Pippo Civati, il professionista del +1 – #my2cents

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Chiariamo subito una cosa, non sono affatto contento del fatto che Pippo Civati abbia deciso di lasciare il mio Partito, il PD. Così come ero contrario all’addio di due persone tanto diverse ma che ho stimato: Sergio Cofferati e Pietro Ichino.

Tuttavia non posso trattenere una nota polemica nei confronti del buon Pippo: lui proprio non ce la fa, deve sempre fare “+1”, deve sempre cercare di differenziarsi in qualche modo, fare o dire qualcosa in più. Proprio ora che, in occasione dello strappo di Renzi sull’italicum con l’apposizione della fiducia, si stava facendo un po’ di chiarezza sulle “minoranze” del Partito Democratico, con la possibilità dunque di ripartire compattamente da chi si era opposto a quei metodi all’interno del PD, Civati decide di abbandonare il Gruppo del PD e, di conseguenza, il Partito.

Si fa fatica a capire le ragioni di questa scelta proprio oggi, dopo mesi di tentennamenti. D’altronde non è la prima volta che Civati si differenzia dal gruppo parlamentare di appartenenza, e non è la prima volta che non vota la fiducia ad un suo governo: era già capitato con Letta. 

Ad essere maligni verrebbe da pensare che ora che Pippo non è più l’unico ad opporsi apertamente e fermamente alla linea di Renzi, abbia dovuto trovare un altro modo per distinguersi. L’ennesimo “+1” di Pippo, insomma.

Peccato.

Domenico Cerabona 
@DomeCerabona

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