La locomotiva tedesca ha smesso di trainare

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La grande e gloriosa locomotiva tedesca ha smesso di trainare i suoi vagoni. E non è una bella notizia, dato che i vagoni siamo noi. L’aveva già notato il Tesoro americano, lo sta denunciando la Commissione Europa: il surplus commerciale della Germania (esportazioni meno importazioni) è un intralcio alla ripresa europea, che avrebbe invece bisogno di un Paese importatore per rilanciare la domanda. Ma spieghiamoci meglio.

Qualunque siano le cause della crisi, la caduta dei redditi che ne è conseguita ha fatto precipitare la domanda interna degli stati europei. La gente non ha soldi per consumare, le imprese falliscono e licenziano dipendenti che hanno ancora meno soldi per consumare, ecc. Anche il settore pubblico, che dovrebbe sostituirsi al consumo privato per rilanciare la domanda, è frenato da debito pubblico e dalle politiche (dannose) di austerity. Ma quindi chi compra? Non resta che la domanda estera, le esportazioni. Ma se aggiungiamo che le economie emergenti asiatiche stanno a loro volta rallentando, chi compra non può che essere chi continua a crescere nonostante la crisi. La Germania, appunto.

Ed ecco perché il suo surplus è un intralcio: dovrebbe esportare di meno, e comprare di più dai paesi vicini per trainare l’Eurozona fuori dalla crisi. Ma a chi glielo fa notare, la Germania risponde che il proprio modello funziona e andrebbe imitato.

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Ed è vero che funziona. La Germania cresce perché riesce a esportare, ed ecco i due principali motivi:

1) Il tasso di cambio è tenuto basso grazie all’euro: con il marco ancora in vigore, una nazione economicamente forte come la Germania avrebbe un tasso di cambio ben più alto di quello attuale dell’Euro, valuta che però rappresenta anche le economie più deboli dell’europa meridionale. Risultato: un tasso di cambio troppo forte è svantaggioso per i paesi del sud ma vantaggioso per le esportazioni tedesche.

2) L’alta competitività, dovuta anche ai salari reali tenuti bassi (quindi costi minori). Certo, questo deprime la domanda interna, ma viene compensato con le grandi esportazioni.

Ma il modello tedesco (crescita trainata da esportazioni) può funzionare solo per la Germania, e non è esportabile. Il motivo è semplice: un surplus commerciale a livello globale è fisicamente impossibile (per ognuno che vende ci deve essere qualcuno che compra). E come ha scritto giustamente Francesco Saraceno sul Sole24ore, “il commercio interstellare non sembra ancora un’opzione realistica”.

Quindi, o la si pianta con l’austerity e si prova a rilanciare la domanda interna, o deve essere la Germania a rilanciare quella estera.

Ciò che la Merkel e la Bundesbank sembrano non capire, è che una nazione trainata dalle esportazioni è dipendente dall’andamento economico dei paesi a cui vende. E nel lungo periodo, la stagnazione dell’Eurozona farà male anche alle esportazioni tedesche. La locomotiva traina il treno, ma la sua velocità dipende da quella dei vagoni.

Commerciale

@lucagemmi

 

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