“Non sarà un Ace Ventura”: la situazione a Roma dopo (nonostante) l’addio di Marino

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Qualche giorno fa ero sull’ennesima, affollatissima metro, direzione casa dopo una giornata di lavoro. Un signore sulla sessantina spiegava ad una ragazza (forse la sua studente prediletta, o semplicemente la figlia) la situazione dei sampietrini a Roma. Perché per chi non lo sapesse, a Roma il problema dei sampietrini (scivolosi, pericolosi, mal messi), si sta risolvendo a colate di asfalto. Così, come se fosse la soluzione migliore, e soprattutto l’unica.
Era un discorso interessante, quello del signore, che ho origliato volentieri come una casalinga annoiata.

Breve excursus: in pratica non ci sono più ditte che curino la manutenzione di questo tipo di pavimentazione. Perché la pietra non è che è infilata in una colata di cemento, così che tenga e non si muova.
Troppo facile.
Il sampietrino è collocato su uno strato di sabbia, incastrato, pressato per bene insieme a tutti gli altri, ed ogni tot metri si deve creare un avvallamento per evitare che l’acqua si depositi e ristagni. Insomma, per mantenere bene il tutto ci vuole esperienza, pazienza e tanto lavoro. Per dire la mia, che tanto la dicono tutti, i sampietrini in alcuni punti sono un gran bel problema, visto che diventano più lisci della pelle di Scarlett Johansson in “Match Point”.
Quando sei sull’autobus che ci passa sopra, sembra di essere Ace Ventura poco prima del suo “parchieggio pierfietto!”.

 

Se poi c’è una manifestazione, tipo quella de “Er Pelliccia”, state sicuri che vengono scardinati per essere usati di certo non come ferma carte.
Ora voi direte: “Va beh, bello tutto bravi tutti, ma che me ne frega a me dei sampietrini?“. Eh, dovrebbe fregarvene eccome, che viviate o meno a Roma.

Perché se è un dato certo che il problema dei sampietrini è conclamato da anni, è anche molto sicuro il fatto che non è l’unico problema irrisolto di Roma, né l’ultimo.
Perché da quando Marino l’untore, Marino il maledetto, il vaso di Pandora di tutti i mali romani (e non solo, anche Vaticanensi e statunitensi, per esempio), insomma da quando Marino è stato cacciato a pedate, il commissario emerito dall’alto mandato (alto… voglio dire, Renzi quanto sarà? Uno e settanta?), al secolo Francesco Paolo Tronca, non ha concluso nulla.
Nulla.

Tanto per rosicare come quando vedo “Report”, mi sono fatto una lista – che esclude già i sampietrini e che inveceinclude tutte le cose per cui Marino è stato ghettizato dal suo partito, tradito, accoltellato e poi scaricato “in un fosso che gli mancava un rene“:

Insomma, questi sono gli aspetti principali (ce ne sarebbero decine e decine da spulciare) per cui pochissimi mesi fa si urlava allo scandalo, ad una Roma violentata da un marziano che non capiva nulla, che beveva bottilgie di vino alle spalle nostre, che s’imbucava alla feste di Bert… no scusate, ai viaggi del Papa.
Giornalisti, giornalai, giornaletti che shiaffavano il mostro in prima pagina, affinché tutto tornasse come era prima.
E con “come era prima” non intendo una Roma sporca, brutta e cattiva, da nascondere ai turisti. Parlo di una Roma marcia, corrotta, un’Ostia di nuovo mangiata da cantieri indagati per abusivismo (ma dissequestrati nel giro di un mese), i fondi prima non ci sono – dopo ci sono” per il Colosseo, come del resto accadde per quelli del Giubileo: la prepotenza che di nuovo emerge in tutto il suo cieco splendore.

A margine, però, bisogna ammettere un particolare: per onestà intellettuale. È facile prendersela con Tronca.
Meno farlo con Renzi.
Lo stesso Renzi che qualche mese fa chiedeva la testa di Marino perché “si era rotto il rapporto con i cittadini” e perché “i romani vogliono mezzi funzionanti, giardini in ordine ed una città pulita“. Ora, proprio in questi giorni, per altri sindaci ha detto chiaramente che sono inamovibili perché “scelti dai cittadini: il comune di Quarto, nell’occhio del ciclone grillino, penso vi dica qualcosa.

E allora non posso chiudere se non con una frase proprio di Ace Ventura, quando scopre che in realtà il capo donna della polizia era un uomo e tutti si schifano perché erano stati con lei: lei (lui) è Roma, che tutti adorano ed amano ma che, nel momento in cui si rivela per quello che è davvero, tutti disprezzano, insultano, dimenticandosi che in quel bel corpo ingannevole ci passano intere giornate facendo quello che vogliono, e facendoselo fare.
Ed ora fingono di nuovo tutti quanti che sia una splendida, vogliosa donna.
La cosa curiosa della citazione – il dettaglio che la rende SENSAZIONALE – è che chi dà la dritta per scoprire l’inganno è un vero giocatore di Football americano che si chiama proprio Marino:

“Signore e signori, miei stimati colleghi, il signor Marino ha appena portato alla mia attenzione una nuova prova.
Ora, la storia ha certamente dimostrato che persino il più intutitivo degli investigatori può sbagliarsi di tanto in tanto ma se io mi sbaglio adesso, se il tenente è veramente una donna come, come sostiene lei di essere, allora amici miei, soffre del caso più grave di emorroidi che abbia mai visto”
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Jacopo Spaziani

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