Le dinamiche delle lobby

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Fare il lobbista è un lavoro per cui ci va un pelo sullo stomaco incredibile. Se avete visto ‘Thank you for smoking’ vi siete fatti un’idea. 
Se fino a ieri pensavate che quel film fosse esagerato dovete ricredervi, perché (anche) questa volta la realtà supera la fantasia.

Ma andiamo con ordine: che cos’è un lobbista? È una persona che lavora per una lobby, e cioè un gruppo di potere che cerca di difendere i propri interessi: case farmaceutiche, grandi multinazionali, società produttrici di tabacco eccetera.
In Italia diamo un significato dispregiativo al concetto di lobby, è un sinonimo di “poteri forti” – una volta si diceva “forze plutocratiche”.

Negli Stati Uniti, invece, le lobby sono ufficialmente riconosciute, e anzi non hanno alcun interesse a nascondersi. Il lobbista è un dipendente a tutti gli effetti che porta avanti gli interessi della categoria a cui appartiene.
Spesso i lobbisti sono ex senatori o ex deputati, persone che conoscono bene le dinamiche legislative e politiche, e perciò in grado di lavorare al meglio per sviluppare norme favorevoli al proprio gruppo e allo stesso tempo evitare determinate leggi a sfavore.
Al nocciolo della questione, il lobbista deve convincere tanto i politici quanto  l’opinione pubblica: l’interesse della mia lobby non solo è legittimo, ma è anche il meglio per la Nazione. 

 

È un lavoro per gente tosta, in grado di pensare fuori dagli schemi. E senza troppi scrupoli morali. Pensate ai lobbisti del gruppo (forse) più potente di tutti: la lobby americana delle armi da fuoco, la NRA. 

Succede però spesso che un ragazzo di vent’anni – non si sa perché – entri in una scuola con un arsenale di armi da fuoco automatiche (patrimonio di famiglia, spesso) e inizia il massacro

Qualche tempo fa fu la volta di Newtown, una piccola cittadina americana stile telefilm. Lì, come altrove, il bilancio della strage fu intollerabile: sei adulti e venti bambini trucidati.

 

Da parte della NRA in casi del genere uno si aspetterebbe un silenzio tombale, una sorta di ‘mossa dell’insetto stecco‘:Stiamo fermi fino a quando non passa il polverone sperando che non ci schiaccino“.
Difatti, ogni volta che capita qualcosa del genere tutto fa prevedere un rinvigorirsi della
polemica sull’annoso problema-armi negli USA – vale a dire sulla facilità di circolazione delle armi degli Stati Uniti (in particolare quelle automatiche).
In circostanze del genere, ci si aspetta un silenzio difensivo.

 

 

E invece la lobby ci sorprende: decide di andare all’attacco. All’indomani della strage di Newtown la NRA infatti sostenne questa tesi: “La colpa è della legislazione del Connecticut“, lo Stato dove si trova Newtown.
In Connecticut – dice la NRA – agli addetti della sicurezza delle scuole è vietato dotarsi di armi da fuoco.
Se invece fossero stati armati avrebbero potuto difendersi dall’assassino“. 
Ci sarebbe quasi da ammirarli, non fossero pazzi…

 

Domenico Cerabona
@DomeCerabona

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