Star Wars: ecco perché J. J. Abrams ha già vinto

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So che più o meno lo stiamo aspettando tutti.
C’è qualcuno che ha fatto una maratona e qualcuno che ne parlava in ambito marketing già più o meno un anno fa, e alla fine della storia siamo arrivati al giorno fatidico. 
Comunque andrà il 16 dicembre, J.J. Abrams ha già vinto. 
Un relitto della flotta imperiale arenato nel deserto di un pianeta simil-Tatooine, il Millennium Falcon che scatena la bacchetta di John Williams. La faccia stropicciata di Harrison Ford di fianco al muso di Chewbecca e la voce fuori campo di Mark Hamill, misteriosa e familiare allo stesso tempo.

J. J. Abrams ha già vinto la sua personale battaglia stellare a partire dal primo trailer, e ha infuso agli spettatori ciò che davvero mancava a seguito dell’annuncio di questa colossale operazione di rilancio che coinvolge il brand “Star Wars”: sicurezza ed entusiasmo. 
La ragione principale della vittoria dell’autore di Alias, Lost e Super 8 è molto semplice: J.J. non sarà necessariamente il miglior regista e sceneggiatore al mondo, ma è forse il miglior confezionatore di materiale promozionale che esiste in questo momento a Hollywood.

Comunque andrà quando lo vedremo, Star Wars Episodio VII è già irrimediabilmente interessante. Poco importa se le aspettative economiche sono tanto schiaccianti da risultare addirittura spaventevoli agli occhi dei responsabili dell’operazione: con una previsione di Wall Street che si assesta attorno ai 2.5 miliardi di incassi, (è surreale pensare che) qualsiasi risultato inferiore, persino un incasso miliardario lievemente inferiore a quanto annunciato, significherebbe fallimento.
Disney ha investito 4 miliardi nell’acquisto di Star Wars appena nel 2011, e si aspetta di recuperare l’investimento già dal primo film. 

Il concetto di “trailer di un film” si è espanso e evoluto nel corso del tempo: oggi ha assunto un’importanza cruciale e quasi paragonabile al valore di un videoclip musicale all’epoca del massimo splendore di MTV. 
Il moderno trailer di un film rappresenta la genesi del processo di “storytelling cross-mediale”, un processo che il cinema contemporaneo ha imposto al modello di marketing e distribuzione dei film hollywoodiani nel mondo.
Esatto, ho appena detto “storytelling cross-mediale”, e mi rendo conto che sia una parolaccia terrificante; un po’ come dire “Midi-chlorian” mentre si tenta di spiegare il senso di una profonda disciplina mistica di guerrieri/sacerdoti.
Cercherò di redimermi, ma soprattutto di rendere chiara la frase. 

Il trailer di un film dà inizio all’esperienza dello spettatore a partire da un anno prima che il prodotto venga distribuito nelle sale: e nel caso di Guerre Stellari, 52 secondi di anteprima assoluta buttati sul web verso la fine del 2014 hanno rappresentato la redenzione di un brand.
Hanno consentito al pubblico mondiale di riaffezionarsi alla Saga più di quanto si immaginava. 

[QUI, SE VOLETE, LA CLASSIFICA DEI 5 MIGLIORI TRAILER DEL 2015]

Vero: fare un film di Guerre Stellari è abbastanza una sicurezza sul piano commerciale; ma è anche vero che La Minaccia Fantasma e in generale la Nuova Trilogia dei primi anni 2000 non sono così lontani nella memoria collettiva.
Davvero il pubblico sarebbe stato clemente verso una multinazionale calcolatrice come la Disney che forza la mano per resuscitare letteralmente una proprietà intellettuale considerata da tutti morta e sepolta?

La mia opinione è che il successo di Star Wars VII non fosse necessariamente una certezza, ma che gran parte del merito di ciò a cui stiamo per assistere (e a cui stiamo già assistendo: biglietti esauriti, file di fronte alle sale e, in generale, gente presa bene) sia attribuibile a quei piccoli 50 secondi di un anno fa.
Ed è dovuto al fatto che J. J. Abrams vale tutto l’oro che pesa: non perché “sa” o “non sa” dirigere. L’abilità dietro la macchina da presa è necessaria, ma non è più l’unica caratteristica primaria.
J. J. Abrams è l’uomo più potente di Hollywood perché è un affidabilissimo “generatore di hype”. Qualunque cosa accada a partire da domani (che la Forza sia con chi sta leggendo). 

Io, da parte mia, ho scelto di evitare la ressa furiosa dei primi giorni e andrò a vederlo domenica 20, tentando disperatamente di evitare che il primo Gungan che passa mi racconti la trama nel dettaglio. 
Tutto quello che posso fare, all’alba del giorno prima, è un piccolo elogio dell’unico materiale promozionale che mi sono concesso di vedere prima di entrare nella sala: dura 50 secondi e c’è già tutto quello che mi aspetto da Guerre Stellari. 

Davide Mela

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