Un lettore ci scrive a proposito dell’attentato di Boston

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Ci è giunta in redazione la seguente e-mail, cui abbiamo risposto. Se volete aggiungere qualcosa sul tema (criticare, integrare, precisare ecc.), i commenti sono a vostra completa disposizione.

LO SDEGNO A SENSO UNICO

Chiariamo: il terrorismo è sempre orribile. Chiunque ne sia vittima, in qualsiasi parte del mondo.
L’attentato di Boston, effettuato ai danni della popolazione civile con vittime innocentissime, per primi i bambini, è innanzitutto un colpo alla umanità intera. Importa relativamente chi ne sia l’autore, il come e perché. Colpire civili innocenti dovrebbe restare una macchia indelebile nella coscienza di tutti. Purtroppo così non è.

Ogni giorno, in tutto il globo, scoppiano bombe che mietono il loro raccolto di morte tra bambini, donne e uomini che nulla hanno a che vedere con le stesse parti in causa. Con motivazioni più o meno discutibili.
Ma non sono solo gli ordigni piazzati da partigiani di questa o quella fazione a falciare gli innocenti. Spesso, troppo frequentemente, sono pure ordigni bellici delle nazioni occidentali ad assassinare bimbi innocenti, mamme e famiglie intere in nome di “guerre sante” proclamate nel nome della “democrazia”. Stati Uniti in testa, su ordine diretto dei vari Presidenti. Solo che, in Occidente, vengono ipocritamente definiti “danni collaterali”. Quasi fossero inevitabili. Restando peraltro sempre impuniti.

Ebbene, in una delle tantissime giornate che seguono uno di questi tragici eventi, neppure il più sanguinoso, balza evidente come lo sdegno delle istituzioni e dei media occidentali sia vergognosamente a senso unico. Nei pochi giorni passati ci sono stati attentati in Irak, in Afghanistan, in Siria, in Pakistan… chissà pure in quante altre nazioni del mondo. I droni di Obama hanno ucciso decine di bambini con le loro mamme. Ultimi numeri da aggiungere alle fredde statistiche fatte di decine di migliaia di morti innocenti.

Abbiamo sentito qualche voce autorevole esprimere il proprio sdegno e la necessaria comprensione? NO! Proprio NO! Ed allora, dove credono di andare i “potenti del mondo”? Anche se, incredibilmente, da assassini legalizzati si ritrovano Premi Nobel per la Pace, cosa sperano di ottenere nel tempo? Chi semina vento, raccoglie tempesta… Piaccia o meno, questo antico detto popolare troverà sempre conferma.

Vincenzo Mannello

Gentile Mannello,
le sue considerazioni sono ovviamente giuste e condivisibili. Mi permetta di darle due spunti, molto brevemente. I civili in Iraq, Siria, Afghanistan sono civili in zone di guerra; i civili di Boston erano civili in zona di pace: questo fa differenza, formale e sostanziale, nel giudicare la gravità dell’atto. Non fa differenza nell’orrore della morte, ma il contesto è sempre importante.

In secondo luogo: l’opinione pubblica è molto più istintiva di come gli stessi media vorrebbero. Voglio dire che ha una percezione molto chiara, “noi” e “loro”. Con “noi” intendo “occidente”: siamo intimamente occidentali – e io, per inciso e per esempio, non me ne vergogno affatto. Ed è umano che ci si senta più colpiti da ciò che si avverte come più simile a sé.

 

Non ne faccio un discorso di etnie né un discorso oggettivo: l’oggettività, e la ragione, impongono di essere freddi e di valutare le morti per quello che sono. Uguali.

Ma la percezione è soggettiva, e bisogna cambiare la testa a un pianeta intero per frenare questa immediatezza. Non so lei, ma io mi pongo obiettivi più a corto raggio.

 

La saluto con simpatia

Umberto Mangiardi

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