La Cgil bacchetta Monti sulla sanità. Ma ha per forza ragione?

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Quando esprimo le mie preoccupazioni sul (probabile) successo della sinistra socialdemocratica alle Primarie, e soprattutto sul suo legame a doppio filo con la Cgil, mi riferisco a casi come quello di oggi, le frasi di Monti sulla sanità.
Collegato con Palermo per l’inaugurazione di una nuova struttura, Monti commenta: “Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento”.

Non so voi, ma io ci vedo una precisione tale da sconfinare nella banalità. Traduco per come l’ho capita io: per come è strutturata adesso, non sappiamo se la sanità avrà un domani i soldi.
Se vogliamo continuare ad avere questo tipo di organizzazione (aggiungo io, un’organizzazione che gronda di sprechi e corruzione), dobbiamo trovare altri soldi.
Visto che i soldi non piovono dal cielo, dobbiamo rivolgerci verso nuove forme di finanziamento.

Io, personalmente, non ci vedo nessun problema. In compenso ce la vedono il Partito Democratico e la Cgil, che han subito strillato:

  • Io sul tema di tenere un sistema universalistico nella sanità non mollo. Davanti ai problemi come la salute, non ci sono né povero, né ricco. Perché se arriviamo a un punto con due sanità, quella di chi ha di più e quella di chi ha di meno, siamo al disastro sociale, non solo economico
    (Pierluigi Bersani)
  • Monti vuole affamare la Sanità per poi svenderla. Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono gravi, anche se non fanno altro che confermare quanto scritto nell’Agenda del suo Governo, fatto da noi denunciato per tempo e inutilmente smentito dal Ministro Balduzzi. Il Presidente del Consiglio non può permettersi certe preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale dopo averlo ridotto all’osso. Se il Governo ha intenzione di privatizzare, come denunciamo da mesi, lo dica. Noi lo combatteremo
    (Cecilia Taranto, segretaria nazionale Fp-Cgil e Massimo Cozza, segretario Fp-Cgil Medici).

Bersani – che, non fraintendetemi, trovo competente, capace e simpatico; stima molto minore ho per la sua cricca – dice una cosa sacrosanta, condivisibile. Peccato che non c’entri niente: nessuno ha parlato di sanità a due velocità, nessuno ha detto che la sanità non deve essere universale. 
Nessuno (nemmeno chi firma a piè pagina) si augura tagli lineari, privatizzazione del sistema sanitario, cliniche lussuose per i ricchi e Spedali degli Innocenti per i poveri.

Io nella dichiarazione di Monti vedo semplicemente un appello:Troviamo altri soldi, e tanto meglio se questi arrivano da privati”. Trovare altri soldi (che siano presso i privati; che arrivino semplificando la burocrazia; che giungano come conseguenza di una lotta spietata alla corruzione) non mi pare una bestemmia.

Quindi, i casi sono due: o Bersani è a conoscenza di cose che vanno oltre queste dichiarazioni (e allora la sua responsabilità politica è squadernarle ai quattro venti: noi lo staremo ad ascoltare); oppure io e Bersani non parliamo la medesima lingua, e alle parole “servono nuovi investimenti” lui capisce “vogliamo affamare i più deboli”.
In quel caso, allora, possiamo ritenerci fortunati che non capisca “Devo uccidere John Lennon” – perché il livello di schizofrenia è quello.

La Cgil fa (ovviamente) peggio, nella sua smania di digrignare i denti e mostrarsi oltranzista a prescindere:Monti vuole affamare la Sanità per poi svenderla”.
Ma dove? Ma chi ha detto di vendere? Attirare nuovi investimenti significa soltanto vendere?
Se il Governo ha intenzione di privatizzare, come denunciamo da mesi, lo dica”: infatti, non-lo-ha-detto. Chi ha parlato di privatizzazione? Dove? In che termini?

Siamo, secondo me, di fronte all’ennesima levata di scudi superflua. Io in questo non ci vedo un misunderstand, ci vedo disonestà intellettuale: fingere di capir lucciole per lanterne per confondere le acque e guadagnarsi consenso popolare facile.
Il comune denominatore di azioni del genere è sempre – che piaccia o no – la conservazione dello status quo, se possibile aumentando le garanzie personali già esistenti oggi, senza nessuna cura di dove rinvenirle.

Umberto Mangiardi
@UMangiardi

PS: ovviamente, queste misure sono necessarie, e le cose necessarie alla fine vengono portate a termine. A portarle a termine sarà, verosimilmente, un governo con maggioranza di centrosinistra guidato da Bersani.
E quel giorno, tutto andrà bene, nessuno fiaterà, e vivremo nel migliore dei mondi possibili.

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