Nasce l’IS: il primo califfato dell’era contemporanea

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Non vale ancora il detto “Alla fine ce l’hanno fatta”, ma gli jihadisti di ISIL hanno raggiunto già considerevoli obiettivi. Domenica 29 Giugno il gruppo armato sunnita che da mesi rivendica con successo territori e città necessari a ricostituire l’antico Califfato (da noi conosciuto come “ottomano” ed estintosi nel 1924) ne ha proclamato la parziale (ri)formazione in un comunicato radio.

Con il nome di “Ibrahim”, Abu Bakhr al-Baghdadi ne è diventato il Califfo, dall’arabo khalifa (“successore”, sottointendendo “di Maometto”) termine usato per designare la massima guida spirituale e politica della comuntà islamica nel mondo.
Questo ultimo termine implica come diretta conseguenza che i due restrittivi “Iraq” e “Levante” della precedente sigla “ISIL” sono stati eliminati, e quel che resta di quella sigla sono due lettere: IS, il nuovo Stato Islamico.
Il neonato Stato Islamico si rifarà all’applicazione della Shari’a, la legge islamica che ha tra le fonti più autorevoli il Corano e la Sunna (complesso di atti, detti, aneddoti) del profeta Maometto e che, inutile girarci molto attorno, implica un forte restringimento nell’ambito di quelle libertà personali a cui perfino il Medio Oriente ultimamente si stava abituando

Quel che è più interessante è la sistematica legittimazione del nuovo Stato Islamico attraverso un documento ufficiale disponibile in inglese, russo, francese e tedesco il cui titolo è “This is the promise of Allah”.
In esso ci si rivolge ai lettori con il costante vocativo “O Soldati dello Stato islamico”, si citano versetti del Corano per spiegare le cause e le modalità che hanno portato all’azione militare dell’Isil negli ultimi mesi e s’invita chiunque a collaborare.
Il documento specifica che i territori attualmente sotto il controllo del Califfo Ibrahim sono quelli che vanno dalla siriana Aleppo al governatorato di Dyala nell’Iraq orientale, ma gli obiettivi da sottomettere sono ancora molti.

A partire dalle ultime di quelle dieci pagine, inoltre, i redattori del documento immaginano con una ragionevole verosomiglianza e aderenza all’attualità le domande o obiezioni che gli scettici potrebbero loro rivolgere e ipotizzano per essi delle possibili risposte. Con lucidità stupefacente: “E se vi diranno rispondete loro ”.

E mentre su internet si vedono allarmanti fotografie di giovanissimi iracheni che imbracciano senza alcuna esperienza un fucile per combattere gli jihadisti, gli Stati confinanti e il mondo occidentale che vi s’interessa non può fare a meno di allarmarsi di fronte a questo anatema: “Ascoltate il vostro Califfo ed obbeditegli. Supportate il vostro Stato che cresce ogni giorno – per grazia di Allah- con onore e nobiltà, mentre il suo nemico aumenta nella ritirata e nella sconfitta”. Che sapore avrà questa sconfitta nell’ipotetico momento in cui arriverà?
Quali ne saranno le conseguenze?

La storia insegna che sottovalutare un ristretto gruppo umano dotato di risorse (in questo caso le armi e la propaganda ideologica, ancor più che il denaro) e non preoccuparsene può essere fatale. Qualche tempo fa gli jihadisti dell’ISIL erano solo un gruppo fanatico di ribelli con utopistici progetti espansionistici; ora sono parte integrante di un nuovo corpo politico: il primo Califfato Islamico dell’era contemporanea.

Elle Ti
@twitTagli

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