La Littizzetto e la satira (sboccata) a senso unico

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Vi pare normale che un personaggio della tv generalista dica che “Tizio ha rotto il cazzo”, quando Tizio è un politico?
Per piacere, non fermatevi alla sottolineatura “Eh, ma Tizio è Berlusconi”; neppure al linguaggio da trivio – che è inopportuno, e alla fine dei conti noioso se utilizzato fine a se stesso: ma non è quello il punto.

Il punto è che si rimprovera un Berlusconi che a certe bassezze non è mai arrivato: non mi ricordo un Paolo Bonolis, un Gerry Scotti; nemmeno il più sbracato Bagaglino o il De Sica più peracottaro si è mai sognato di dire che (uno a caso tra) Occhetto / D’Alema / Bertinotti / Bersani / Renzi / Franceschini / Veltroni “ha rotto il cazzo”. Tantomeno di farlo in prime time.
Perché la Litizzetto può? Perché viene salutata da ovazioni?
Perché questo genere di scorrettezze sono “simpatici anticonformismi” se compaiono su Rai Tre contro X e invece “un attentato alla democrazia” dovessero mai andare su Italia 1 (ma ripeto, non ci sono mai andate) a fare campagna elettorale contro Y?

Vi prego, immaginate per un secondo un qualunque personaggio – toh, giusto per esempio, l’intoccabile Benigni – che per mille e un motivi dice “La Finocchiaro ha rotto il c…“: cosa succede, dopo?
Giustamente un disastro: querele, manifestazioni, indignazione, massacro mediatico. Se il decoro (lo so, è un concetto vecchio: non mi interessa) si misura dalla maggioranza di pensiero, e dunque “è decoroso se dà addosso al nemico e indecoroso se lo avvantaggia”, non siamo più in un contesto di civiltà, ma in un contesto barbaro, di legge del più forte – dove la forza è il numero. 
Vi prego, pensateci!

 

Gli abusi della libertà di parola non sono facili da individuare; ma il suo uso disinvolto (e disonesto) sì: perché non sarebbe civile pretendere da un comico l’abbandono di certe tematiche, nemmeno l’equidistanza.
Ma l’equilibrio, quello – forse – sì; quel tanto che basta per non tramutare una già aspra lotta politica nell’ennesima, rivoltante crociata.

 

Umberto Mangiardi
@UMangiardi

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