Sul Cammino di Santiago fischiettando l’Internazionale/1°tappa: Ponferrada-Trabadelo

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18 agosto 2010

Prima tappa del nostro «pellegrinaggio». Nonostante dormissimo all’aperto, il materasso appoggiato per terra e il cuscino improvvisato con i nostri vestiti, la notte è trascorsa abbastanza bene. Peccato solo che alcuni «simpatici» spagnoli non avessero ben presente il galateo del Cammino e abbiano fatto casino sino a mezzanotte inoltrata.

 Ci siamo svegliati intorno alle 6 soprattutto a causa dei preparativi di pellegrini più solerti di noi. Dopo la colazione e la preparazione ci siamo incamminati intorno alle 6.45. Nell’uscire dall’ostello abbiamo potuto apprezzare la meticolosità con cui è indicato il Cammino, con numerosi cartelli e indicazioni facilmente individuabili grazie alla «concha»gialla o una freccia gialla.

Camino 5 - uvaIl nostro passo si è quasi subito assestato intorno alla media di 5 km/h e il percorso sino a Villafranca era molto suggestivo, oserei dire bucolico. Per lunghi tratti il Cammino costeggia campi di zucche ma soprattutto vigneti. Le vigne sono, sorprendentemente, prive di recinzione e non abbiamo potuto resistere dal prendere due grappoli, probabilmente uva da vino rosso ancora non del tutto matura.

La guida ci consigliava di fare tappa proprio a Villafranca, a circa 5 ore di cammino effettivo da Ponferrada, probabilmente perché trattasti di cittadina ben fornita e interessante. Tuttavia vista l’ora e i relativi pochi km percorsi (circa 23), abbiamo deciso di proseguire ancora per un po’. Da questo punto in poi il percorso si è fatto meno piacevole, fiancheggiando una statale, che anche se poco trafficata, non offriva grossi sprazzi paesaggistici anche a causa della sovrastante autostrada.

Dopo circa 34 chilometri e sette ore e mezza di cammino abbiamo raggiunto l’Albergue del pellegrino di Trabadelo, dove abbiamo deciso di passare la notte. Fortunatamente abbiamo trovato posto in una camera pulita e confortevole, come tutto l’albergo peraltro. Dopo una meritata pennica, il lavaggio dei vestiti e una sacrosanta birra siamo andati a mangiare presso un «ristorante» che ci ispirava fiducia. È qui che abbiamo incontrato i personaggi del giorno, una coppia dall’assortimento bizzarro che gestisce un piccolo bed and breakfast. Incuriositi dal fatto che la proprietaria parli inglese con accento impeccabile e che abbia un aspetto non proprio ispanico, iniziamo a fare due chiacchiere con lei e scopriamo, mentre è intenta ad applicare ad altri pellegrini un massaggio dalla dubbia utilità, che trattasi di un’olandese sposata con un autoctono e che si è trasferita in Spagna da cinque anni «but I’m still not used to it»…Il marito è un personaggio magnifico, dall’incedere bizzarro e la parlata allegra. Si rivela peraltro un efficiente cameriere ed un ottimo cuoco e ci delizia anche con dell’ottimo rock anni 60/70 durante la cena.

Estasiati da questi due personaggi e dalla simpatia del locale, effettuiamo il classico acquisto umorale: il bastone del pellegrino. Felici e satolli abbandoniamo l’allegra osteria e la sua bizzarra coppia di gestori e ci accingiamo a passare quella che si spera sarà una riposante notte. Pare che ce ne sia bisogno, in quanto la tappa di domani potrebbe essere dura vista la lunga salita che ci attende a O Cebreiro.

Ma (c’è bisogno di dirlo?) siamo carichissimi!

Domenico Cerabona
@DomeCerabona

   

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