La bufala del sesso in auto più grave dello stupro

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Se frequentate Facebook vi sarete sicuramente imbattuti nel messaggio che vedete qui sopra. Molto diffuso nel 2009 quando il Pacchetto sicurezza ha inasprito le pene per alcuni reati circola ancora oggi da una bacheca all’altra, condiviso da chi ama indignarsi pubblicamente per ottenere qualche “mi piace” in più. Si tratta però di una bufala.

Non perché sia possibile fare tranquillamente sesso in auto o perché la pena non sia quella dei tre anni di reclusione ma perché, come spesso accade in questi casi, il messaggio che diventa virale è volutamente esagerato per fare presa. Esagerato e anche fuorviante.

Andiamo con ordine. Fare sesso in auto è un reato che ricade sotto la più ampia fattispecie degli “Atti osceni in luogo pubblico”, punita dall’art. 527 del codice penale con la reclusione da tre mesi a tre anni. Per atti osceni si intendono tutti quegli atti che possono ledere il pudore o la verecondia di una persona e che rientrano nella sfera sessuale (dal semplice calarsi i pantaloni ad un rapporto sessuale). Per luogo pubblico si intende qualsiasi luogo al quale possa accedere chiunque senza limitazioni (strade, piazze), un luogo aperto al pubblico al quale si può accedere a determinate condizioni (cinema, teatro) o esposto al pubblico, ovvero che può essere visto da un numero indeterminato di persone (l’abitacolo di un’auto appunto ma anche il balcone o addirittura l’interno di casa vostra se visibile dall’esterno).

_sessoauto (1)Parcheggiare in quella solitaria stradina di campagna dove siete sicuri che non passa mai nessuno non vi metterà al riparo dalle sanzioni; per la legge è sufficiente che qualcuno possa anche solo potenzialmente transitare da quelle parti. La Cassazione ha però stabilito che il reato è configurabile anche se si parcheggia l’auto in una zona isolata o buia a meno che “l’autore del fatto non abbia adottato specifiche cautele, come l’appannamento o la copertura dei vetri della macchina” (sic)Quindi, se parcheggiate l’auto in centro città per consumare un rapporto non la farete franca ma se scegliete un luogo comunque pubblico ma dove solitamente non c’è un gran via vai, almeno in certe ore (esempio: un parcheggio isolato, le strade in una zona industriale, una stradina di campagna) con qualche vecchio giornale a coprire i finestrini nessuno potrebbe contestarvi il reato.

Veniamo alla pena. I piccioncini colti sul fatto rischiano dai tre mesi ai tre anni di reclusione. Ora, liquidare la faccenda dicendo che se fai sesso in auto ti becchi comunque tre anni è un po’ troppo semplicistico. In Italia nessun giudice, nemmeno il più inflessibile, si sognerebbe mai di dare il massimo della pena. Se poi i rei sono incensurati andare in carcere è praticamente impossibile perché scattano le pene alternative alla reclusione. In definitiva, per finire dietro le sbarre devi essere almeno un pericoloso pregiudicato, un recidivo o un latitante.

La seconda parte del messaggio è ovviamente iperbolica perché nessuna persona sana di mente può pensare che per unoglass stupro la pena sia quella di dieci giorni di reclusione. La pena per la violenza sessuale (art. 609 bis e seguenti del codice penale) va dai sei ai dodici anni di reclusione. La norma punisce non solo la violenza carnale ma anche il comportamento di chi induce altri a compiere atti sessuali. La vera bufala sta qui perché nemmeno un incensurato con fedina penale immacolata verrebbe condannato ad una pena così irrisoria per un crimine che, soprattutto negli ultimi anni, viene visto con sempre maggiore biasimo sociale.

Questo senza contare che per commettere stupro ci deve essere anche una persona che viene costretta a subirlo. Nel caso di due persone che fanno sesso in auto difficilmente l’altra persona ammetterebbe uno stupro anche perché incorrerebbe nel reato di falsa testimonianza.

Perciò, se dovete fare sesso con il vostro partner non fatelo in auto e soprattutto non dite che lo stavate stuprando se dovessero cogliervi in atteggiamenti intimi. E soprattutto, prima di condividere le solite bufale un giro su Wikipedia potrebbe togliervi qualsiasi dubbio.

Alessandro Porro

@alexxporro

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