Verdure e culture: riflessioni davanti al piatto

misto verdura

Ieri ero a mensa assieme a due delle mie colleghe. Una americana, una tedesca e un’italiana. Se noi due europee abbiamo preso il piatto unico di carne e verdure senza batter ciglio, la statunitense ha dovuto insistere per ottenere un piatto di sole verdure. Come si possa non amare le bœuf, i francesi a volte faticano a capirlo. Lei però è vegetariana. Come la mia coinquilina americana. Come tutte le ragazze americane che ho conosciuto in Francia, a pensarci. Cinque su cinque. Certamente come campione non è statisticamente valido, ma è bastato per farmi sorgere la domanda. Com’è possibile che la nazione che ha dato i natali a McDonald sia anche una di quelle, fra i paesi occidentali, con il più alto numero di giovani vegetariani?

A ben indagare, si scopre che negli USA i vegani sono ancora più dei vegetariani. Secondo un sondaggio di VegSource del 2011, il 2% degli statunitensi si dichiara vegetariano, mentre il 3% si dice vegano e addirittura il 17% dichiara di cercare di non mangiare né carne né pesce nella maggior parte dei suoi pasti. Il veganesimo é diffuso soprattutto tra le donne, per motivi etici ma anche medici, come nel caso di Serena e Venus Williams, le due celebri sorelle del tennis.

Il paese con il maggior numero di vegetariani al mondo resta comunque l’India,  dove si stima che gli abitanti che non mangiano mai carne siano intorno al 15-20% della popolazione, quindi circa 150 milioni di persone, se non addirittura il 40% come sostiene il giornale nazionale “The Hindu”. Dietro la scelta vegetariana in questo caso stanno principalmente motivi religiosi. Le principali religioni che sono praticate in India invitano a seguire una dieta vegetariana, motivo per cui tra gli indiani i meno “veg” sono gli abitanti che professano la religione musulmana o quella cattolica.

Tra i paesi più refrattari al vegetarianismo troviamo invece l’Argentina, dove il consumo di carne rossa e di latte è quotidiano e le grigliate (i tradizionali asados) sono all’ordine del giorno, probabilmente a causa dei forti legami tra l’economia locale e i numerosi allevamenti bovini.

Anche in Giappone è molto difficile seguire una dieta priva di carne e soprattutto di pesce, perché l’abitudine di triturare il cibo rende particolarmente difficile dividere la carne dalle verdure, e al ristorante (anche se la ricetta prevede un piatto vegetariano) bisogna curarsi di sottolineare se lo si vuole niku nashi, cioè preparato senza carne.

E a casa nostra? In Italia, secondo il rapporto Eurispes del 2013, le persone che hanno scelto la dieta vegana sono circa l1,1%, mentre il numero dei vegetariani raggiunge il 4.9%. Sommando i due dati, si ottiene un 6% che può sembrare una percentuale esigua, ma che è in realtà la prova di una crescita costante del fenomeno, che dal 2012 è aumentato di due punti percentuali.

veggie pridePer chi ama le ricorrenze, il primo ottobre di ogni anno si festeggia la giornata vegetariana mondiale, che dà inizio alla settimana internazionale dedicata al vegetarianismo (1-7 ottobre). Inoltre, tutti gli anni sono numerose le manifestazioni dedicate al mondo “veg”, tra cui una delle più famose in Europa è il Veggie Pride (il nome, coniato sulla falsariga di quello del Gay Pride, significa Orgoglio Vegetariano) che si svolge dal 2001 ogni terzo sabato di maggio. Il prossimo appuntamento per gli amanti del vegetarianismo sarà quindi sabato 18 maggio a Ginevra.

Serena Avezza

@twitTagli

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