Lettera aperta ad “Adesso fuori dai coglioni” (sic)

Questa doveva essere una sorta di lettera aperta al signore (…) che gestisce una tra le pagine più orrende di Facebook. Un nome, un programma: “Adesso Fuori dai Coglioni“. Doveva esser una lettera, dicevo; ma è uno sfogo. Sono stanco di vedere su questa fanpage attacchi strumentali contro il ministro Cecile Kyenge, che viene definita anti-Italiana. Perché? Perché secondo loro ha dichiarato di “non sentirsi affatto Italiana“.

kyenge2

Falso. È una menzogna: ha detto una cosa ben diversa:

Non sono di colore ma sono nera e lo dico con fierezza. Bisogna imparare a usare la terminologia giusta per chiamare le persone. Sono italo-congolese, appartengo a due paesi e a due culture che sono entrambe dentro di me. Non posso definirmi completamente italiana né completamente congolese, ma è proprio questa l’importanza della diversità: la diversità è una risorsa, un’occasione di arricchimento per l’altro”.

Qual è il problema? Sarebbe grave se non la pensasse così: l’onorevole Kyenge è nata nella Repubblica Democratica del Congo, i suoi genitori sono congolesi. Chiederle di smettere di essere congolese sarebbe sbagliato, punto. Sarebbe stato come chiedere a Cristoforo Colombo, a Enrico Fermi, a Riccardo Giacconi o a Rocco Petrone di smettere di essere Italiani. Conscio che per gli ultimi due di solito serve Wikipedia, semplifico ancora di più: sarebbe come chiedere a Joe Bastianich di smettere di essere Italiano/friulano. Sarebbe come chiedere a Papa Francesco di rinnegare le sue origini piemontesi.

Qui il link alla immagine 1 e all’immagine 2 del gruppo Facebook in questione: i commenti sono raccapriccianti.

È banale, ma probabilmente serve un richiamino – come per i migliori vaccini. La nostra persona è l’insieme di tradizioni, di cultura del Paese nel quale nasciamo e del Paese dal quale (o dei Paesi dai quali) vengono i nostri avi. Le nostre tradizioni, la nostra cultura e la nostra lingua vengono trasmesse, è inevitabile. E restano dentro di noi:  per esempio, io sono per un sedicesimo austriaco. Ascendenze remote, per carità, ma ci sono. Vivo e lavoro in Scozia. Ma se un giorno dovessi stabilirmi definitivamente, non mi passa per l’anticamera del cervello di rinunciare a sentirmi Italiano, ed insegnerei ai miei figli che sono italiani.

kyengeCaro (…) Admin, per il ministro Cecile Kyenge vale lo stesso. Lei è giustamente fiera di essere congolese e italiana. Non dovrebbe? “Non ci sono negri italiani“, come sibilava un refrain delle peggiori curve italiane?

È anti-Italiana perché è entrata in Italia illegalmente, da clandestina? Dobbiamo per forza ricordare un’altra volta che milioni di nostri connazionali hanno varcato le patrie frontiere dagli inizi del ‘900 fino ad oggi, e moltissimi tra loro lo hanno fatto da clandestini, stipati in navi come sardine?

Sono orgoglioso di avere come ministro l’onorevole Kyenge perché fa parte di quella stragrande maggioranza silenziosa composta di immigrati lavoratori, quelli che stanno aiutando tantissimo la nostra Italia. La campagna grave, sistematica e xenofoba del gruppo passa anche per la pubblicazione di fotografie delle stragi in Congo: la pagina commenta dicendo che – per questo motivo, per una correlazione tra questi massacri e la persona del ministro, come se lei fosse la responsabile – l’Italia non ha bisogno di gente come la Kyenge; in compenso (?) sarebbe il Congo ad aver bisogno di medici (come appunto Cecile Kyenge). Un po’ come se un americano avesse chiesto a Fermi, Segre, Occhialini o Giacconi di tornare in Italia perché di fisici ne avevano già a bizzeffe; come chiedere a Joe Petrosino di tornare in Italia perché in Italia c’era bisogno di poliziotti bravi; o a Mario Andretti di pilotare a casa sua.

big_Cecile-KyengeAdesso Fuori dai Coglioni incespica fin troppe volte nello slogan “gli immigrati portano solo criminalità”: adesso basta. Ci siamo indignati quando qualcuno ha osato tirar fuori lo stereotipo (fastidioso) “Italiani pizza, mafia e mandolino”; c’è stata un’ondata di sgomento quando su un volo Ryanair hanno detto che Bari è una città della mafia. Tutto normale, invece, quando si sostiene che dalla Romania vengono solo prostitute o zingari, dall’Albania solo assassini, dall’Africa solo picconatori e spacciatori.

Cecile Kyenge è – prevedibilmente – vittima di attacchi violenti: figli del peggior, becero razzismo. Il livello di intolleranza che ha raggiunto l’Italia è preoccupante ed indegno: gruppi come “Adesso Fuori dai Coglioni” lo fomentano. Ecco, questo è un buon motivo per vergognarsi: arrivando ad arrossire, perfino, per condividere con gentaglia del genere la mia cittadinanza.

Alessandro Sabatino

@twitTagli

Post Correlati

Leave a comment

Devi essere loggato per commentare.