Piccole insofferenze… al tavolo da poker

tavolo da poker

Piccole insofferenze, grandi soddisfazioni: è vero che questi comportamenti possono infastidire; ma a ben vedere (dal momento che chi li mette in pratica normalmente ha un livello di gioco piuttosto basso) il più delle volte saremo contenti di trovare un simile avversario al tavolo.

  • L’occasionale vincitore di cause perse: vince i piatti chiudendo una scala a incastro improbabile, e si vanta della sua abilità.
  • Quello che “Non chiudo mai un progetto di scala o colore“. Variante del punto precedente: figliolo, prova a inseguire solo i progetti sensati, e vedrai quanti soldi risparmi.
  • Quello che “Ogni volta che ho AA o KK alla fine perdo“. Figliolo (e due), se non rilanci e entrano nel piatto in quattro oltre a te, è abbastanza normale.
  • Quello che entra in un piatto pre-flop, subisce un rilancio, pensa mezz’ora come se fosse la decisione della vita, e poi passa mostrando Asso-8, convinto che nessuno al suo posto sarebbe stato capace di quella giocata.

Seguono le “Piccole insofferenze… e basta”. Cose che dan fastidio eppure non segnalano automaticamente che il tuo avversario è una capra.

  • Quello che va in bluff con le banane, subisce un rilancio e finge di pensare mezz’or. Come se passare quel 7-2 fosse la decisione più sofferta e difficile del mondo.
  • Il complottista (si parla di poker online): “Tanto il server fa vincere chi vuole lui, è tutto un imbroglio“. E non giocare online, allora. Su, dai, sparisci. In fretta ché i grandi vogliono giocare.
  • Quello che, quando non tocca a lui, parla a voce alta disturbando chi deve pensare.
  • Quello che tra una mano e l’altra si allena a fare giochini di prestigio con le chips. Di solito finisce per andarle a raccogliere sul pavimento.
  • Il giocatore capace che continua a spiegare a tutti i mille calcoli su cui si è basata la sua giocata vincente: non interessa a nessuno.
  • Quello che va a raccontare a tutti della mano sfortunatissima e improbabilissima in cui è stato eliminato. “Eh, avevo tris contro tris più alto… non ci potevo fare niente. Sai, sono quelle mani che capitano lo 0.2% delle volte, ma se sei dalla parte sbagliata sei fregato“. Idem.
  • Il giocatore capace che risponde a quello del punto precendente, spiegandogli minuziosamente dove e perché ha sbagliato. A parte che se uno ha già perso la mano, lasciagli almeno credere di aver giocato bene; a parte che al resto del mondo continua a non importare nulla, amici cari: al tavolo si fa silenzio!.
  • Il nostradamus de noantri: “Lo sapevo che usciva l’asso al river“. Se lo sapevi hai sbagliato gioco, quello giusto si chiama SuperEnalotto.
  • Quello che quando va All-In grida “Ooooooolllliiiiinnnnn” imitando Giacomo Valenti.
  • Il sapientone enciclopedico: ogni mano inizia con: “È capitata una mano simile a Daniel Negreanu durante le World Series del 2004“. Da trucidare.
  • Quello che quando è coinvolto in un All-In si mette a pregare il mazziere, il Signore o altre entità imprecisate, magari dicendo “Dai, ti prego, soltanto stavolta!“, dopo aver vinto i dodici piatti precedenti.

Grandissime insofferenze: una basta per tutte.

  • Lo “slowroller”: quello che, quando tu mostri il tuo punto, fa l’espressione triste. Poi guarda le sue carte con fare sconsolato. Poi annuisce come per dire “Sì, le tue carte sono buone“. E poi dopo qualche secondo gira il suo punto. Vincente.

Luca Romano

Post scriptum: lo Slowroll è unanimemente considerato uno dei comportamenti più maleducati che si possono avere ad un tavolo da poker: illudere l’altro di aver vinto e poi freddarlo sul più bello è davvero pessimo. Se mai vi capitasse di giocare a poker, sappiatelo. E reagite di conseguenza.

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