Italia leader, Merkel dinosauro: l’Europa vista dal Guardian

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NEIN ZU ALLEN – Finché il numero di telefono per l’Europa è quello di Angela Merkel, la risposta sarà sempre la stessa: “Nein zu allen”, “noi diciamo no”. Comincia così l’articolo di Anatole Kaletsky sul Guardian, che con una mano bastona la Germania – quasi troppo, diciamocelo -, con l’altra accredita l’Italia – quasi troppo, diciamocelo – come possibile leader politico ed economico in Europa.

Il giornalista ed economista inglese demolisce – in un armonioso crescendo – le politiche di Angela Merkel, per poi passare a un’analisi dell’Italia, che “si sta riappropriando, in Europa, del suo ruolo storico di leader in politica e, più sorprendentemente, in economia”.
Come lo stesso Mario Draghi ha recentemente sottolineato, la Germania, a tutte le iniziative economiche volte a rafforzare l’Europa, ha infatti risposto nein. È stato ad esempio il caso del veto merkelliano alla proposta di Renzi di finanziare programmi per il contenimento dell’immigrazione attraverso l’emissione di obbligazioni europee: “un’idea efficiente e a basso costo, avanzata anche da finanzieri di livello come George Soros”, commenta il Guardian.

Angela Merkel

“Il rifiuto della Merkel di prendere in considerazione gli interessi europei più ampi se questi minacciano la sua popolarità domestica è diventato un incubo ricorrente per i leader europei”. Kaletsky, che ha ormai portato a livelli di virtuosismo estremi questa “sinfonia del cazzotto”, ricorda che l’atteggiamento ostile della cancelliera a ogni progetto collettivo sta alla base non solo della sua politica economica e di immigrazione, ma anche della prepotenza verso la Grecia, della sottomissione al volere della Turchia sulla libertà di stampa, del comportamento ambiguo con le case automobilistiche tedesche che superano le emissioni.

“In poche parole, la Merkel ha danneggiato l’UE più di qualsiasi altro politico vivente, nonostante continui a proclamare la sua passione per ‘il progetto europeo’”. Giorno di pianto quello in cui risorgerà tra le faville il colpevole, per essere giudicato.

ITALIA LEADER? – “Ma dove può andare l’Europa con la leadership tedesca? I candidati naturali non vogliono o non possono assumere il ruolo di leader: la Gran Bretagna si è auto-esclusa; la Francia è paralizzata fino alle prossime elezioni presidenziali, e forse lo sarà ben più a lungo; e la Spagna non è neanche nelle condizioni di formare un governo.” Chiuso il requiem della Merkel, Kaletsky passa al valzer di Renzi. Un’analisi sull’Italia e sul ruolo che può ricoprire all’interno dell’Europa. La figura di Matteo Renzi e le riforme del suo governo, il ruolo di Mario Draghi, la politica estera e le misure economiche.

Matteo Renzi. “La rinascita dell’Italia come leader UE può essere osservata anche nella politica interna e internazionale”. Il giornalista ricorda come Renzi sia stato l’unico leader europeo ad aumentare la quota di voto del suo partito alle scorse elezioni del Parlamento europeo, e cita le promettenti misure attuate dal governo: politiche di lavoro, di pensione, e riforme amministrative “impensabili in passato.”

Mario Draghi

Mario Draghi. Definito il più chiaro esempio del nuovo corso italiano, Draghi, a detta di Kaletsky, “ha trasformato la BCE nella banca centrale più creativa e propositiva al mondo”. “L’enorme programma di allentamento quantitativo che Draghi ha fortemente voluto, nonostante l’opposizione tedesca, ha salvato l’euro”, continua il giornalista, che condanna gli attacchi personali rivolti a Draghi dalla Germania – perlopiù legati alla sua nazionalità italiana.

Pier Carlo Padoan. Accanto al lavoro di Mario Draghi, ce n’è un altro, più silenzioso e meno eclatante, ma altrettanto efficace: la politica economica portata avanti dal governo e dal ministro Padoan. Kaletsky parla chiaramente di una “ribellione silenziosa contro l’economia pre-keynesiana del governo tedesco e della Commissione europea. Nei consigli europei e di nuovo nel corso della riunione del Fondo monetario internazionale tenutasi questo mese a Washington, Pier Carlo Padoan ha presentato il caso di stimolo fiscale più forte e coerente rispetto a qualsiasi altro leader UE”.
Più importanti ancora solo le riforme economiche attuate nel paese, in particolare le “misure di stimolo fiscale, il taglio delle tasse e il mantenimento dei piani di spesa pubblica – a dispetto delle richieste di commissioni tedesche ed europee”. Ciò ha portato alla “crescita di fiducia dei consumatori e delle imprese, che ha toccato la soglia più alta degli ultimi quindici anni” e ha fatto dell’Italia “l’unico paese del G7 a crescere più velocemente nel 2016 rispetto al 2015, secondo le previsioni del FMI”.
Padoan – nota il giornalista – è l’unico ministro delle Finanze del G7 ad avere una  formazione professionale di economia e “capisce meglio di chiunque altro che le politiche fiscali e monetarie sbagliate sono stati la causa della sottoperformance economica dell’Europa, e sono in gran parte responsabili delle tensioni politiche che minacciano di distruggere l’Unione europea”.

Paolo Gentiloni. Il lavoro del governo – “pragmatico ed efficace” – e la collaborazione tra il ministro Gentiloni e Federica Mogherini, Lady Pesc, ha fatto dell’Italia un attore principale in politica estera. Kaletsky riconosce al nostro Paese sforzi e successi su vare fronti: dalle proposte sulla Libia, alla cooperazione in Siria, alle politiche sulla crisi dei rifugiati, al ruolo di mediazioni tra Russia ed Europa, cosa che sta portando ad una “graduale revoca delle sanzioni dell’UE contro la Russia, a partire da questa estate”.

Tavolo UE - Usa DINOSAURI – “Dati i fallimenti della leadership tedesca in Europa e dato il vuoto politico di altri paesi dell’UE, la decisione dell’Italia di accrescere il proprio profilo è sicuramente giusto. Come Renzi ha dichiarato in una recente intervista: ‘Dopo due anni ad ascoltare, ora parlo’”.
Kaletsky auspica che l’Italia riesca a creare un fronte di paesi politicamente progressisti e pragmatici, in grado di superare il conservatorismo tedesco: “con un po’ di fortuna, una nuova generazione di leader italiani, astuti e agili, prenderà il posto dei goffi dinosauri tedeschi, le cui regole e dottrine obsolete stanno portando l’Unione europea verso l’estinzione.”

In guardia!, il Cretacico sta arrivando.

Francesco Cottafavi

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