La (annosa) bufala delle scie chimiche (e del Morbo di Morgellons)

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Le scie chimiche sono uno dei temi più in voga del complottismo prêt-à-porter moderno. I sostenitori di questa fantasiosa teoria hanno anche un sito internet (clicca qui per visionarlo), pieno di oscure macchinazioni e presunti retroscena assai deliranti: secondo costoro, le scie di condensazione degli aerei sono composte da sostanze chimiche dannose all’ambiente.

A tirare le fila di tutto ciò gli immancabili cattivoni a stelle e strisce, il progetto HAARP, incaricato (?) di investigare le possibilità di manipolare il clima attraverso radiazioni elettromagnetiche o sostanze chimiche. Tale progetto sarebbe finalizzato a usare il clima come arma di guerra, nel senso di influenzare il meteo fino a far piovere di meno o di più nei territori ostili, e quindi creare disastri naturali.

Altri invece sostengono che le scie chimiche siano composte da agenti chimici (o nanotecnologie, alcuni si azzardano ad affermare) nientemeno che per traviare la mente degli uomini. Tutto questo, ovviamente, è tenuto nascosto dalla Nasa, dalla Cia, da Google, dalle compagnie aeree (complici anche loro).

Queste teorie hanno avuto una vasta eco anche in Italia, esportate grazie a

Queste foto, secondo i complottisti,bastano a giustificare tutta la teoria
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Queste foto, secondo i complottisti,
bastano a giustificare tutta la teoria

trasmissioni come Mistero (Italia 1: un marchio una garanzia). In una puntata hanno correlato le scie chimiche ad una malattia, il morbo di Morgellons, che sarebbe caratterizzato dalla presenza di oggetti sottocutanei (il “ragionamento” è: le nanotecnologie dentro le scie chimiche per influenzare il pensiero e danneggiare i corpi). Ah, dimenticavo: secondo loro è credibile anche la pista aliena per spiegare tutto questo.

Dopo tutte queste panzane è ora di fare dell’ordine. Il cuore del discorso è che secondo i complottisti le scie chimiche non sono normali scie di condensazione degli aerei. Questo perché le normali scie di condensazione dovrebbero avere una durata di qualche minuto, e dopo dovrebbero sparire; invece le scie che vediamo sopra le nostre teste possono durare anche delle ore. Inoltre alcune scie si formerebbero “dove non dovrebbero” (Babbo Natale, tu quoque?), cioè dove secondo loro non c’è traffico aereo o a quote dove – sempre secondo loro – gli aerei non passano, o ancora in zone dove esse – sostengono – non potrebbero formarsi, perché in presenza di una temperatura superiore ai -40°C.

Quello che dice invece la scienza è che le scie di condensazione si possono formare un po’ a che temperatura vogliono, e la durata dipende fortemente dall’umidità. Le scie formate dai gas di scarico dell’aereo, dette scie di condensazione, si formano di norma tra -25°C e -45°C e sono dovute al rapido raffreddamento dei gas di scarico dell’aereo, tra i quali abbiamo il vapore acqueo. Se abbiamo abbastanza umidità in atmosfera e se abbiamo la presenza di polveri, le scie di condensazione possono durare anche delle ore, come se fossero delle nuvole.

Poi abbiamo le scie di convezione, che possono comparire quando l’atmosfera è instabile e vi è molta umidità nell’aria. Esse possono formarsi a temperature tra -25°C e 0°C, e si formano un po’ di tempo dopo il passaggio dell’aeroplano. Altre scie sono dette scie di origine aerodinamica, e si formano a causa del passaggio ad alta velocità dell’aereo in un atmosfera molto umida.

Insomma: le scie di condensazione fanno un po’ il bello e il cattivo tempo, perché sono strettamente dipendenti dalle condizioni atmosferiche dove passa l’aereo, ed è del tutto normale che durino anche delle ore. Inoltre non è possibile (a livello di stoccaggio) che gli aerei di linea possano trasportare così tanto materiale chimico da creare delle scie lunghe chilometri. E non solo gli aerei di linea: le scie di condensazione sono generate anche dagli aerei militari, che sono soliti volare fuori dalle rotte commerciali, specie durante esercitazioni militari, spesso a quote di gran lunga inferiori o superiori a quelle dei normali jet: un Tornado può arrivare a 15.000 metri di quota, l’Eurofighter fino a 19.000; ma hanno anche una manovrabilità tale da consentire il volo anche a quote bassissime.

Che poi scienziati, meteorologi, militari, Cia, governi degli Stati, piloti di linea, compagnie aeree, controllori di volo e chi ne ha più ne metta siano tutti complici di un gigantesco complotto, è abbastanza inverosimile: è alquanto improbabile che una cerchia così imponente di persone possa mantenere il silenzio su argomenti controversi. Una fuga di notizie accadrebbe con cadenza quasi giornaliera.

Sul morbo di Morgellons, le prove fatte dai medici sulle persone che dichiaravano di essere affette da questo fantomatico morbo sono risultate negative. Le fibre sottocutanee lamentate sono risultate normali fibre sintetiche (o fibre animali) autoimpiantate, mentre le ulcere sulla pelle sembra siano autoinflitte. La persona che scoprì questo “morbo” era una psicologa, che trovò queste lesioni al figlio di due anni. Fu trovato che il bimbo non aveva niente, mentre la madre soffriva di parassitosi allucinogena e da sindrome di Munchausen per procura (un disturbo mentale che affligge per lo più donne madri che le spinge ad arrecare un danno fisico al figlio/a per attirare l’attenzione su di sé, come recita Wikipedia); la stessa sindrome è stata riscontrata in altri casi.

Le scie chimiche non esistono, i teorici del complotto se ne facciano una ragione. Del resto, la dabbenaggine non è un reato. Ma creare tempeste di informazioni false o deviate è pericoloso: quando si arriva a sostenere che l’Aids non esiste, o (come dissero quei due “geni” dei fratelli Simoncini) che il cancro sia un fungo e possa essere curato col bicarbonato – un ragazzo di 18 anni è morto per questa “cura” – oppure che i terremoti sono prevedibili si scatenano dinamiche difficili da controllare. E che fanno vittime.

Alessandro Sabatino

@twitTagli

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