braccialetto, tiene in alto il cognome con una carriera da professionista di tutto rispetto, anche se i 10 braccialetti e gli scontri leggendari con Stu Ungar di suo padre non sono replicabili.

Evento #21, $3.000 No-Limit Hold’em Six-Handed: Altro evento che, per la dinamicità del formato a sei giocatori, ha attirato moltissimi partecipanti, tra amatori e professionisti. Questi ultimi, come è ovvio, hanno fatto pesare tutta la loro abilità, e le prime posizioni sono tutte occupate da nomi prestigiosi. Primo classificato e braccialettato, Martin Finger, secondo Matt Stout, quarto un nome storico David Pham. Al nono posto nientemeno che Erik Seidel: qualcuno si ricorda di lui? Beh, dovreste, anche se siete profani: se avete visto il film “Rounders”, in cui viene narrata la storica mano delle World Series del 1988 con cui Johnny Chan si laureò per la seconda volta consecutiva campione del mondo, sappiate che Seidel era proprio l’avversario di Chan in quello storico testa a testa! Tornando all’evento #21, vale la pena ricordare la presenza di Dan Kelly in decima posizione: non tanto perché sia un risultato prestigioso, ma perché il giovane professionista americano è ad un passo dal conseguire un record storico, quello di piazzamenti a premi all’interno di un’unica edizione. Il record attuale è di 11 piazzamenti, e Kelly ne ha già realizzati otto in queste prime tre settimane, e siamo solo a metà manifestazione!

Evento #22, $1.500 Pot-Limit Omaha: come ormai avrete capito, l’organizzazione cerca di alternare eventi No-Limit Hold’em con eventi di altri giochi. A vincere questo evento è stato Josh Pollock, specialista di Omaha nel poker online. Tanti rimpianti per il secondo classificato, il super-campione Noah Schwartz, che in questi anni ha vinto davvero di tutto in tutti i circuiti mondiali, ma che non è riuscito a mettere le mani sull’agognato bracciale.

Evento #23, $2.500 Seven-Card Stud: altro evento Limit dall’elevata difficoltà tecnica, questo torneo ha di nuovo visto un tavolo finale pazzesco. Presenti Frank Kassela, Scott Seiver e l’incredibile Michael Mizrachi, unico detentore di due vittorie al Poker Player’s Championship. Alla fine però, a spuntarla è David Chiu, grazie a uno splendido gioco attendista, in finale proprio su Seiver.

Evento #24, $1.500 No-Limit Hold’em: poco da segnalare in questo torneo. Vista la compresenza di molti altri eventi più allettanti, pochissimi professionisti hanno deciso di competere. Gli amatori hanno potuto godersi un torneo senza “squali”, e combattere per un braccialetto quasi tutto loro. Vince Corey Harrison, su Daniel Cascado.

Evento #25, Limit Omaha Hi-Low Championship: ancora una volta, un titolo mondiale da assegnare, e tantissimi professionisti affamati di ottenerlo. A vincere però non è uno dei nomi dati per favoriti: conquista il braccialetto e il titolo infatti Danny Fuhs, frequentatore principalmente del WSOP-Circuit, di cui vi ho già accennato nella puntata precedente. Terzo posto per il “fratello d’arte” Robert Mizrachi, fratello di Michael, anche lui professionista, quarto classificato Brian Hastings, famoso per uno “scherzetto” online ai danni di Viktor Blom, grazie a cui riuscì a sottrargli 4 milioni di dollari in una sola notte. Un episodio controverso che fa ancora discutere. Settimo posto per Jeff Lisandro, nato a Salerno, ma naturalizzato australiano.

Evento #26, Senior No-Limit Hold’em Championship: unico evento chiuso delle WSOP oltre a quello per i dipendenti dei Casino (quello per le signore è un’altra storia, che vi racconterò in una delle prossime puntate), il campionato Senior di No-Limit Hold’em è da sempre un evento boicottato dai professionisti anche anziani. Da una parte per ragioni di interesse: premi bassi, pochi professionisti, poca gloria, e dall’altra per ragioni di opportunità: è un evento destinato agli amatori, è giusto lasciarli divertire tra di loro. Nessun nome noto, quindi: vince Kenneth Ling in finale contro Dana Ong.

Evento #27, $3.000 No-Limit Hold’em Mixed-Max: simpatica novità introdotta già l’anno scorso, questo divertente evento si gioca nel formato a nove giocatori per tavolo il primo giorno, per poi passare a sei giocatori per tavolo il secondo giorno, e concludere con una serie di testa a testa il terzo giorno, fino a decretare il vincitore. L’evento si è concluso

Max Steinberg Max Steinberg

con una beffa amarissima per il campione Max Steinberg: già detentore di un braccialetto e autore di un tavolo finale la scorsa settimana, Steinberg aveva praticamente il braccialetto al polso quando è riuscito a intrappolare il suo avversario, Isaac Hagerling, spingendolo a giocarsi tutto con una coppia di re e un 10 contro la coppia di re + asso di Steinberg, con solo più una carta da girare sul tavolo. Purtroppo il poker è statistica, non certezze, e partire favorito al 93% vuol comunque dire che quella mano si può anche perdere: l’ultima carta è proprio il 10, che consegna ad Hagerling un’insperata vittoria (comunque, il ragazzo ha giocato molto bene tutto il torneo), lasciando Steinberg a stomaco vuoto (sempre ammesso che 230 mila dollari si possano chiamare “stomaco vuoto”).

Evento #28, $1.500 No-Limit Hold’em: altro evento dalla massiccia partecipazione, ha visto sedersi ai tavoli più di 2000 persone. A trionfare è stato il canadese Jason Duval, portando a sette i braccialetti vinti dal Canada fino ad ora in questa edizione delle WSOP: un record! Terzo classificato il professionista giapponese Masayuki Nagata.

Evento #29, H.O.R.S.E. Championship: un’impresa epica! Non c’è altro modo di definire la vittoria di Tom Schneider di questo evento. Tornate indietro di una puntata: è lo stesso giocatore che aveva vinto un braccialetto, sempre nell’HORSE, non più di una settimana fa. Due braccialetti in 9 giorni, nella stessa variante: semplicemente incredibile. Non si può aggiungere nulla a questa prestazione maiuscola di questo maestro dei giochi Limit e dell’HORSE in particolare – d’altra parte, già nel 2007 Scheider era riuscito a conquistare due braccialetti (in varianti diverse, però), e in quell’occasione anche il titolo di “giocatore dell’anno” (l’equivalente pokeristico del Pallone d’Oro). Terzo classificato, anche lui un titano dei Mixed Games, Greg Mueller. Anche di lui, se ci state seguendo, avete già sentito parlare.

Tom Schneider Tom Schneider

Altri eventi: italiani in sordina questa settimana. Sebbene ci siano stati numerosi piazzamenti a premi degli azzurri, nessuno è riuscito a raggiungere posizioni notevoli. Le cose però potrebbero cambiare presto: innanzitutto perché, con un po’ di ritardo, la punta di diamante della squadra, Rocco Palumbo, è finalmente arrivato a Las Vegas; in secondo luogo perché proprio in queste ore sta iniziando il primo evento di Omaha classico, che è il gioco in cui Dario Alioto eccelle più che in ogni altro (1 braccialetto e 17 tavoli finali di cui 4 alle WSOP): speriamo che riesca ad esprimere il suo miglior gioco e a regalarci delle soddisfazioni. Nel frattempo, tra gli eventi importanti in previsione questa settimana segnaliamo il campionato del mondo di Omaha classico – Six Handed, il campionato del mondo di Draw-Lowball e, mercoledì prossimo, l’inizio del torneo Big One for One Drop, dall’iscrizione elevatissima ($111.111) a cui tutti i campioni più famosi prenderanno parte, anche per sostenere l’iniziativa di beneficenza che sta dietro a questo torneo (ricordiamo che parte del montepremi verrà devoluto alla One-Drop Foundation che si occupa di portare l’acqua ai paesi in stato di emergenza idrica).

Luca Romano

@twitTagli

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