Politica energetica: focus su Italia, Europa e programmi elettorali

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Un punto cardinale che interessa la campagna elettorale italiana di queste elezioni (e riguarda soprattutto il nostro futuro) è la produzione di energia elettrica in Italia, che ha delle carenze (dire carenze, lo so, è un eufemismo). Tanto è vero che siamo costretti ogni anno a comprare delle quote di energia elettrica dall’estero. Ma l’altro grosso problema è che gran parte dell’energia che produciamo è di tipo non rinnovabile e deriva da combustibili fossili (petrolio).

Ora andiamo a vedere la produzione di energia elettrica in Italia e vediamo da dove viene questa energia elettrica, guardando i dati Terna del 2011 che riguardano i GWh prodotti.

Tabella 1 – Produzione di energia elettrica in Italia

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Dai dati che abbiamo sopra, rileviamo che, nonostante ci sia un calo nell’uso dei combustibili fossili, essi rimangono in maggioranza (netta) rispetto alle fonti rinnovabili – che rappresentano solo il 23% del nostro fabbisogno. Ancora troppo poco. Il 63% della nostra energia è prodotta usando dei carburanti che non sono illimitati, e soprattutto che dobbiamo comprare. Siamo in Italia: di metano e di petrolio non ce n’è così tanto da permetterci di essere indipendenti dalle altre nazioni. In più le fonti non rinnovabili inquinano: si stima che la nostra produzione pro capite di CO2 dovuta alla produzione di energia elettrica sia di 7.4 tonnellate. Ancora troppo.

Ma un altro dato emerge: siamo dipendenti dall’estero per quanto riguarda l’energia elettrica. Il 13% del nostro fabbisogno energetico viene fornito da Francia e Svizzera. Vediamo rispetto all’Europa come siamo a produzione di rinnovabili (rapporto Gse 2011)

Tabella 2 – Ripartizione attuale della produzione energetica nei Paesi della Zona Euro

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Tabella 3- Politiche energetiche europee per il prossimo decennio

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Vediamo subito un dato: non siamo messi così male rispetto agli altri, ma non abbiamo un piano serio per il 2020. La crescita nella produzione è di soli 30 gigawatt, contro i +100 di Regno Unito e Germania. Tradotto: non abbiamo un piano concreto per investire nelle rinnovabili.

Un’altra cosa tutta italiana è l’ipocrisia di fondo che riguarda l’energia elettrica: compriamo energia elettrica da Stati che usano il nucleare per produrla; una tra le centrali più grandi del mondo si trova a 100 km dal confine italiano (Superphenix) e, come anche detto in un altro articolo su Tagli, il nucleare è uno tra i metodi di produzione più sicuri.

Tabella 4 – L’influenza dell’energia nucleare negli altri Paesi europei

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La Francia produce il 77% della sua energia con il nucleare, mentre la Svizzera il 40%. Volessimo essere tanto “ambientalisti” dovremmo smettere di comprare l’energia da loro… Ma noi siamo ambientalisti egoisti (o meglio, qualunquisti).

eolico_off_shoreOra passiamo alle rinnovabili: molti partiti politici si sono opposti, più per motivi elettorali che per motivi realmente seri, alla costruzione dei parchi eolici. Energia completamente pulita, ma per alcuni “l’eolico deturpa il paesaggio”. In Scozia è in costruzione la centrale eolica più grande del mondo e sarà off-shore (nel mare): darà energia al 40% delle case in Scozia.

Passiamo ad un altro studio, questo dell’Enea del 2011. Qui si parla della possibilità della costruzione in Italia di centrali a marea e di centrali a onda, che sfruttano l’energia delle maree e delle onde nel mare. I francesi sono i pionieri nel campo delle maree: la prima centrale fu costruita nel 1966 davanti alle coste Bretoni (Saint-Malo), mentre per quanto riguarda quelle a moto ondoso i più avanti sono i portoghesi. Il Regno Unito prevede di estrarre parte della sua energia verde, oltre che con il vento, con l’energia del mare davanti alle coste delle Orcadi, costruendo 7-8 di queste centrali sia a maree che a onde (il progetto TeraWatt, nel quale sono coinvolto anche io).

Lo studio dell’Enea evidenzia che in Italia questo sarebbe possibile, costruendo impianti nell’Adriatico (zona di Trieste), sulle coste laziali (area di Civitavecchia) e sulle coste siciliane. Ma finora non se n’è fatto niente (rovina le coste? Ne favorisce l’erosione? Giusto: molto meglio bruciare petrolio e metano). Di seguito, la posizione dei partiti politici riguardo a questo tema scottante (degna di nota l’iniziativa dell’ex premier Monti che vuole rilanciare l’economia con il petrolio e il metano! Mi domando perché non abbia aggiunto le centrali a carbone, già che c’era).

Tabella 5 – Le politiche energetiche dei 5 partiti/coalizioni candidati/e alle lezioni del 24 febbraio

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Alessandro Sabatino

@twitTagli

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