La bufala dei 550 € “gratis” agli immigrati

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Ecco l’ennesimo link virale su Facebook. Addirittura 1566 condivisioni e 385 “Mi piace”, in questa versione che certamente non sarà l’unica.

Abbiamo trovato questo capolavoro su una pagina che si chiama I Giovani Fascisti Italiani (33.566 like, sic!)  che nella propria home page riporta “gemellaggi” con altre pagine equilibrate e pacifiche come  “Duce Sei Sempre Nel Mio Cuore“, “Camerati del Nord Est Italia“, “Se non hai le palle non entrare in questa pagina. Noi facciamo i fatti” o la ridicola “Per un Mondo più Pulito ritorna in Vita Zio Benito“.

La didascalia di questa immagine è sobria e molto moderata:

CON I SOLDI DELLE NOSTRE TASSE GLI IMMIGRATI FANNO UNA VITA MIGLIORE DI NOI ITALIANI

DEMOCRAZIA E COMUNISMO NEMICI DEL POPOLO ITALIANO.

 

Ora, forse mettersi a denunciare pubblicamente questo link è un po’ come dedicare troppa importanza a un atto scellerato e palesemente insensato. Io però mi domando come si faccia a condividere una roba del genere.

Le persone, mi chiedo, non si pongono alcune domande prima di copincollare o di cliccare sul tasto “Condividi”? Così, al volo, me ne vengono in mente cinque:

  1. Cosa vuol dire “gli immigrati prendono 550 euro al mese gratis”? Voglio dire, cosa si pensa, che si presenti uno a casa di un immigrato dicendo: ‘Ecco, prenda,  qui ci sono 550 euro, buona giornata‘?
  2. E poi che espressione è: prendono 550 euro gratis? Cioè, proprio non capisco cosa voglia dire in italiano.
  3. Ma quindi davvero ci sono persone convinte che agli immigrati vengano indistintamente dati 550 euro al mese solo per il fatto di essere immigrati?
  4. Ma immigrati, poi, cosa vuol dire? Immigrati da dove? Cioè, anche un americano che si trasferisce in Italia ne ha diritto? Indipendentemente dal reddito? Quindi anche Sting, per dire, prende 550 euro al mese, in quanto immigrato inglese?
  5. Infine, che senso ha il riferimento al “comunismo nemico del popolo italiano“? Non mi risulta che in Italia il comunismo abbia mai governato: in che modo, allora, potrebbe avere inserito una norma che favorisca, bolscevicamente, gli immigrati a discapito del povero contribuente italiano?
Facendo una rapida ricerca di “550 euro agli immigrati” si trova questo articolo dell’Espresso. Del 2008! Quindi ci troviamo di fronte al classico link virale senza data, che per anni e anni gira nel web un po’ come gli pare, senza tempo.

 

Già il titolo, Pensioni gratis agli stranieri, dice tutto: ci troviamo chiaramente di fronte anche a un caso di pessimo giornalismo, perché la vicenda pare piuttosto semplice, chiara e cirscostanziata. Innanzitutto dall’articolo non si capisce perché si parli solo di Modena, visto che da un lato si riferisce di un fenomeno nazionale. Eppure si fanno esempi e si citano dati solamente di quella specifica provincia emiliana.

 

Poi, ancora, non si capisce come mai si parla di “versamento di contributi” in un discorso che verte sulle pensioni sociali. Chiunque si impelagasse a scrivere un pezzo sulle pensioni, dovrebbe infatti premurarsi di sapere che le pensioni sociali sono un istituto che tutela proprio chi non ha mai lavorato (almeno, non ufficialmente), che non ha alcun reddito e che quindi non ha, ovviamente, mai versato alcun contributo all’Inps.

 

Per capirci, la pensione sociale è stata inventata per persone come mia nonna: una vita a lavorare nei campi, a tirare su sei figli con il marito che ogni tanto spariva per una guerra, e giornate passate a occuparsi della casa e poi dei nipoti. In tutto questo, mia nonna non ha versato un contributo, e lo stesso si può dire di intere generazioni di braccianti: uomini che avevano lavorato in nero o in proprio da mezzadri, senza mai un contributo.

 

Quando siamo diventati una Repubblica più o meno civile (leggasi: quando gente della risma dei fan di questa pagina ha perso la Seconda Guerra Mondiale ed è stata debellata dalla lotta partigiana), si è deciso e capito che a persone come mia nonna era il caso di garantire un reddito minimo, una volta che avessero raggiunto un’età che non permetteva più loro di lavorare – o se, nel caso delle donne, fossero rimaste vedove, e quindi senza l’unica persona della coppia che avesse un reddito fisso.

 

Scavando in questo articolo si capisce, infine, che il fantomatico assegno gratis (anche il giornalista usa questo termine assurdo!) sarebbe nient’altro che la pensione sociale, garantita ai cittadini immigrati che abbiano tutte le caratteristiche classiche del cittadino straniero regolarizzato.

 

Soprattutto, questa pensione verrebbe garantita solo ai cittadini di età superiore a 65 anni: una fetta di popolazione straniera statisticamente insignificante, lo possono intuire tutti.

 

Insomma: questo provvedimento, che pare sia stato istituito dal governo Amato attraverso la finanziaria del 2001, stabilisce semplicemente un principio di civiltà.

Lo pone per quei cittadini stranieri che raggiungono legalmente i loro cari, tramite la pratica del ricongiungimento familiare, e che si trovano in situazioni di indigenza non potendo contare su alcun reddito – se non il sostentamento dei familiari precedentemente immigrati.

E per loro, come esattamente per mia nonna, la risposta alla domanda “Chi gliela paga la pensione sociale?” è molto semplice: “I figli che lavorano!.

 

Questa pagina tratta dal sito dell’Inps (quindi piuttosto attendibile) spiega:  “Con decorrenza dall’1.1.2009, l’assegno sociale, in presenza degli altri requisiti richiesti, è corrisposto agli aventi diritto, a condizione che abbiano soggiornato legalmente e in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale“. Insomma: non è così facile ottenerlo.

Probabilmente è una battaglia persa: chi appoggia certi modi di pensare non è in cerca di motivazioni, ma di pretesti. Mi rivolgo a chi condivide “per sbaglio”, senza pensarci, sull’onda di una facile indignazione: accendete il cervello, fatevi domande e fate attenzione a chi tenta di cavalcare la vostra rabbia.

Domenico Cerabona @DomeCerabona

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