La bufala del trittico degli orrori: deformare per esistere

È semplice far diventare virale una pagina facebook: basta riempirla di varie invettive contro i politici; altra strada parecchio battuta sono i post “patacca” sulla scienza. Per la precisione, mi ha colpito un super-post patacca sulla medicina, che da ora in avanti chiameremo “Il trittico degli orrori”: esso riassume ottimamente tutti i post farlocchi che sono comparsi su diverse fanpost, impegnate a rigurgitare odio contro “i politici” (indistintamente) e contro la sperimentazione animale (e ne abbiamo già parlato qui).

trittico degli orrori

Eccolo qui! Il trittico degli orrori nel suo splendore.

Partiamo dal primo tassello, quello più a sinistra, che in realtà tanto bufala non è – ma arriva a livelli di imprecisione e generalizzazione per cui si scambia una lucciola per il mastodontico Faro di Alessandria. Già, perché la dottoressa Benetti ha davvero fatto una scoperta molto importante. Ha scoperto infatti che “in vitro”, ossia in provetta, delle molecole effettivamente bloccano la proliferazione delle cellule tumorali.

Una delle molecole del microRNA (la miR-335) è infatti fondamentale per lo sviluppo del cancro, e nelle cellule tumorali regola l’espressione del gene Rb1; alterando i livelli dell’Rb1 questa molecola attiva i p53 (che sono degli oncosoppressori) fino ad arrestare lo sviluppo della cellula tumorale.

Buone notizie allora. Peccato che siamo ancora in fase di sviluppo e che la stessa Benetti ha messo in guardia dai facili sensazionalismi della carta stampata. La scoperta risale al 2010, e la Benetti ha dichiarato ad Avvenire che “in termini di applicabilità terapeutica (ossia di passare dallo studio alla cura effettiva, NdR), lo studio è ancora lontano dalla clinica e nessuno di noi ricercatori può affermare che potrà sostituire la chemioterapia”. Tradotto: ci vorranno ancora degli anni per passare dalla teoria alla pratica, e soprattutto sarà fondamentale riuscire a trovare una maniera per rendere efficace questa scoperta in funzione di cura per il cancro.

roberta benetti

A prescindere, da quello che traspare dalle dichiarazioni della dottoressa, più cauta – ripetiamo – dei mille urlatori facebookiani, sembra che la cura stia andando verso la fase 2, ossia la sperimentazione animale sui topi. Qui si potrebbe sottolineare un particolare: le stesse fanpage che incensano senza misura il lavoro della Benetti (lavoro lodevole e serissimo, sia chiaro) sono le stesse che berciano contro questo o quel  “vivisettore”. Ma soprassediamo senza incancrenirci su questa grossolana contraddizione.

La seconda immagine è quella dell’immancabile professor Di Bella. Oltre il fatto che la didascalia dedicatagli è scritta in un italiano a dir poco zoppicante, della cura Di Bella ci siamo già occupati diffusamente qui, ricevendo valanghe di critiche (tutte rispedite al mittente). Se si volesse un’altra fonte, qui trovate un dossier davvero molto dettagliato e puntuale su tutto il caso del professore siciliano. Passiamo al terzo pannello.

Nei trittici artistici il pannello di destra ha molteplici significati: può mostrare figure secondarie, magari meno conosciute di quella centrale (cosa che qui emerge: al centro Di Bella, ai lati due figure poco note); può rappresentare il momento finale di una scena; oppure – come in due opere, “Il giardino delle delizie” di Hieronymus Bosch (1490) e il “Memento mori” di Hans Memling (1485), rappresenta l’inferno, il diavolo, belzebù.

Qui il terzo pannello rappresenta la più grande boiata della vignetta. La foto rappresenta due ricercatori che armeggiano con una provetta, sopra i loro nomi. Il primo nome è Bronsted, il secondo nome è solo parzialmente visibile, ma sembra “Lowry” o “Lewis”. Sotto la scritta nera su fondo viola: “Vaccino contro le esposizioni prolungate di monossido di diidrogeno e blocco della proliferazione delle cellule decedute nella membrana subpancreatica”.

Se siete chimici, o se avete una preparazione chimica, a questo punto starete sputando un polmone per le risate. Partiamo dal principio: Johannes Nicolaus Bronsted era un chimico fisico danese dato nel 1879 e morto nel 1947; Thomas Martin Lowry era un chimico fisico inglese, nato nel 1874 e morto nel 1936; Gilbert Newton Lewis era un chimico americano, nato nel 1875 e morto nel 1946. Bronsted, Lowry e Lewis sono famosi per le teorie sulle reazioni acido-base, alle quali i tre chimici hanno dato un grandissimo contributo. In ogni caso, non somigliano nemmeno un po’ ai soggetti della terza foto.

laboratorio_chimicoVeniamo al punto: la prima parte di questa didascalia dice che questi due o tre scienziati  hanno trovato il vaccino nientemeno che contro l’acqua (per gli amici, per l’appunto, monossido di diidrogeno). Strepitoso. Inoltre,  avrebbero anche scoperto una sostanza che blocca la proliferazione delle cellule decedute nella membrana subpancreatica. Cercando nei testi di medicina e su internet… la membrana subpancreatica non pare esistere. Poi, se l’italiano ha un senso: se blocca la proliferazione delle cellule decedute, mi si può spiegare come fa una “cellula deceduta” a proliferare se è morta?

In definitiva: archiviamo anche questo come “bufala”, al netto della parte veritiera (ma strombazzata malamente) riguardo la povera dottoressa Benetti. La speranza di tutti, davvero con il cuore, è che la sua ricerca possa dare dei risultati applicabili contro il tumore. Se però nel frattempo evitassimo di  strumentalizzare il suo lavoro come pretesto per urlare contro la “medicina ufficiale”, faremmo cosa gradita e saggia.

Alessandro Sabatino

@twitTagli

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