La bufala di Katy Perry controllata dalla massoneria

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Premessa: già il fatto che io sia qui a scrivere un articolo del genere è indice che qualcosa nel mondo non funziona. Non avrei mai osato concepire, in effetti, che il nome di Katy Perry potesse coesistere in una stessa frase insieme alla parola “massoneria”, ma evidentemente dev’essere un mio limite.
Un accostamento di questo tipo dovrebbe apparirci assurdo, o no? Ripeto la domanda: o no? Non fatico a immaginare il vostro sorriso ironico, e vi capisco: ho riso anch’io. Eppure ci sono persone che non prendono queste cose alla leggera, e non sono poche. Temo che dovremmo esserne preoccupati. Ma partiamo dall’inizio. 

Circa un mese fa, alla cerimonia dei Grammy Awards, Katy Perry si esibisce sul palco presentando il suo nuovo singolo, Dark Horse. Come spesso capita in queste occasioni, la performance è spettacolare. 

La cantante, abbigliata da strega, emerge da una sfera di cristallo, mentre attorno a lei il corpo di ballo – anch’esso vestito di nero – si muove in un’atmosfera cupa e nebbiosa, fra lampi notturni e alberi scheletrici.
L’esibizione termina con Katy Perry simbolicamente legata alla sua scopa da fattucchiera/palo da lapdance e bruciata sul rogo. Fin qui nulla di sorprendente, d’altronde la canzone parla di una strega che avverte il suo innamorato del potere distruttivo della magia. 

Dieci giorni fa, però, alcuni siti italiani molto seguiti sui social network (come questo e questo) pubblicano questa notizia: “Rituale satanico durante i Grammy Awards 2014”. Nell’articolo si legge:

«La nota cantante americana Katy Perry durante i Grammy Awards 2014 ha cantato la canzone ‘Dark Horse’ compiendo sul palco un rituale in onore del suo padre e padrone Satana.
Il culto a Satana si sta diffondendo molto anche tramite cantanti di fama mondiale, che sono in mano alla Massoneria e agli Illuminati che vogliono distruggere il Cristianesimo e instaurare sulla terra ‘la religione luciferina’ (il satanismo)».

Sembra folle, vero? E poi: questi Illuminati non saranno mica quelli di cui parla Dan Brown in Angeli e demoni? Sono proprio loro, la società segreta fondata a Ingolstadt nel 1776 da Adam Weishaupt (un ex massone) e sgominata dopo pochi anni dal Duca di Baviera (ovviamente Brown ne ha stravolto la storia, e naturalmente i complottisti sono arciconvinti che essi esistano ancora).
L’articolo prosegue elencando gli indizi che collegherebbero Katy Perry alla massoneria: la croce sul suo abito, molto simile a quella presente nell’effigie degli onnipresenti cavalieri Templari; e soprattutto il cavallo scuro, da cui il titolo della canzone, che a un certo punto dell’esibizione compare inquietante con i suoi occhi infuocati. Non assomiglia forse al demoniaco cavallo presente davanti all’aeroporto di Denver, si domanda l’autore? Guardate la foto, effettivamente lo ricorda. 

Dobbiamo qui aprire una piccola parentesi: l’aeroporto di Denver, secondo i complottisti, è un concentrato di simbolismi del Nuovo Ordine Mondiale. Con Nuovo Ordine Mondiale si intende il dittatoriale progetto di unico governo globale, portato segretamente avanti dalla massoneria.
Nell’oramai famoso aeroporto di Denver, oltre al monumentale cavallo interpretato come il destriero dell’Apocalisse, vi sono degli angoscianti murales, come quello che ritrae un nazista con una maschera antigas che uccide la colomba della pace con una sciabola, e scritte indecifrabili dal sapore occulto. Peccato che non ci sia nulla di misterioso in tutto ciò. Le scritte sono banali parole in lingua Navajo (indicano alcune zone del Colorado, lo stato di cui Denver è capitale), mentre i murales, realizzati da un artista ispano-americano, rientrano nella più classica tradizione artistica del muralismo messicano, che da Diego Rivera in avanti usa la pittura nei luoghi pubblici per promuovere messaggi a sfondo sociale, a beneficio anche degli illetterati (il che significa che persino uno zotico avrebbe potuto intuire il contenuto pacifista delle opere). 

E che dire dell’inquietante cavallo utilizzato anche da Katy Perry? Ma, per la miseria, è l’aeroporto di Denver, e il simbolo di Denver è uno stallone!
Denver, infatti, era una città già attiva nel vecchio West (e perfino i complottisti dovrebbero cogliere l’assonanza fra cavalli e West). Non solo: l’autore del Blue Mustang, Luis Jimenez (famosissimo per le sue statue raffiguranti cowboy, nativi americani ecc.), aveva già di suo il cavallo tra i suoi temi artistici preferiti, e dunque fu abbastanza naturale chiamarlo per rappresentare l’animale-simbolo di Denver. Infine, l’uso delle luci (gli occhi infuocati del cavallo) non è altro che un omaggio al padre che possedeva un negozio di luci al neon

Ora torniamo a Katy Perry e all’articolo italiano che la accusa di satanismo massonico. L’autore del pezzo ha almeno avuto il buon gusto di inserire al fondo la fonte da cui ha tratto le informazioni. Si tratta del sito americano Vigilant Citizen. Non c’è da sorprendersi: il pezzo trasudava di quel fondamentalismo cristiano tipico di certe confessioni religiose statunitensi. Cerco di saperne un po’ di più e vado nella sezione “about VC”. Il blogger si racconta in questi termini:

Un tipo con molti interessi, insomma. Segue un resoconto della sua scioccante conversione alla “Verità”, che adesso desidera condividere con tutti noi, spiegandoci come la cultura pop, propagata da canali come MTV, stia corrompendo le giovani generazioni con valori privi di moralità. 

In breve scopro che il suo articolo sui Grammy Awards è stato riportato dai maggiori siti complottisti americani, che – come se ne avessero bisogno – ricevono una nuova conferma del legame fra Katy Perry e gli Illuminati. Eh sì, perché questa è una storia che va avanti da un po’ di tempo in America.
Youtube pullula di filmati che analizzano ossessivamente i simboli massonici che sarebbero presenti nei video musicali della cantante. Quello relativo all’esibizione ai Grammy Awards conta più di 400 mila visualizzazioni, e vi risparmio il tenore dei commenti.

Con non poca furbizia, probabilmente, la stessa cantante ed il suo staff cavalcano questa simbologia, se non altro per alimentare le dicerie e l’interesse attorno alla bella Katy, la quale dal canto suo:

  • mostra di continuo solo il suo occhio sinistro in I Kissed a Girl (l’occhio massonico che tutto vede);
  • in E.T. dà vita a un bestiale e satanico accoppiamento umano-alieno;
  • nel video ufficiale di Dark Horse, uscito da pochissimi giorni, impersona una regina egizia, ammicca in camera esibendo l’occhio di Horus, accarezza serpenti e adora una gigantesca piramide d’oro.
  • intitola il suo ultimo album “Prism”, come il programma di sorveglianza dell’NSA svelato da Edward Snowden
  • viene definita da suo padre, il pastore protestante Keith Hudson, nientemeno «figlia del diavolo» (con notevole senso logico, peraltro: se tua figlia è “figlia del demonio, tu che sei suo padre biologico chissà mai cosa sarai…). 

Ma gli americani non sono mica isolati, anche noi italiani siamo sulla buona strada. Il video Wide Awake, ad esempio, è stato minuziosamente sviscerato da un blogger nostrano. In esso la popstar ci rivelerebbe, attraverso una simbologia occulta, la sua sottomissione agli Illuminati. E va beh.

Riprendiamo l’articolo di Wide Awake. Mettiamo un po’ in ordine quello che sostiene:

  • A proposito del bruco che si intravede nel video, «la sua presenza non è di certo casuale: il bruco rappresenta Katy prima del Progetto Monarch (progetto controllo mentale), che deve il suo nome alla farfalla monarca» e «la farfalla è il simbolo del controllo mentale».

Quindi gli Illuminati avrebbero fatto il lavaggio del cervello a Katy Perry… Ma che cos’è il Progetto Monarch? Per conoscere la risposta mi rivolgo (deliberatamente) al nostro amico Vigilant Citizen:

  • «è un metodo di controllo mentale usato da numerose organizzazioni per scopi segreti. È una continuazione del progetto MK-ULTRA, un programma di controllo mentale sviluppato dalla CIA e testato su militari e civili. I metodi sono così sadici da lasciare costernati (l’obiettivo finale è di traumatizzare la vittima) e i risultati previsti sono orribili: la creazione di uno schiavo controllato mentalmente che può essere attivato in ogni momento per eseguire qualsiasi azione richiesta dal manipolatore. Sebbene sia ignorato dai mass media, dagli orrori di questo programma sono passati più di due milioni di americani».

Devo ammetterlo: l’articolo è un capolavoro di disinformazione complottista, con verità e colossali falsità attentamente dosate. Un inesperto potrebbe essere tratto in inganno dalle immagini (a prima vista autentiche) relative al progetto, oppure dall’apparentemente preciso e minuzioso rapporto sulla storia di Monarch e dei suoi abusi. Peccato però che tutto l’impianto della cospirazione Monarch si regga solo sulle dichiarazioni di una donna, Cathy O’Brian, che, fra le atroci torture subite, dichiarò di aver persino subito violenza da quattro presidenti degli Stati Uniti. Non uno, non due, non tre: quattro. Davvero vogliamo credere a una fesseria simile?

Più di ventimila utenti italiani di Facebook però ci credono. Sono i fan della pagina “Il lato occulto della musica” , che propaganda teorie del complotto sul mondo della musica (mica pensavate che Katy Perry fosse l’unica cantante controllata dagli Illuminati? Ingenui) e che è gestita dalla stesso blogger che ha analizzato Wide Awake. Il ragazzo ha fatto fortuna ed è pure stato intervistato su Italia 1 nella trasmissione Mistero (e dove sennò?)

Come vedete, il castello di congetture dei teorici della cospirazione crolla al primo refolo di vento, ma disgraziatamente sono in troppi coloro che credono alla favola di un Internet-culla dell’informazione libera e accurata. Anzi, è proprio il contrario: è il palcoscenico ideale di sedicenti paladini della verità, che si approfittano della naturale pigrizia dei loro lettori, poco propensi a verificare le fonti e molto più inclini a prendere per buono tutto ciò che può farli indignare.

Cinquant’anni fa, quando l’autore americano David Noebel scriveva che la musica dei Beatles costituiva «un’elaborata, calcolata e scientifica tecnica mirata a rendere inutile una generazione di americani attraverso l’interferenza psicologica, il deterioramento e il ritardo mentale» [1]  erano poche centinaia di migliaia di americani a prestar fede alle sue teorie.
Ora in milioni pensano lo stesso, se non molto peggio, di Rihanna, Katy Perry, Lady Gaga, o dei Muse. Non so a voi, ma a me questi tizi, ormai sempre più numerosi anche in Italia, danno un po’ i brividi.

Jacopo Di Miceli
@twitTagli

[1] Seymour Martin Lipset e Earl Raab, The Politics of Unreason. Right-Wing Extremism in America, 1790-1977, University of Chicago Press, Chicago 1978, p. 16.

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