“Partiamo Bene”: come riformare il Pd (by T-Red)

È un po’ che leggiamo T-Red, un blog di ragazzi veneti che (come noi) scrivono, commentano, pontificano, ragionano sull’attualità. Angolo di visuale: da sinistra, senza troppi compromessi.
Il punto è che sono bravi. 
Gli abbiamo chiesto di mandarci qualche riga, di tanto in tanto. Ecco il loro esordio su Tagli. Buona lettura.

Palmiro T-Red

È particolare come negli ultimi vent’anni si sia fatto un gran parlare della crisi della forma-partito senza che (quasi) nessuno si sia realmente interrogato sulle sua cause e, soprattutto, sulle possibili contromisure. Si è preso atto con superficialità di un problema, senza chiedersi perché esistesse e come si potesse correggerlo.

Nella pratica le conseguenze sono state due: da una parte la riproposizione del concetto di partito leggero (ovvero di un partito di eletti non omogeneo ideologicamente), dall’altra la difesa il più delle volte acritica di un modello degenerato e ormai infunzionale.

Noi vogliamo superare questa dicotomia. Mai come in questo momento abbiamo bisogno che l’unico partito che aspira ad essere organizzato in senso popolare e democratico, ovvero il Pd, ripensi profondamente la propria democrazia interna. Perché se la democrazia rappresentativa subisce così pesantemente i colpi dell’antipolitica è soprattutto perché gli strumenti che la rendono partecipata – i partiti – si sono ritirati dalla società, atrofizzandosi.

Per questo abbiamo lanciato Partiamo Bene: una campagna per riformare alcuni principi cardine dell’organizzazione del Partito Democratico e su cui abbiamo già raccolto più di un centinaio di firme di cittadini, iscritti e dirigenti.

I problemi che individuiamo sono, purtroppo, diffusi in tutte le realtà di base. Innanzitutto un regolamento del tesseramento che è un’istigazione al tesseramento selvaggio (o gonfiato): siamo andati a vedere come funzionano le tessere dentro i grandi partiti europei, e le differenze sono abissali. Questo è il punto di partenza, la causa di gran parte delle degenerazioni esistenti. Questo è il punto più facilmente risolvibile.

tredmorettoMa i problemi non si risolvono qua. La democrazia interna per come è pensata adesso non coinvolge la base in modo continuativo: le direzioni, il cui compito sarebbe servire da cerniere fra i diversi livelli, si sono trasformate in organi pletorici in cui i dirigenti non si confrontano (e scontrano) lealmente e apertamente. E infatti le decisioni vengono prese in sedi informali, non democraticamente legittimate.

In questo contesto acquistano una posizione di preminenza assoluta nella vita dell’organizzazione gli eletti nelle amministrazioni, forti del consenso personale ricevuto alle elezioni. Tutti questi fenomeni, intrecciandosi reciprocamente, riducono l’importanza nella vita del Partito di quella che dovrebbe essere la figura centrale, l’iscritto, a favore di eletti e padroni delle tessere. Tutto questo deve cambiare, e per questo abbiamo lanciato Partiamo Bene.

Per maggiori informazioni e per aderire visitate l’apposito sito. Troverete il testo dell’appello, le prime adesioni, qualche proposta pratica e un approfondimento sui sistemi di tesseramento in Europa. Il cambiamento, mai come ora, dipende da tutti noi. Uniamoci per renderlo possibile.

Palmiro

@twitTagli

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