La sentenza Mediaset e la mela sputata da Adamo

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È dal 1994, da quando la gioiosa macchina da guerra di Occhetto si schiantò contro la potenza comunicativa di Berlusconi, che la sinistra italiana (e non solo) aspetta questo momento.
Domani la Cassazione di pronuncerà in modo definitivo sul processo Mediaset.
È vero, la pena è alta – quattro anni di reclusione (di cui tre condonati) e, cosa più importante, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici -, ma ho l’impressione che Berlusconi ne uscirà vittorioso anche in caso di conferma della Cassazione (vincerà è un termine troppo forte, diciamo che “non perderà”).
Se infatti fosse confermata la pena si avrebbero due effetti immediati:

 

1- la forza politica di B. rimane inalterata: già da tempo l’ex premier è – quasi al pari di Grillo – una forza extraparlamentare; oltre ad aver sempre snobbato il parlamento, da due anni a questa parte non ha più possibilità di tornare Presidente del Consiglio (né tanto meno Presidente della Repubblica): la forza politica di Berlusconi è nelle piazze, non nell’Aula parlamentare (“non nel marmo del senato, ma nella sabbia del colosseo”).

 

2- crescita del consenso legata al profondo sentimento di ingiustizia che pervaderà l’elettore pdlino. Da sempre Berlusconi ha interpretato il ruolo della vittima, e gli ottimi risultati ottenuti sono stati merito anche della sinistra: per quanto ora in molti affrettino a dirsi addirittura disinteressati alla sentenza Mediaset, è sotto gli occhi di tutti che gran parte dei politici e dell’elettorato di sinistra stia aspettando una sentenza di condanna da anni, con un livore e un astio ineguagliabili, e questo “clima” disturba anche l’elettore moderato, magari deluso, di centrodestra.

 

Ritengo che molti abbiano confuso una sentenza su diritti televisivi con la guerra tra bene e male; vedo intorno a me migliaia di piccoli Davide pronti a uccidere il nemico Golia, convinti di combattere affinché sia espiato il peccato capitale italiano – come se, al tempo, Dio fosse intervenuto a far sputare la mela a Adamo, salvando le generazioni future dal peccato.
Una nuova era, in cui tutto è più bello, buono ed eticamente giusto e si avrà un’umanità finalmente purificata dal vizio e dal crimine. Un ordine cosmico finalmente ritrovato: Santoro sarà presidente di Italia 1, i libri di storia riconosceranno che la sconfitta di Bersani è un falso storico, Caprotti vende l’Esselunga alla Coop, la Coop diventi finalmente tu, gli spigoli dei cassettoni in noce si smusseranno per la salvaguardia dei nostri mignoli, la Kyenge investirà finalmente in una piantagione di banane e ne lancerà così tante addosso ai leghisti che per un giorno intero il cielo sarà giallo.

 

Dopo vent’anni di legittimi impedimenti, questo era forse il momento peggiore per arrivare a sentenza. Non perché “le larghe intese” e “il bene comune”, ma perché per la prima volta si profila, netta, la possibilità di sconfiggere Berlusconi in modo definitivo: politicamente.

Francesco Cottafavi
@FCPCottafavi

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