Nel descrivere il processo di unificazione nazionale, molto spesso la storiografia e la manualistica tendono a soffermarsi sul solo teatro italiano, in particolar modo sulle iniziative del movimento nazionale (sia liberale che democratico) che, seppure ebbero la loro indubbia importanza nella stagione risorgimentale, non possono da sole esaurire la descrizione del processo unitario. A uno sguardo approfondito, risulta chiaramente come un movimento nazionale ristretto (o comunque sia ben lungi dall’essere un movimento di massa) sia riuscito a imporsi soprattutto grazie per una serie di circostanze favorevoli legate alla diplomazia e al mutare degli equilibri europei.
La penisola italiana all’indomani del Congresso fu a sua volta spartita in base agli interessi dinastici e al principio dell’equilibrio delle potenze. Non vi fu alcuna possibilità di modificare l’ordine pianificato a Vienna per via dell’intransigenza del Metternich verso qualunque progetto riconducibile ai principi “rivoluzionari” del nazionalismo o del liberalismo.Altrettanto non accadde in Grecia poiché il movimento nazionale si collocò in un teatro favorevole. Anzitutto l’Impero russo, deciso a farsi strada verso il Mediterraneo, trovò conveniente supportare la causa del movimento nazionale greco per colpire un diretto rivale, l’Impero ottomano. Inoltre il nuovo equilibrio era giudicato conveniente da tutto il sistema di potenze egemoni e, non ultimo, la causa greca trovò un forte supporto internazionale da parte dei gruppi liberali di tutta Europa.
Il nostro, è bene sottolinearlo, non stava portando avanti alcun disegno o pianificazione a breve o lungo termine di unità o indipendenza nazionale, ma operava secondo i progetti di espansionismo sabaudo nell’Italia occupata dall’Impero austriaco. Cavour riuscì così a essere ammesso al tavolo del Congresso di Pace a Parigi (1856) nonostante il ruolo marginale svolto delle truppe sabaude durante il conflitto. L’abile Primo Ministro sabaudo ebbe modo di richiamare l’attenzione sui mali che affliggevano la penisola e di intessere primi importanti rapporti personali con personalità quali Clarendon (1800-1870), Ministro degli Esteri britannico, e Napoleone III (1808-1873), Imperatore di Francia.doc. NEMO
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Bibliografia:
Derek Beales, Eugenio F. Biagini, Il Risorgimento e l’unificazione italiana, Il Mulino, Bologna, 2005.
Rosario Romeo, Cavour e il suo tempo, vol. III, (1854-1861), Laterza, Roma-Bari, 1984.
Stuart J. Woolf, La storia politica e sociale, in Storia d’Italia, vol. III, Dal primo Settecento all’Unità, Einaudi, Torino, 1973.
Giorgio Candeloro, Storia dell’Italia moderna, vol. IV, Dalla Rivoluzione nazionale all’Unità, Feltrinelli, Milano, 1972.
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