Nemmeno la pubblicità dei condom parla delle malattie sessuali: e allora provvediamo noi

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Guardate questa pubblicità. È stata promossa da Durex Italia, famosa marca di profilattici.
Siamo d’accordo che la pubblicità moderna non solo promuove un prodotto, ma lo inserisce in una dinamica di utilità. È il famoso “vendimi questa penna” di Leonardo Di Caprio in The Wolf of Wall Street.
Ti devo vendere la penna? Ok, mi fai un favore? Mi scrivi il tuo nome sul tovagliolo?
Come, non hai la penna?
Eccoti la penna, ti ho venduto la mia penna. Io sono contento, tu sei contento.

Quella scenetta istruttiva spiega molto della pubblicità moderna: la pubblicità crea un bisogno; e creando un bisogno dà una utilità al prodotto.
Dando una utilità al prodotto ti spiega a cosa serve, e spiegandoti a cosa serve ti spiega come e perché utilizzare il prodotto.
Dunque la pubblicità non è solo un canale promozionale, ma è anche un canale per veicolare un messaggio da apprendere.
Tutto chiaro fin qui?
Bene.
Ora guardate questa pubblicità e ditemi cosa apprendete. 

Ho fatto questa domanda – senza tutto lo spiegone sulla meccanica della pubblicità – a un gruppo di ragazzini delle scuole superiori.
Tutti hanno risposto con sicurezza: secondo loro, il messaggio della pubblicità è “Il coito interrotto non è un contraccettivo” – e il titolo dello spot in effetti è già abbastanza eloquente.
Dunque “È meglio non usare il coito interrotto come metodo perché si rischia una gravidanza indesiderata e, in caso si decidesse di non potarla avanti, bisognerebbe correre ai ripari con un aborto”.
Giusto. Semplice. A questo punto domando: “E se vi dicessi che la donna dello spot prende la pillola anticoncezionale?”.
I ragazzi, quasi all’unisono: “Non servirebbe in preservativo!”-
Come volevasi dimostrare.

Ma non voglio svelare ancora nulla, e a quel punto mostro ai ragazzi una pubblicità degli anni ’90.
Questa.

Chiedo loro cosa ne pensano.
“Quella pubblicità incute paura e ansia”.
Assolutamente d’accordo con loro: ma quella pubblicità – anche se vagamente terrorizzante – ci spiega in modo semplice e diretto come ci si ammala di HIV, malattia che negli anni ’90 mieteva vittime.

Per farla breve: oggi si parla di contraccezione, ma perfino nelle pubblicità di profilattici non si vuole parlare di rischi correlati alla sessualità.
Perché c’è un revanscismo moralistico che vede la malattia sessualmente trasmissibile un castigo divino? Perché siamo in un’epoca di edonismo reaganiano 2.0 ed è seccante farci ricordare che ci si può rovinare la vita per una sveltina? Perché non abbiamo più chiare le priorità? Perché cisiamo irrimediabilmente rincitrulliti? Non lo so, e probabilmente non è così interessante.

Più interessante fare un ripassino sulle malattie sessualmente trasmissibili. Ad esempio l’HIV.
HIV, ad esempio, non vuol dire AIDS.
L’HIV è il virus che determina la sieropositività e può trasmettersi ad altre persone; è completamente asintomatico e provoca un progressivo deterioramento del sistema immunitario.
Quando il virus giunge nella sua fase conclamata parliamo di AIDS, cioè la sindrome che rende il sistema immunitario incapace di difendersi dall’attacco di alcuni microrganismi, portando all’insorgenza di gravi infezioni, tumori e morte.
È possibile fermare il progredire del virus per evitare il deterioramento completo del sistema immunitario, ma per l’HIV non esiste nessuna cura. Non si guarisce e chi è infetto può trasmetterla ad altri.

La pubblicità dei preservativi della Durex era un’ottima occasione per ricordare ai ragazzi come si prende l’HIV, ma la nota azienda ha preferito puntare sullo spauracchio della gravidanza indesiderata: quello fa paura ai giovani oggi, l’HIV no. 
Il rischio di gravidanze indesiderate può essere arginato con il preservativo, ma anche con altri metodi anticoncezionali. Il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili può essere arginato solo ed esclusivamente con il preservativo.

Parlo di malattie al plurale, perché non c’è solo l’HIV. Per fare un rapido elenco:

  • La Clamidia è un’infezione quasi asintomatica e può provocare seri danni all’apparato riproduttivo.
  • La Gonorrea (o Blenorragia o Scolo) è un’infezione acuta che, se non curata si diffonde in tutto il corpo compromettendo articolazioni, cuore, pelle, occhi, testicoli, prostata, vescica, fino ad arrivare a gravi infezioni e sterilità.
  • L’epatite è un’infezione del fegato che può essere trasmessa per via sessuale. Tuttavia è possibile vaccinarsi per epatite A e B, mentre per la C non esiste vaccino e i casi di trasmissione sessuale sono rari (anche se non impossibili).
  • I Condilomi sono piccoli tumori benigni che si insediano sugli organi genitali, sono delle escrescenze di dimensioni variabili. In alcuni casi i condilomi possono evolvere in tumore.
  • L’Herpes virus è simile all’herpes al labbro e come quello, una volta infettati, rimane nel corpo per tutta la vita, dunque non possiamo liberarcene, ma solo curarlo ogni qual volta ve ne sia la necessità.
  • La Pediculosi del pube, altrimenti nota come piattole, è causata da un parassita simile a quello dei pidocchi. Assolutamente curabile, ma molto fastidioso.
  • La Scabbia è anch’essa una malattia causata da un parassita.
  • La Tricomoniasi è una malattia molto diffusa, dalla quale non si acquisisce immunità. Se non curata provoca irritazione del pene, infiammazione della prostata e infertilità per gli uomini, infezioni all’utero e alle tube per le donne.
  • La sifilide è una malattia molto complessa, causata da un batterio che si manifesta con un nodulo: compare nella zona in cui è avvenuto il contagio. Successivamente compaiono macchie su tutto corpo, caduta di capelli e unghie e una sintomatologia influenzale. Se non curata può portare gravi conseguenze come danni al sistema nervoso, perdita di capacità di controllare i movimenti muscolari, paralisi, confusione mentale, demenza, cecità, meningite e infine la morte.

E non avrei finito: queste sono le malattie sessualmente trasmissibili più diffuse nel nostro emisfero, nelle zone tropicali ce ne sono anche altre.
Non è una vergogna avere paura di queste patologie, e non è esagerato far capire il pericolo ai ragazzi. E il messaggio deve essere crudo: per le gravidanze esistono metodi (legali) con cui correre ai ripari, anche se molto spiacevoli; per l’HIV e altre malattie non esiste alcun rimedio.

Eleonora Ferraro

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