Serie TV sempre più… serie: Black Sails

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Black Sails è una serie che si pone già dall’inizio un obiettivo molto ambizioso: fondere una ricostruzione storicamente verosimile dell’età d’oro della pirateria (il primo ventennio del Settecento, per capirci), con un prequel rispettabile del capostipite di tutti i romanzi d’avventura, “L’Isola del Tesoro” di Robert Louis Stevenson.
Si tratta di premesse interessanti, ma anche di promesse impegnative… che però la serie, prodotta da Michael Bay, riesce a rispettare alla grande.

La sceneggiatura ricostruisce in maniera abbastanza accurata le vicissitudini della colonia di Nassau, sull’isola di New Providence (Bahamas), all’epoca protettorato inglese spesso conteso dalla Spagna, che per alcuni anni divenne la base operativa di alcuni dei più feroci e impavidi pirati, ma la storia viene romanzata con l’introduzione del leggendario capitano Flint e del suo equipaggio, tra i cui membri di spicco non mancano William “Billy Bones” Manderly e l’ancora giovane John Silver.

Alcuni dei protagonisti della serie

Ad essi si affiancano una galassia di personaggi realmente esistiti, come il pirata John Rackam, detto “calico Jack” e inventore del Jolly Roger (la bandiera pirata con teschio e sciabole), Edward Teach (meglio noto come Barbanera), Edward “Ned” Low, Charles Vane, Benjamin Ornigold, e molti altri.
Fino ad ora la sceneggiatura, pur procedendo con un po’ di lentezza, è riuscita ad amalgamare il tutto in un cocktail epico a base di politica, violenza, sesso, e tra le righe qualche riflessione filosofica sull’eterna dicotomia tra sicurezza e libertà.

Un altro compito che la serie assolve piuttosto bene è quello di dare spazio e dignità anche ai personaggi femminili – un obiettivo non facile visto che essere storicamente accurati significa spesso, ahimé, relegare le donne in ruoli di minor importanza.
La serie, tuttavia, trova il giusto bilanciamento, dando alle donne un ruolo di primissimo piano (in particolare il personaggio di Eleanor Guthrie), ma in ambiti diversi rispetto a quelli dei protagonisti maschili: ruoli più psicologici e politici, sebbene non manchi comunque una figura femminile più tosta e combattiva, come Anne Bonny (personaggio realmente esistito).

Sebbene le vicende storiche siano seguite a livello generale, ogni singolo personaggio è invece trattato in maniera approfondita: il consiglio che vi do è quindi di non googlare nessuno dei nomi che state leggendo in questo articolo, perché Wikipedia fornisce involontariamente spoiler che dovreste evitare.

Come per molte altre serie, suggerisco di seguirla in lingua originale, eventualmente con i sottotitoli – per quanto il doppiaggio italiano non sia da buttare. Al momento Black Sails è già stata rinnovata per una quarta stagione: la speranza è che al termine dell’ultima (che potrebbe essere la quarta o molto dopo di essa), possa uscire un kolossal cinematografico tratto direttamente dal romanzo di Stevenson.

Black Sails è quindi molte cose: una serie sulla pirateria, uno spaccato storicamente verosimile sul colonialismo inglese nelle Indie occidentali, una riflessione sul concetto di libertà, ed è anche un ottimo prodotto di intrattenimento, da gustare rigorosamente in compagnia di una bottiglia di rhum.

Luca Romano

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